martedì 27 novembre 2018

Felice Maria Corticchia, il Regista che porta in scena la vita con un sorriso si racconta a Fattitaliani. L'intervista

di Caterina Guttadauro La Brasca

Lei è reduce da un grande successo in teatro con la commedia “Il ritorno di Franco e Ciccio”, scritto, diretto e sceneggiato da Lei. Come le è venuta l’idea di cimentarsi con due mostri sacri della risata, aveva calcolato il rischio?
Io sono cresciuto con i film dei grandi Franco Franchi e Ciccio Ingrassia e oggi, da artista e, soprattutto da palermitano, ho sentito il bisogno di omaggiarli e ho voluto farlo con un mio testo. Chiaramente proporre due miti come loro è sempre un rischio ma nel mio caso è prevalso l'entusiasmo di fare sul calcolo di riuscita. Per fortuna mi è andata bene e di questo ringrazio il pubblico e gli amici della stampa che hanno apprezzato il mio lavoro.
A suo parere è più difficile far piangere o fare ridere?
Decisamente è più difficile far ridere. A farci piangere pensa la nostra quotidianità. Io svolgo un lavoro di alleggerimento; tutto ciò che è triste lo trasformo in qualcosa di più leggero e ne faccio uno strumento di riflessione.
Questo successo arriva nella maturità, dopo anni di stasi dovuti a che cosa?
La mia carriera artistica è iniziata ventidue anni fa, nel 1996 come autore di libri, poi, dopo un periodo difficile per me dove mi sono concentrato su altri interessi professionali, sono tornato al mio vecchio amore per l'arte, la scrittura e lo spettacolo. Adesso che ho appena compiuto 52 anni vivo il mio lavoro con maggiore passione ed entusiasmo.
Ci spiega la differenza tra Cinema e Teatro e quale dei due preferisce?
Il cinema è un grande lavoro di costruzione pezzo dopo pezzo che alla fine di un ottimo lavoro di montaggio arriva al pubblico mentre il teatro è un dialogo diretto con il pubblico che partecipa attivamente. Sono due emozioni diverse ma, nel loro differente genere, uniche. Li amo entrambi!
Lei ha una grande versatilità, ama essere dei suoi spettacoli, autore, sceneggiatore e regista. È sicurezza di sé o voglia di esprimere i contenuti da varie sfaccettature?
Sono un essere umano con momenti di forza e di debolezza, più che altro preferisco esprimere al meglio le storie che intendo raccontare e per questa ragione amo curare ogni dettaglio dell'opera in questione.
Dice Jerry Lewis: Non capite quanto sia drammatico essere un comico, fare lo stupido e far ridere la gente? Per lei ridere è come respirare, quanto lo aiuta questa capacità di non prendersi sul serio?
Personalmente non mi sono mai preso sul serio e ho diffidato sempre da chi lo fa abitualmente.
Io considero la vita un transito aeroportuale: si arriva, si fa un percorso apparentemente lungo e si riparte per un altro viaggio con ignota destinazione, tutta da scoprire. Io prima di ripartire per non so dove preferisco farmi una sana risata e farla fare al prossimo. E poi consideri che soddisfazione essere pagati per fare ridere di fronte a tante persone che ci fanno piangere gratuitamente
Quale attore, potendo, avrebbe voluto o vorrebbe dirigere?
Non faccio nomi ma le garantisco che nel cinema e nel teatro italiano abbiamo un vasto numero di attori di alto profilo che mi piacerebbe incontrare e lavorarci. Mi auguro riuscirci, almeno con alcuni di loro.
Cos’è per lei il successo? C’è un Oscar o un David di Donatello nei suoi sogni?
Cosa c'è nei miei sogni non lo dico per scaramanzia! Per me il successo è il caloroso applauso e l’abbraccio del pubblico perchè un'artista senza il proprio pubblico non esiste. I premi sono importanti perchè rappresentano il massimo riconoscimento per il proprio lavoro ma anche un carico di responsabilità perchè ogni volta che ne ricevo uno dico: Adesso devo fare meglio perchè da questo momento il pubblico e la critica si aspettando da me il massimo impegno 
L’ambiente dello spettacolo dall’esterno, nell’immaginario di tutti è un mondo dorato, dei facili guadagni, ma si è anche sempre monitorati dalla critica, dai colleghi ma soprattutto dal pubblico. Non è stressante restare sempre sulla cresta dell’onda, delegare il proprio successo non solo alle capacità ma anche alla fortuna?
Il consumatore gode del nostro lavoro in pochi istanti ma dietro ci sono tanti sacrifici e tanto stress e comunque sono decisamente d'accordo con lei sul fatto che il cosiddetto "fattore C" abbia un ruolo decisamente determinante-
I suoi impegni futuri? Pensa di regalarci ancora qualche libro oltre a “Orrore Giudiziario” e “Un morso alla grande Mela”?
Per l'immediato futuro ci sarà tanto teatro comico e drammatico, cinema e un libro sul cinema.
Cosa vorrebbe si dicesse di lei per sentirsi giudicato professionalmente con giustizia e riconoscenza del suo valore?
Però, quel Felice Maria Corticchia ci ha fatto fare un sacco di risate e regalato tante belle emozioni!
Un premio recente?
Il 12 novembre all'Hotel Cicerone di Roma ho ricevuto l'ambito Premio Prestige 2018 per la sezione Cinema e spettacolo, come miglior regia per "Il Ritorno di Franco e Ciccio" insieme ai protagonisti Tony Biffi e Marco Flammini. Il premio l’ho ricevuto alla presenza di Lino Banfi, Sandra Milo e tantissimi grandi protagonisti dello spettacolo italiano.
Fattitaliani la ringrazia per questa intervista e speriamo di aver contribuito a farla conoscere al pubblico che frequenta il cinema e il teatro. Per finire diamo la parola a un Grande, Louis Armstrong che così spiega cos’è per lui lo spettacolo: “Io non ho mai cercato di provare niente, ho solo voluto dare un buon . La mia vita è sempre stata la mia musica, è sempre venuta prima, ma la musica non vale nulla se non puoi riversarla sul pubblico. La cosa principale è di vivere per quel pubblico, perché tu sei lì per compiacere la gente.” Le auguriamo tanto successo.
Caterina Guttadauro La Brasca