martedì 9 ottobre 2018

Vittorio Sgarbi e "Leonardo", un genio dell'imperfezione, in competizione con Dio: dal 10 al 14 ottobre al Teatro Olimpico

di Emanuela Del Zompo - Vittorio Sgarbi esordì a teatro nell’estate 2015 con lo spettacolo teatrale “Caravaggio”, con sorprendenti salti temporali condusse il pubblico in un percorso illuminante dentro le vicende artistiche e sociali del Merisi, tali vicende hanno disvelato straordinari fenomeni premonitori della contemporaneità, così il pubblico, ammaliato dall’inedita percezione, e stimolato dall’abile miscela di racconto, immagini e suoni, ha potuto sperimentare l’indissolubile comunione con l’esperienza caravaggesca, esperienza rinnovata nel sequel dell’altrettanto fortunato spettacolo “Michelangelo”.
Le magistrali performance di Vittorio Sgarbi han fin qui dimostrato come, artisti antecedenti il nostro secolo abbiano fortemente inciso il modo di percepire il quotidiano in cui siamo immersi. Dunque con il passo successivo non si poteva che alzare il tiro, e così tenteremo di svelare un enigma su cui l’umanità si è da sempre interrogata, ecco quindi il terzo percorso approdare a LEONARDO DI SER PIETRO DA VINCI (1452/1519), di cui proprio nel 2019 ricorreranno le celebrazioni dal cinquecentenario della morte, e con cui attraverso questo spettacolare “Leonardo” ne anticipiamo per nostro conto le celebrazioni. Leonardo ingegnere, pittore, scienziato, talento universale dal Rinascimento giunto a noi, ha lasciato un corpus infinito di opere da studiare, ammirare, e su cui tornare a riflettere ed emozionarsi, ci saranno sicuramente Monna Lisa in compagnia dell’Ultima Cena, e ogni aereo ingegno che il genio di Leonardo studiò, fino a spingersi alla tensione del volare. Proprio un altro viaggio, con tempi e modalità sorprendenti, con il lavoro minuzioso delle trame composte e curate da doppiosenso, progetto di Valentino Corvino e Tommaso Arosio dedicato allo studio delle relazioni profonde esistenti tra suono e immagine, dove linguaggi, tecnologie e immaginari vengono rielaborati e messi alla prova nello sviluppo di opere sceniche, performance ed installazioni; e con questa misurata miscela esplosiva, ecco a voi lo spettacolare enigma di “Leonardo” rivelato!
Vittorio Sgarbi non si smentisce.... mai! "È uno spettacolo che dura 3 ore e 20 minuti, sto cercando di ridurlo a 2 ore e 40 minuti, qualcuno ha chiesto addirittura che fosse di 1 ora ma è impossibile, dovrei tagliare tutte le opere vitali di Leonardo e sembrerebbe quasi un sacrilegio.
Leonardo porta con sé grossi equivoci, continua Vittorio Sgarbi: nel racconto che faccio a teatro ci sono una serie di mistificazioni e parlo dell'artista come un genio dell'imperfezione, in competizione con Dio, quasi a volersi sentire più grande di Dio!
Per Leonardo la mente è capace, la mano no! e l'intuizione è più importante dell'applicazione."
Come reputi questo spettacolo?
"Una scommessa vinta, voglio dire che all'inizio di questo percorso artistico eravamo tutti un pò perplessi, ma il pubblico ha risposto positivamente allo spettacolo, alla scoperta di questi personaggi storici. E devo dire che il pubblico del teatro Olimpico è stato il più caldo di tutti!"
Di tutti questi personaggi che hai portato a teatro a quale ti senti più affine?
"A Caravaggio (essendo un trisex, ride), la sua personalità umana, di uno che non se la tira, la sento più vicino a me!
Per concludere anni fa, prima che morisse, ho riesumato artisticamente il cantante Dino Sarti, un cantante degli anni 60 in declino: mi chiese di affiancarlo negli spettacoli per riportare pubblico alle sue esibizioni. Ho fatto circa 30 piazze con lui, per aiutarlo"!