domenica 18 novembre 2018

Roma, in mostra le foto di “Scatti Liberi. L’Africa negli occhi dei bambini”: una mostra per scoprire l’Africa attraverso i bambini

“Le fotografie possono essere una salvezza per la gente: portano la nostra storia nel mondo, per fare capire che esiste”.
Così Sherren, 15 anni, racconta la sua esperienza come fotografo vissuta grazie ad un progetto, voluto dal cardinale Gianfranco Ravasi, che ha visto protagonisti ragazzi delle periferie di Bamako (Mali) e Nairobi (Kenia). L'iniziativa ha portato alla creazione di “Scatti Liberi. L’Africa negli occhi dei bambini”, la prima mostra fotografica interamente realizzata da giovani africani.

L’ origine dell'iniziativa
Il progetto è stato realizzato grazie all'impegno del cardinale Ravasi che, dopo aver conosciuto la storia di Mohamed Keita, ha deciso di sostenere l’idea del giovane: realizzare un laboratorio fotografico in Africa. Così, nella primavera del 2018, alcuni ragazzi di età compresa tra gli 8 e i 16 anni, sono stati inseriti in un corso di fotografia e inviati come 'piccoli reporter' a immortalare scene di vita quotidiana, tra povertà e felicità.

La storia di Mohamed Keita
Mohamed, fotografo e ideatore del progetto, è un giovane ivoriano che, a soli 13 anni, è stato costretto ad abbandonare il suo Paese a causa della guerra civile. Giunto in Italia, dopo un lungo e drammatico viaggio, ha scoperto la sua passione per la fotografia. Dopo anni di studio, ha deciso di tornare in Africa e aprire il laboratorio “Kene” per mettere a disposizione dei bambini di Bamako le sue competenze.

I laboratori Kene e Nafasi
Il Cortile dei Gentili, oltre a sostenere il laboratorio di Keita, ha anche attivato "Nafasi". E' un progetto gemello realizzato in Kenya grazie alla collaborazione di Amref Health Africa-Italia e del fotografo Marco Pieroni. Secondo Chiara Natalini, membro Amref, i due progetti “sono uno stimolo per riportare i bambini alla vita e per promuovere un racconto del fenomeno migratorio che rifiuta l’Africa dei luoghi comuni, dei pregiudizi e delle strumentalizzazioni”.

La fotografia come riscatto sociale 
“Sono felice di diventare fotografa perché è una cosa che un giorno potrà darmi soddisfazioni, è raro trovare una possibilità utile per il futuro” racconta Narama, bambina di 8 anni che ha preso parte all'iniziativa. Il progetto offre ai giovani un'opportunità lavorativa "permettendogli di evitare viaggi drammatici verso altri Paesi" come sottolinea l'onorevole Silvia Costa, sostenitrice dell'iniziativa.

'Adotta' una foto 
La mostra sarà visitabile all’Auditorium Parco della Musica di Roma fino al 25 novembre. Tutte le fotografie potranno essere acquistate e l’intero ricavato sarà destinato ai laboratori fotografici per i ragazzi in Mali, Kenya e in altri Paesi africani.
Luisa Urbani, Vatican News del 17 novembre 2018.