domenica 18 novembre 2018

Teatro, Fattitaliani intervista Paolo Roca Rey fra i protagonisti di "Zozòs"


Al Teatro Brancaccino di Roma, ultima replica di Zozòs scritto da Giuseppe Manfridi e diretto da Claudio Boccaccini. Con Siddharta Prestinari, Riccardo Barbera nel ruolo di un ginecologo bizzarro e maldestro e Paolo Roca Rey.
Ad Aprile ci saranno delle repliche al Teatro “Tor Bella Monaca”. Musiche di Massimiliano Pace. Aiuto Regia di Eleonora Di Fortunato. Produzione di Corte Arcana Isola Trovata. Due grandi Interpreti e la sorprendente rivelazione di Paolo Roca Rey altrettanto grande.

Chi è Paolo Roca Rey e come ha iniziato a calcare le tavole del palcoscenico? 
Ha frequentato la Stage Academy di Patrick Rossi Gastaldi e anni dopo ha frequentato per un paio di mesi la scuola di Claudio Boccaccini.
Non ha mai lavorato nel Cinema. Ha partecipato con due pose a Killing Eve una serie televisiva britannica distribuita da Tim Vision. Lo si vede anche nel trailer della serie.   

Il 29 novembre debutterà al Manzoni con “Confidenze pericolose” per la Regia di Diego Ruiz.
Gli spettatori si trovano davanti ad un sipario chiuso e sentono un uomo e una donna parlare di un incidente e di un paracadute. Cosa succede? 
In realtà il paracadute viene dopo, loro sono rimasti incastrati durante un rapporto sessuale. Il paracadute è stato tirato fuori dopo, per coprirsi. Aspettano l’arrivo del padre di Tito che è ginecologo, per liberarli e per tentare di risolvere la situazione. 
Chi è Tito? 

Di lui non si sa moltissimo, è un ragazzo che è rimasto “Incastrato”, ha una passione per il paracadutismo, è cresciuto senza la mamma. 
Cosa pensa il pubblico di questo spettacolo? 

Si diverte e nota che nonostante l’argomento si presti a cadere nella volgarità o in una comicità un po’ becera, grazie ad un linguaggio molto forbito, non cede mai a questa tentazione. 
La stampa estera ha definito questo spettacolo come la Commedia più divertente e trasgressiva mai vista. Cosa ne pensi? 

Mi sarebbe piaciuto che lo avessero detto della nostra edizione. All’inizio non sempre uno è pronto ad invitare gli amici, i familiari… in questo spettacolo sono molto felice di farlo.
Questo spettacolo va avanti dal 1997 e ovunque venga rappresentato, ha sempre delle recensioni entusiaste, a cosa è dovuto questo grande successo? 

Credo sia dovuto innanzitutto dal fatto alla scrittura divina di Giuseppe Manfridi e alla magistrale regia di Claudio Boccaccini. Ogni volta vengono aggiunte altre battute senza mai stravolgere il testo. 
Quando ti hanno proposto il ruolo cosa hai pensato?

“Speriamo facciano sul serio!” Sono molto fortunato e lusingato di farlo perché è uno spettacolo di altissimo livello.  
Come ti vedi tra dieci anni? 

Con la barba perché prima o poi crescerà e mi vedo a fare lo stesso mestiere in maniera più continuativa.
Elisabetta Ruffolo