mercoledì 21 novembre 2018

Palermo, Paolo Battaglia La Terra Borghese e Tommaso Romani aprono i lavori del Gotha culturale nel capoluogo siciliano

La sala Novecento del Joli, elegantissima residenza liberty in pieno centro a Palermo, ospiterà venerdì 23 novembre alle 16:30 i massimi esponenti della cultura palermitana moderati da Joey Borruso.
Il convegno degli intellettuali siciliani metterà in luce l’opera artistica del milanese Edoardo Dispenza dibattendo i contributi critici pubblicati dallaFondazione Thule in un volume al centro dell’attenzione generale. “L’opera di Dispenza– ha osservato Paolo Battaglia La Terra Borgese – non può essere considerata solo come documento di costume ma deve far pensare oltre l’attività figurata. È vero, peraltro, che quella realtà, nella sua scapigliatura, è ricreata in ogni dettaglio con perfetta aderenza al particolare, che gli oggetti, le persone, gli atteggiamenti esteriori sono propri di ogni soggetto a cui si riferiscono, e ne riflettono il carattere, la spiritualità ed anche l’atmosfera, ma è altrettanto vero che la sua opera ha in sé radicato un significato umano, morale e poetico che, come si conviene all’arte, trascende i limiti di tempo e di spazio della stessa realtà da cui promana, e, nel nostro caso, promana con aulica precisione pittorica. Lo si vede con esattezza chirurgica in due opere aimè non presenti in mostra e non riprodotti su questo libro curato egregiamente da Pietro Silano, una è ‘Ciclista’ e l’atra è ‘Ritmi moderni’. Da questi due inchiostri acquerellati(immagini reperibili nel web, n.d.r.) balzano autorevoli, evidenti e peculiari, qualità, doti e competenze tecniche ed estetiche: Dispenza, autentico, senza far passare lo strass per diamante, rivela una grande abilità in disegno, anatomia, proporzione, prospettiva, nella luce e nel colore, nel movimento dei corpi, nella rappresentazione dell’aria e dell’equilibrio e perfino nel dipingere la forza di gravità. È capace di pitturare le intenzioni del pensiero ed il pensiero assorto, relazionandoli mirabilmente in ogni particolare di tutto il dipinto, anche quando questo sia scevro di figura. Al riparo da ogni allitterazione per slanciare un personale tonalismo pittorico Edoardo Dispenza accoglie nelle sue figurazioni elementi pregnanti e attivi senza lasciarsi trascinare nell’eccesso del colore, e vi è un’assonante precisa alle colorazioni in ogni singola opera. Credo si tratti di un autodidatta – senza alcuna connotazione limitativa – tutt’altro! nel senso che trasmette capace le sue profonde emotività senza averle affidate alla scuola di alcuno. E, a leggere bene, si trova tra le opere un apprezzamento ripetuto più volte per un certo impastato d’amore per la sua terra di origine e per le sue antiche tradizioni, dove Dispenza traduce visibilmente, tattilmente, un sentimento dalle molte denotazioni che ne determinano il significato.”

Contributi di: Maria Patrizia Allotta, Gonzalo Alvarez Garcia, Giuseppe Bagnasco, Maurizio Massimo Bianco, Anna Maria Bonfiglio, Massimo Bonura, Francesco Maria Cannella, Antonino Causi, Crocus, Arturo Donati, Rita Elia, Giuseppe Fumia, Pasquale Hamel, Serena Lao, Vittorio Lo Iacono, Giovanni Matta, Vito Mauro, Giuseppe Pappalardo, Nicola Romano, Antonino Russo, Giovanna Sciacchitano, Giulia Sommariva, Giovanni Taibi, Maria Concetta Ucciardi.