mercoledì 3 ottobre 2018

Eleonora Albrecht e Flavio Parenti a Fattitaliani: "Confetta è un omaggio all' amore, quindi anche alla nascita di nostra figlia Elettra". L'intervista


di Laura Gorini - Sono una splendida coppia nella vita, nonchè genitori della piccola Elettra, e una meravigliosa coppia lavorativa, Eleonora Albrecht e Flavio Parenti che hanno appena lanciato sul mercato Confetta, un “social luxury brand”, come amano definirlo loro stessi in questa intervista che ci hanno gentilmente concesso. 

Flavio ed Eleonora, per prima cosa toglieteci una curiosità: perché Confetta? Da dove è nato questo nome? 
Abbiamo scelto il nome “Confetta” perché è nello spirito sia della nostra prima borsa (che si chiama anche lei Confetta), che del marchio: raffinato, femminile ed allegro. Nasce dall’idea iniziale di creare una borsa che si rifacesse ad una caramella, con un corpo rigido, come un “confetto” appunto.
Possiamo dire che in qualche maniera il vostro brand possa essere anche un omaggio a vostra figlia Elettra visto che le vostre borse sono a forma di cuore?
Sì, Confetta è un omaggio all’amore, quindi anche alla nascita di Elettra. Il progetto nella sua interezza è gioia di stare insieme, desiderio di creare un progetto comune. Un progetto di coppia. La forma di cuore ci è sembrata perfetta come inizio di questa nuova avventura.
Ma quanto cuore ci vuole per farcela sia nel lavoro sia nella vita in generale? E quando in alcuni casi può essere deleterio ascoltarlo troppo?
Ci vuole cuore, ma anche intelligenza e preparazione. Un buon mix di queste cose è il modo migliore per prepararsi a seguire i propri sogni. Essere onesti con gli altri e con se stessi, ascoltare il proprio cuore e seguirlo percorrendo un cammino fatto di ragionamento, preparazione ed intuizione. E poi ci vuole fortuna, ma quello neanche gli dei possono controllarla!
Quando avete creato Confetta, quanto lo avete ascoltato?
Le scelte primordiali devono sempre partire dal cuore! Confetta è un’avventura a due, quindi la scelta è partita dai nostri due cuori, insieme. Poi ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo deciso i passi da fare, perché per far sì che un progetto viva nel tempo non basta la passione, serve pianificazione, preparazione e pensieri pratici.
Ma quando e come è nata l'idea di dare il via a questa nuova sfida lavorativa?
Uno dei sogni di Eleonora era da sempre di avere una sua linea di borse, avendo studiato anche in una scuola di stilismo a Parigi. Poi, con la creatività e le idee comuni, abbiamo lavorato sull’idea del progetto per qualche anno finché non è stato concretizzato con la fondazione del marchio.
Quali sono state le maggiori difficoltà che avere riscontrato nel corso della creazione del vostro progetto?
Realizzare una Minaudière in vetroresina a forma di cuore è stata una sfida non solo per noi, ma anche per gli artigiani italiani con cui lavoriamo! Il tipo di apertura ideato è complesso da realizzare ed è invisibile quando la borsa è chiusa, una cosa veramente unica (difatti nessun’altra borsa al mondo lo fa). Lo sviluppo, tra prototipi, master e campioni è durato piú di un anno. Confetta è una borsa di lusso: ogni dettaglio è stato passato al vaglio piú volte e non abbiamo lasciato niente al caso. Volevamo creare un oggetto di design, prezioso e romantico, e crediamo di esserci riusciti.
Quanto è difficile oggi per un giovane riuscire a realizzarsi dal punto di vista imprenditoriale?
Fare impresa è da sempre difficile e continuerà ad esserlo per la sua stessa natura. Il problema ovviamente è la liquidità iniziale. Per creare bisogna investire e per ottenere prestiti ci vogliono garanzie. Spesso un giovane, all’inizio, non ha le garanzie necessarie e così non si riesce ad avviare l’impresa. La forza dell'idea può convincere investitori privati, ma succede più spesso nei paesi esteri dove esiste una cultura delle start-up, soprattutto per settori ad alto rischio come la tecnologia. Confetta è un’impresa di moda e per nostra fortuna l’Italia è ancora tra le grandi della moda mondiale, e molti sono disposti a credere nel successo di un nuovo marchio.
Voi siete due bravi attori, due valenti artisti. Il vostro estro artistico, quanto è stato utile per la realizzazione finale della vostra nuova realtà imprenditoriale?
La creatività permette di avere delle idee fresche, di mettersi in discussione e di vedere il mondo in modo sempre nuovo. Quello che serve per creare un’impresa, peró, sono capacità e conoscenze, che si maturano con studio ed esperienza.
Quali credete che siano i suoi maggiori punti di forza?
Confetta è una borsa unica per molti motivi: il corpo rigido in vetroresina (la stessa usata per gli yacht), il meccanismo di apertura invisibile, la forma, nessun prodotto animale, l’attenzione al dettaglio. Tutte queste cose, messe insieme, compongono un oggetto che vuole accompagnare le donne nei momenti piú belli della loro vita con uno spirito romantico.
A che tipo di mercato e di target di pubblico puntate?
Confetta è quello che ora chiamano un “social luxury brand”. Cioè un marchio di lusso che vende solo online, con una forte presenza sui social. Il lusso online è una novità, visto che, fino a pochi anni fa, nessuno avrebbe mai pensato di farlo. Ma, come in tutti gli altri settori, l’online permette un’esperienza del tutto nuova, libera da orari, da vincoli, e piena di quei vantaggi che stanno cambiando la mappa geografica del retail. Chi è il nostro pubblico? Donne alla ricerca di originalità, raffinatezza, romanticismo, e qualità Italiana.
Ma dove potremmo ammirare e acquistare le vostre creazioni? 
Solo ed esclusivamente nella nostra boutique online: www.confetta.com