martedì 23 ottobre 2018

Martin Scorsese e i maestri del cinema italiano.Premio alla carriera alla Festa del Cinema

di Emanuela Del Zompo - Il direttore artistico Antonio Monda conduce il dibattito con Martin Scorsese che nel corso della serata è stato premiato alla carriera dal regista Vittorio Taviani.

Martin Scorsese, profondo conoscitore e  stimatore del cinema italiano, ha scelto 9 pellicole di grandi registi italiani per parlare al pubblico della festa del cinema di Roma.
Pasolini, Rossellini, De Sica, Olmi, Rosi, Visconti e Fellini sono i registi selezionati da Scorsese per la sua lezione di cinema.
"Accattone, film di Pasolini del 1963, l'ho visto la prima volta a New York ed è stato per me di grande impatto emotivo" esordisce così alla conferenza Martin Scorsese. 
É stato un film con cui mi sono identificato: sono cresciuto a New York in un quartiere duro e quando ho visto per la prima volta al cinema Pasolini, non sapevo chi fosse, però capivo i personaggi di questo suo film, la Santità del film. Devo dire che è difficile parlare di Pasolini, ma io ho imparato molto dai suoi film, anche dalla sua musica. I personaggi che lui descrive, le persone che vengono dalla strada sono quelle più vicino a Cristo.
Rossellini è un altro grande maestro del neorealismo e devo dire per me quello è il mondo reale. I film di questo regista, mi apparivano come vita vera. Anche la sua opera, l'ho vista al New York film festival. Lui non era interessato all'arte rivolta a se stessa. Era il regista dei film didattici, basta vedere la composizione dei suoi lavori. Si potrebbe parlare ore ed ore di Rossellini: lui riduceva tutto all'essenziale, la narrazione non è astratta alla storia. Io ho usato la sua tecnica quando ho realizzato Toro Scatenato, Re per una notte e alcuni miei film recenti sono stati ispirati da Rossellini. Ho incontrato il Maestro in Italia, a Roma e quando gli dissi che era molto popolare in America, lui si limitò a rispondermi che con il suo lavoro intendeva educare, istruire. 
Dopo Rossellini, Scorsese cita Olmi con il film Il Posto: il distributore del film di Olmi in America, ha talmente apprezzato questo regista che ha voluto proiettare il film nelle sale senza far pagare il biglietto al pubblico. Olmi usa nella narrazione uno stile documentaristico, molto vicino a me. La Strada è un film che è stato doppiato in inglese ed era un film che faceva parte della mia vita ed ho imparato molto da questa pellicola.
Per Antonioni, prosegue Scorsese, ho scelto il film L'eclissi e L'avventura.
Ho dovuto imparare a leggere L'avventura: osservare l'immagine nel cinema mi ha dato la possibilità di concentrazione e di studio dell'inquadratura.
Ho intuito da questo regista come guardare al cinema, ripetutamente, imparando a dare importanza al ritmo. In realtà se guardate bene questo film, qui c'è una narrativa che sembra per certi aspetti analitica ed ogni volta che vedo i personaggi di questo film mi fanno emozionare.
Antonioni ha realizzato una trilogia di film, L'avventura, La notte e l'Eclissi: le inquadrature, la composizione di questi film sono usate come narrazione attraverso le quali, Antonioni ha ridefinito il linguaggio del cinema.
Pietro Germi con Divorzio all'italiana, è un altro capolavoro del cinema italiano che ha influenzato la mia formazione di regista attraverso l'umorismo e l'uso della macchina da presa che Germi fà.
Mi ha colpito molto di questo regista, lo stile in Bianco e Nero e l'elemento satirico e della verità che usa nella storia. Salvatore Giuliano di F. Rosi è un film che mi ha cambiato la vita. Rosi ti fa vedere i fatti, ma i fatti non sono la verità. I miei nonni si sono trasferiti dalla Sicilia a New York nel 1910 e devo dire che la tradizione del sud è stato un peso eccessivo sulle loro spalle, una cosa con cui io sono cresciuto. A noi americani è stato sempre detto di non mostrare le nostre emozioni e in questo film di Rosi  vedi tutto il dolore e la sofferenza di una madre del sud che non ti lascia indifferente.
Per concludere, Martin Scorsese si sofferma sul Gattopardo di Visconti. Il senso antropologico di questo film mi interessava dal minimo dettaglio al macrocosmo ed è la lezione più grande che Visconti ha lasciato. 
C'è in questo film una grande influenza del New Wave, un dramma senza vincoli, un ritmo fermo, un passaggio del tempo e i valori lasciano spazio ad un qualcosa di nuovo che non è cambiato. Tutto perché rimanga com'è, deve cambiare. Se avete modo di rivedere il fim, osservate come la musica segna stilisticamente  il film, il movimento degli attori.
Dimenticavo Fellini, dice Scorsese: con La strada, il primo film che ho visto di Fellini, c'è una rinascita spirituale. Ho incontrato questo regista nel '79 e sono andato sul set della città delle donne, dovevamo fare insieme un documentario poi purtroppo lui ci ha lasciato.