mercoledì 7 novembre 2018

Fattitaliani intervista Francesca Fattinger: Quando scrivo viaggio, viaggio con me stessa, stando ferma


di Laura Gorini - 
Lavora in un museo e ama la profondamente la scrittura Francesca Fattinger che ha appena pubblicato il suo racconto "Dentro gli occhi" all' interno dell' antologia "La vita vista da qui", edita da Morellini Editore, in seguito alla sua partecipazione al corso di scrittura creativa organizzato dalla casa editrice che ha visto come maestra la scrittrice genovese Sara Rattaro.
Francesca, presentati ai nostri lettori con pregi, vizi e virtù...
Chi sono io? È una domanda così complessa che mi mette sempre profondamente a disagio, del resto come si fa a descriversi in poche parole? Come condensare un gomitolo di emozioni e sogni, paure e storie? Voglio rubare il titolo di un’opera esposta nel museo dove lavoro, nonché di un artista fondamentale nell’arte contemporanea che è Alighiero Boetti, e mi voglio definire come si definiva lui, “insicuro non curante”. Perché in effetti sono un po’ così; la mia insicurezza c’è, mi contraddistingue, ma mi permette di sentire dentro di me una spinta verso una costante trasformazione, verso prove che mi aiutano a crescere sempre di più. Ma sì, sono anche incurante, incurante del giudizio della gente, di ciò che può pensare o dire; soprattutto se sto facendo quello che amo fare, quello che mi sento di fare, ci sono io, io e basta.
Hai mai pensato di fare lo scrittore di professione?
È un sogno nel cassetto da quando sono una bambina. Scrivevo molte poesie e racconti che facevo leggere a pochissime persone, ma che mi servivano per cristallizzare in forma ordinata le emozioni che sentivo ribollire dentro di me. Scrivere è una cosa che amo fare a ogni livello e che spero mi accompagni per tutta la vita.
Lo scrittore preferito della tua infanzia? E quello di oggi?
Roald Dahl, soprattutto con "Matilde", credo sia stato uno dei riferimenti più importanti della mia infanzia, e continua ad esserlo ancora oggi spingendomi a non avere paura della mia fantasia e a sognare con tutta me stessa ogni volta che posso permetterlo.
Vuoi raccontarci com'è nata la tua passione per la scrittura?
Come nascono tutte le cose belle, un po’ per caso un po’ per coincidenza, un po’ perché ne avevo un estremo bisogno. Ed è per quello che nonostante io e la scrittura abbiamo litigato, discusso, fatto a botte, alla fine ci riappacifichiamo sempre. Abbiamo bisogno l’uno dell’altra e viceversa.
Ma che cosa provi quando scrivi?
Quando scrivo viaggio. Le mie dita si muovono, la mia mente crea immagini e io da ferma viaggio, viaggio tra le righe e tra l’inchiostro, viaggio con tutta me stessa, stando ferma sono dappertutto.
Perché partecipare a un corso di scrittura creativa?
Perché la scrittura è come una piantina che cresce dentro di te e se non le dai acqua, sole e amore, non cresce. E così è stato grazie al corso di scrittura La fabbrica delle storie, in cui la luce dei sorrisi dei miei compagni di avventura e l’amore e la cura della mia maestra Sara Rattaro e della mia guida Mauro Morellini, come del suo stupendo staff, hanno nutrito la mia penna e la mia fantasia e l’hanno fatta crescere e fiorire dentro di me.
Che cosa significa essere creativi?
Essere creativi significa vivere. Ogni volta che abbiamo di fronte a noi degli ostacoli sta a noi trovare un modo per superarli ed è in quel momento che la creatività viene in nostro soccorso. Altro che fatina che risolve tutto, la creatività è una maestra anche abbastanza severa che ci allena a vedere la vita come un grande serbatoio pieno di strade in potenziale trasformazione. Ci permette di uscire dagli schemi che quotidianamente ci imponiamo e ci impongono dall’alto per guardare il mondo e la realtà da un’altra prospettiva: che noia è vedere tutto da una sola piatta prospettiva, come sarebbe il mondo se cominciassimo tutti a camminare a testa in giù, o saltando in continuazione, o abbassandoci a livello dei bambini? Sarebbe una continua scoperta, e che divertente!
Ma come si può applicare la creatività nella vita quotidiana?
Avendo il coraggio di guardare le cose, le persone e la vita che hai di fronte a te in modo sempre nuovo e diverso, non lasciandoti trascinare dalle strade più semplici, ma combattendo per te e le tue idee.
A proposito di vita: da che cosa hai preso spunto per il tuo racconto contenuto nell' antologia "La vita vista da qui"?
Ho preso spunto da ciò che mi circonda e da me, dagli sguardi e dagli occhi che mi sono vicini, che mi hanno catturato e rapito suggerendomi le loro storie, ispirandomi e affascinandomi. Ho preso spunto dalle mie paure e dai miei sogni che hanno preso vita nei due personaggi protagonisti. Alla fine Kya e Marco non sono altro che un condensato della mia vita degli ultimi anni, ma sono anche due persone con il loro bagaglio di storie che ogni volta che vengono letti da qualcuno si staccano dalle pagine e si fanno carne e ossa viaggiando per una strada sempre nuova.
Con quali parole lo descriveresti?
La mia storia è una storia di sopravvivenza quotidiana, una sopravvivenza che molti noi vivono, dovendo lottare con una vita che è troppo stretta e scomoda. Ma è anche una sopravvivenza che è ogni giorno davanti ai nostri occhi, che vediamo negli angoli delle strade, che vediamo dormire al freddo rannicchiata negli angoli più inospitali delle nostre città. È anche lotta forte e ansimante contro le ingiustizie che ci circondano e tendono a soffocarci.
Che effetto ti ha fatto vederlo stampato?
Una sorta di magia. Sentire il profumo delle pagine e dell’inchiostro mi ha fatto pensare di avere davvero creato qualcosa di vero, tangibile, reale. Non solo un viaggio della mia fantasia, ma un viaggio che avrei potuto condividere attraverso il tocco e lo sguardo delle persone che cadranno proprio sulle mie lettere.
Sii sincera: sei amante anche delle nuove tecnologie e apprezzi gli e-book?
Non sono contro le nuove tecnologie e credo che sia importantissimo sostenerle e svilupparle. Però mi sento un po’ una nostalgica e credo che niente mi darà la sensazione di sfogliare un libro tra le mani e immergermi in quell’esperienza sinestetica che un e-book non può regalarmi.
E ora, dopo questa pubblicazione che cosa possiamo aspettarci da te? Stai scrivendo altro?
Scrivo sempre e in continuazione, scrivo per franzmagazine, una rivista online, articoli di argomento artistico-culturale e ho vari progetti in mentola, tra cui quello di orientarmi verso la narrativa per ragazzi. Insomma stay tuned e viva la fantasia! Non facciamocela rubare mai!