venerdì 21 settembre 2018

Libri, "Ciotole d'amore. Quando un cane può cambiarti la vita” di Manuela Porta. L'intervista di Fattitaliani


Ciotole d’amore di Manuela Porta “Quando un cane può cambiarti la vita”. Prefazione dell’Etologo Roberto Marchesini. Cairo Editore




L’autrice nasce come gattara e quando decide di scrivere un libro che parla di cani, viene subito sconsigliata dal Vice Direttore Cairo, Marco Garavaglia con un “non funzionerà”. Lei decide di scriverlo lo stesso. 

L’amore per un cane nasce  nel momento in cui cane e umano si guardano negli occhi. La parola d’ordine tra i due è l’empatia che si crea in quel momento. Ci comunica gioia, tristezza, dolore, commozione. L’animale si fida ciecamente del proprio padrone. 
È importante amare ma è importante anche rispettare. 

Come mai una “gattara” scrive un libro sui cani? 
Quanto tempo abbiamo? Questa è la storia di una vita. Ho sempre vissuto con gatti, poi ad un certo punto sono diventata allergica e mi sono detta “prendo un cane” ma poi ho desistito. Con tre bambini molto piccoli perché nati uno dietro l’altro che mi toglievano ogni energia, ho pensato che il cane me ne avrebbe tolte altre ed ho rinunciato, compiendo un errore madornale ed è per quello che poi ho scritto un libro sui cani, scoprendo l’esatto contrario. I cani ti danno tanta energia e in una famiglia portano anche tanta serenità e risolvono anche tante piccole tensioni.

Quello che ci dobbiamo domandare se abbiamo un cane isterico è che in realtà non è lui ad essere isterico. Come i bambini, assorbono moltissimo le tensioni. Hanno una sensibilità molto spiccata. Come dice Marchesini nella Prefazione, bisogna rispettarli perché danno tanto amore smisurato e incondizionato ma capiscono quando dall’altra parte questo amore non c’è e s’irrigidiscono. Capiamoli perché ci mandano tantissimi messaggi durante la giornata e dobbiamo dedicare loro del tempo, altrimenti la convivenza non ha senso per entrambi.

A cosa è dovuto il titolo “Ciotole d‘amore”? 
In ciò che scrivo, c’è sempre il comun denominatore dell’amore. Penso che tutto ciò che facciamo è dato dallo sprint dell’amore e della passione che nel precedente libro era per la cucina e in “Ciotole d’amore” è per un esserino che condivide una lunga fetta della nostra vita. Come noi, oggi sono molto più longevi di quanto lo fossero una volta, grazie alla medicina riusciamo a curarli e quindi vivono molto di più.  Amore in assoluto è la parola chiave di questo libro e tutte le Onlus che cooperano con i cani per l’accompagnamento dei non vedenti, il salvataggio in acqua, sotto le valanghe o altro, riescono a realizzare i loro traguardi, dedicando loro del tempo e addestrandoli come se fosse un gioco e dando loro un premio finale. Se il cane sbaglia, l’errore è umano, perché il cane si fida ciecamente del proprio padrone. E’ proprio vero che i cani sono eroi a quattro zampe.
Purtroppo c’è anche qualche cretino che ha avvelenato il cane che aveva partecipato a tanti salvataggi, per ultimo il terremoto di Amatrice… 
Come diceva Marchesini, l’ignoranza porta l’uomo a non capire il suo simile ma neanche l’animale. Il cane viene considerato da molti come un oggetto da utilizzare e non è così. I cani sono persone in tutto e per tutto pur non essendo umani. Se non c’è amore niente di quello che loro riescono a fare sarebbe stato possibile. Quello che fanno viene fatto senza un lamento e anche se sentono la fatica non lo dimostrano perché c‘è l’amore che li trascina.
L’amore per la Cucina, quello per i cani e il terzo amore qual è? 
Quello per i miei figli. Come ho detto durante la presentazione, per questo libro ho intervistato tutti uomini perché è difficile che ci sia una donna in operazioni di soccorso. La cosa che mi ha fatto emozionare sia quando scrivevo il libro che oggi è che questi uomini raccontavano le loro storie aprendo il loro cuore e ho scoperto che anche gli uomini più duri hanno comunque un cuore. 
Sicuramente quelli che hanno un cane, sono più sciolti e quindi se dovete scegliere un uomo, sceglietelo con un cane. 

Elisabetta Ruffolo