sabato 27 ottobre 2018

Il Nobel per la Pace a Nadia Murad, vittima degli stupri di guerra


di Caterina Guttadauro La BrascaNadia Murad, giovane donna di venticinque anni, irachena di religione yazida, nel 2014 visse una storia allucinante ma purtroppo vera.

Era un giorno di agosto e Nadia si trovava con la madre e i suoi fratelli nella parte nord dell’Iraq, a Kocho, dove era nata. La sua vita venne completamente stravolta: il suo villaggio fu colpito dall’Isis e lei fu portata via come schiava sessuale.
Lei, insieme ad altre ragazze, subirono maltrattamenti di ogni tipo pur di soddisfare le voglie dei miliziani dell’Isis. Iniziarono tre lunghissimi mesi di calvario in cui viene picchiata, stuprata e usata come oggetto sessuale.
Nadia è una giovane donna che, dopo aver visto l'inferno, è tornata per raccontarcelo. Nadia Murad Basee Taha ha 22 anni, è irachena yazida. Una colpa, secondo lo Stato islamico, che per questo nel 2014 la rapì insieme a circa 5 mila persone di questa minoranza (quasi tutte donne) che gli jihadisti considerano "fedeli del diavolo". Per tre mesi fu nelle mani degli uomini di Daesh come "bottino di guerra": fu brutalmente torturata e stuprata. Le uccisero la madre e i sei fratelli. Provò più volte a scappare, ce l'ha fatta nel novembre di due anni fa e ora vive da rifugiata in Germania. "Ho tentato più volte di fuggire, ma venivo sempre catturata.” La sua voce, che è quella delle 3.500 donne yazide ancora schiave dell'Isis, nel dicembre del 2015 ha riempito l'aula del Consiglio di Sicurezza dell'Onu: ha descritto nei minimi dettagli le violenze subite, definito genocidio la strage degli yazidi e denunciato la tratta di donne e bambini. Oggi è un'attivista per i diritti umani. Ha ricevuto il Václav Havel Human Rights Prize e il Sakharov Prize, ed è la prima Ambasciatrice di Buona Volontà dell'ONU per la dignità dei sopravvissuti alla tratta degli esseri umani. Il premio Nobel per la pace 2018 è stato assegnato a Denis Mukwege e Nadia Murad, per «i loro sforzi nel porre fine alla violenza sessuale come arma di guerre e di conflitto armato».Entrambi i vincitori hanno dato un contributo cruciale, concentrando l'attenzione e la lotta contro tali crimini di guerra, afferma il comunicato.Ha scritto un libro, pubblicato in Italia da Mondadori, che si intitola: "L’ultima ragazza”. Dalla prefazione scritta da Amal Clooney, si legge:Da quando la conosco, Nadia non ha soltanto ritrovato la propria voce, ma è diventata la voce di tutti di yazidi rimasti vittime di questo genocidio, di tutte le donne abusate, di tutti i rifugiati abbandonati a se stessi. Chi era convinto di ridurla al silenzio con la crudeltà si sbagliava. Nadia Murad ha mantenuto intatto il suo spirito, e non si lascerà zittire. Al contrario, da questo libro la sua voce emerge più forte che mai. ”
Oggi che più che mai la Donna è bersaglio di morte quotidiana, tutti noi che scriviamo abbiamo il dovere di parlare, divulgare il coraggio e la forza di queste Donne che, seppure distrutte nel fisico e graffiate nell’anima, hanno il coraggio di alzare la testa, raccontare l’inferno vissuto e schierarsi dalla parte dei deboli e degli indifesi. Se facciamo questo, diamo parola a chi non si è arreso in nome della Pace e della Giustizia.
Caterina Guttadauro La Brasca