giovedì 20 settembre 2018

Vania Della Bidia a Fattitaliani: fare l'attore è un mestiere artigianale. L'intervista

di Laura Gorini - Fare l'attore è un mestiere artigianale: occorre sporcarsi un po' le mani, mettersi in gioco, "starci dentro" ed esserci più che apparire.

Si definisce una donna determinata, positiva, sognatrice, generosa, leale oltre che perfezionista e un po' permalosa, Vania Della Bidia.
Attrice di Teatro, Cinema, di Tv, è apparsa anche in svariate pubblicità.   Inoltre riveste sovente anche il ruolo di carismatica presentatrice di sfilate di moda.Da ottobre sarà sul palco con Greg e Lillo per lo spettacolo “GAGMEN – I Fantastici Sketch", in tournèe in tutta Italia. Inoltre la vedremo in una puntata della soap pomeridiana di Rai  Uno "Il paradiso delle signore".
Vania Della Bidia, attrice. Che cosa significa esserlo oggi?
E’ ogni giorno una fantastica avventura, dove tutto e niente possono accadere quando meno te lo aspetti, e dove non c’è nulla di già scritto o definitivo, ma allo stesso tempo tutto è animato da sogni ed entusiasmo, desiderio di comunicare e mettersi in gioco, creare, inventare, agire e studiare. Insomma, è una bella sfida!
Tu- se non erro - hai iniziato con il Teatro. Lo consideri - dunque- la più importante palestra per un attore?
Lo è senz’altro! Il Teatro è l’essenza stessa dell’essere attore. Almeno, questo secondo me e la mia esperienza. In Teatro si respira l’arte, si prova, si inventa, ci si trasforma, si cresce, e si ascolta il pubblico che si emoziona, o ride, o si commuove insieme all’attore. E’ pura magia! E poi è fatica. Quella sana fatica che ti riempie di soddisfazione! Quello dell’attore è un mestiere molto artigianale: occorre sporcarsi un po’ le mani, mettersi in gioco, “starci dentro” ed esserci più che apparire! C’è molta verità sulle tavole di un palcoscenico. 
E per la vita in generale?
Beh,  direi la stessa cosa: lo è senz’altro! Pensa che io mi iscrissi al primo corso di Teatro proprio per superare la mia timidezza atavica. Per riuscire ad interagire meglio con gli altri e con le impellenze della vita (esami universitari compresi!). E ci sono riuscita. Non solo, mi è piaciuto talmente tanto che è diventata la mia più grande passione! Tutti dovrebbero fare un laboratorio teatrale dal momento che è formativo, divertente, stimola la creatività e la conoscenza di se stessi e degli altri.
Ma com'è la vita di un'attrice? Esistono poche certezze?
Le certezze esistono in pochi mestieri, in realtà. Diciamo che noi artisti (non solo attori) siamo tra i più precari, in effetti. Anche perché la nostra materia è proprio ciò che può sembrare superfluo: i sogni, le emozioni e la fantasi. Ma come si potrebbe vivere senza? Un mondo senza fantasia e senza emozioni sarebbe terribile! Quindi la vita di un attore è difficile, ma ha una missione irrinunciabile: salvare il mondo! ( ride) A parte gli scherzi, come dicevo è una sfida continua, ma molto molto avvincente. E’ la mia vita! E non potrei mai farne a meno. Tra alti e bassi, è una vita costellata di bellissimi incontri, progetti, soddisfazioni, a volte delusioni e porte chiuse in faccia, ma mai rimpianti. 
Ti spaventa la precarietà?
Diciamo che non mi rassicura ma nemmeno mi spaventa. Avrei potuto fare la commercialista, o sfruttare gli studi in Economia e Commercio per trovare un impiego fisso, o altro, ma una volta iniziato a calcare il palcoscenico, o a vivere il set di un film, onestamente mi sono detta che non avrei potuto fare altro che mi rendesse ugualmente felice. E quindi, anche se con continui sacrifici e difficoltà, ho seguito la mia strada. E sinceramente ne sono felice. Cerco la sicurezza giorno per giorn e questo  è un ottimo esercizio per non rilassarsi troppo! 
Tu lavori anche per la Tv, per il Cinema e per la Pubblicità. Che cosa ami di questi tre universi lavorativi? Quale credi che sia il filo rosso che in qualche modo li leghi?
Lavorare in Tv,  nella Pubblicità e nel Cinema, per me è stato concomitante con il Teatro, perciò  direi che sono quattro universi paralleli che si sfiorano, si intersecano, si motivano l’un l’altro, si scambiano energie e risorse.  Tuttavia a  volte si ostacolano perché in Italia si tende a mettere delle etichette, purtroppo, e a vederli come compartimenti stagni. Al centro comunque c’è sempre un gran desiderio di comunicare, coinvolgere, divertire, o far pensare. Sono tutte forme espressive molto differenti, che richiedono anche strumenti e tecniche specifiche, ma hanno tutti il comune denominatore dello spettatore: è lui il fulcro.
Mi è capitato di ricevere complimenti entusiasti per una semplice pubblicità piuttosto che per un ruolo da protagonista in una fiction, per la presentazione di sfilata di moda o per un monologo in teatro, e in tutti i casi la soddisfazione è grande! Che sia più o meno altisonante il contesto, è arrivare a toccare le corte dell’emozione, o dell’interesse, o anche solo della curiosità in chi ti vede o ti ascolta, che rende unica e completa ogni performance. 
A proposito di tv: hai partecipato alla soap di Rai Uno "Il paradiso delle signore". Che esperienza è stata?
Assolutamente positiva e divertente! Adoro gli Anni Sessanta: le acconciature, l’abbigliamento e i modi di quel periodo, quindi calarmici è stato come un invito a nozze per me! Per il momento ho girato un paio di scene, nelle vesti di una cliente un po’ difficile ed esigente, ma con risvolti autoironici e comici, in cui mi vedo benissimo. E chissà che non torni più di una volta a fare shopping nel “Paradiso delle signore”. Dai, vedremo! Intanto verso fine ottobre vedrete questa prima puntata.
E ora quali saranno i tuoi prossimi impegni?

Soprattutto teatro. Stiamo iniziando a preparare il prossimo spettacolo che mi vedrà impegnata con Lillo e Greg. Si intitolerà “GAGMEN – I Fantastici Sketch”, e sarà una raccolta di sketch e gag, molto divertenti, alcuni già conosciuti, altri nuovi e scritti per l’occasione , come quello in cui saremo tutti dei supereroi alle prese con dei superpoteri un po’ bislacchi. Inizieremo la tournée il 26 ottobre, proseguiremo di città in città per tutto novembre, per essere poi a Milano dal 4 al 9 dicembre, e infine a Roma al Teatro Olimpico dal 18 dicembre al 6 gennaio.

Foto di Giacomo Papini