mercoledì 7 novembre 2018

Fattitaliani intervista Roberta Cirello, la scrittrice con la testa tra le nuvole


di Laura Gorini - Scrivere è un modo di alleggerire e rendere più tollerante la durezza della vita.

Si intitola "Fiori rosso sangue", il racconto inedito di Roberta Cirello, pubblicato nell'antologia "La vita vista da qui" (Morellini Editore) che contiene altri accattivanti racconti ad opera di altri suoi colleghi che hanno partecipato a un corso di scrittura creativa che ha visto come maestra la celebre scrittrice genovese Sara Rattaro che ha anch'essa donato un suo splendido racconto al progetto.
"Fiori rosso sangue" narra dei fatti orrendi del teatro Bataclan di Parigi. In esso l'autrice si è chiesta che cosa si può provare in un momento di estremo terrore e di estrema vicinanza alla morte.
Roberta, presentati ai nostri lettori...
Sono una persona molto curiosa e interessata alla vita in tutte le sue forme. Un mio grande pregio è la solarità e l'allegria che ispiro anche se a volte viene scambiata per superficialità. Sono una persona testarda e leale. Ma anche con la testa tra le nuvole e spesso penso di vivere su un altro pianeta.
Una persona "con la testa tra le nuvole" ha mai sognato di fare la scrittrice di mestiere?
Prima di adesso era solo una speranza, un qualcosa che si fa per raccontare a se stessi una storia, come la favola della sera per rendere migliore la giornata. Un sogno nel cassetto più nascosto, quello che vorresti aprire ma lo temi molto di più degli altri. Ora sinceramente non lo so, la scrittura come la lettura è una mia grande passione, ma ne ho anche tanta paura, perché in qualche modo mette a nudo la propria anima. Per rispondere alla domanda ora ci sto pensando seriamente.
Hai ammesso di avere paura... Ma come si può vincerla? Credi che sia da etichettare come una forma di mancanza di coraggio?
Io penso che la si può vincere cercando di mettersi in gioco e semplicemente rischiando anche di fallire. Inoltre non credo che la paura denota una mancanza di coraggio, anzi a volte è proprio la paura a darci la spinta di fare alcune cose.
Si capisce da come rispondi che sei una donna molto profonda e a tratti curiosa. Ne deduco che ti piaccia molto leggere. Il tuo scrittore preferito?
Non ho uno scrittore preferito. Ho sempre letto tantissimo e cose di ogni genere per sfamare la mia curiosità. In ogni fase della mia vita ce n'è stato uno. Ho amato tantissimo la letteratura greca come i grandi tragici Sofocle ed Euripide e la letteratura latina. E poi penso colui che forse posso definire il mio scrittore preferito colui che ha saputo declinare le emozioni, le passioni, vizi e pregi della natura umana: Shakespeare.
Hai frequentato il liceo classico: credi che sia stato una buona base per imparare a scrivere bene?
Ritengo che avere una buona base sia importante ma non necessaria, si può scrivere bene anche senza studi classici, perchè è la passione che guida la mano.
A proposito di passione, com'è nata la tua per la scrittura?
E' nata penso in terza elementare quando la maestra d'italiano ci dava qualche riga di incipit da proseguire raccontando una storia. E mi è rimasta dentro quella bellezza di creare e raccontare.
Ma che cosa significa saper raccontare?
Sapere raccontare è lasciare un'emozione, una sensazione, un pensiero, un qualcosa in chi legge.
Tu che cosa provi quando scrivi e racconti?
Provo l'emozione che sto cercando di trasmettere con le parole. E come entrare in un mondo magico dove le immagini e le sensazioni si trasformano in parole e frasi. Io ho sempre creduto nella forza delle parole, non per questo la parola ferisce più della spada.
Ma perché hai deciso di partecipare a un corso di scrittura creativa?
Ho partecipato perchè volevo imparare a scrivere. Acquisire per così dire la tecnica. Perchè non esiste ispirazione e fantasia senza avere la tecnica di incanalarle.
A proposito di creatività, che cos'è per te?
La creatività penso sia innata in ogni essere umano la diversità sta nel come la si manifesta. Per me essere creativi significa avere quel “quizzo” che balena nella testa e si trasforma in immagini, in soluzioni a problemi, in piatti culinari, in sciarpe e maglioni originali ecc.
E come si può applicare nella nostra quotidianità?
La creatività si applica in tantissimi modi nella vita quotidiana anche semplicemente nel trovare modi per rompere la monotonia di un lavoro.
E ora che cosa dobbiamo e possiamo aspettarci da te, Roberta?
E' una domanda che mi sto facendo ultimamente cosa aspettarmi da me stessa. Quello che è certo che continuerò a scrivere perchè oramai è un'esigenza. E' un modo di alleggerire e rendere più tollerante la durezza della vita. E magari chi lo sa riuscire a pubblicare ancora.