domenica 9 settembre 2018

I NODe presentano il nuovo album "Rcade" a Fattitaliani: eufonie diverse per un ascolto immediato. L'intervista

Inventiva e raffinatezza sono gli elementi fortemente caratterizzanti il sound dei NODe, acronimo di “Not ordinary, dead”. La musica creata in questo progetto va oltre gli stereotipi ordinari.
Il principale elemento che rende questo ensamble così unico è l’abilità di unire e bilanciare perfettamente eufonie diverse e immediatezza d’ascolto. Il risultato di questa combinazione è semplicemente straordinario: in essa vibrano, allo stesso tempo, fresche soluzioni elettroniche e traiettorie orientate al rock, toccando più stili quali l’indie, il punk, new wave e infine darkwave, il tutto decorato da un efficace vocalismo maschile - femminile. La tracklist include nove straordinarie tracce che dimostrano quanto lavoro ci sia stato, in questi anni, nella ricerca di risorse sonore sempre più audaci e autentiche, dalle quali saltano fuori ritmi dance di batterie elettroniche, fluorescenti sequenze, accattivanti chitarre, imprevedibili armonie vocali connesse a tastiere multi - colorate.
Parlaci del nuovo album. Che impronta hai voluto dargli?
Parlo a nome del gruppo, in qualità di cantante compositore (lubvic) dei brani, il nuovo disco ha un carattere rievocativo, racconta il periodo di circa tre decenni musicali, ma non solo, anche sociali e di costume, gli anni che ci hanno formato, anni, per noi di quella generazione, decisamente affascinanti e colorati. Quest'ultimo lavoro, rispetto ai precedenti fa leva su un'immediatezza maggiore dei suoni, delle composizioni e dei testi, distaccandosi dalle tematiche e ambientazioni cupe dei dischi precedenti.
Quali sono i tuoi cantanti di riferimento?
Le influenze musicali sono disparate, come cerchiamo di far evincere da tutti i nostri lavori, spaziano dal punk, al metal alla new wave, indie rock, funky soul...
Personalmente sono cresciuto con Bowie ed i Clash, ma dopo poco mi ha affascinato tutto il panorama indie, in particolare, un gruppo che mi ha segnato nel profondo sono stati i Pixies, ai quali devo gran parte della mia passione per la musica.
Potrei segnalare tra i miei album preferiti, in modo esemplificativo, The Clash (The Clash), Hunky Dory (D. Bowie), Doolittle (Pixies), Goo (Daydream Nation (Sonic Youth), Rio (Duran Duran), Outlandos D'amour (The Police).
Come si vede le influenze sono disparate.
Qual è l’esperienza lavorativa che più ti ha segnato fino ad ora?
Ogni Disco pubblicato segna profondamente la propria carriera musicale, anche nel piccolo di artisti poco noti al main stream.
Ogni lavoro rappresenta un mondo a sé, un mondo a cui sono profondamente legato, una sorta di crescita spirituale, ogni disco lascia un universo interiore ben definito, si tratta pur sempre di arte, di espressione intima dei propri sentimenti.
Invece quella mai fatta e che ti piacerebbe fare?
Mi è sempre piaciuta l'idea di una collaborazione con artisti di generi totalmente diversi da quelli del nostro progetto, mi intriga, ad esempio, l'idea di poter lavorare ad un progetto di crossover tra il nostro genere ed il rap o comunque l'hip hop dei nostri tempi andati.
Non è da escludere che per il quinto disco ci riusciremo!
Progetti futuri? Farai un tour? 
Lo scopo di ogni musicista è esibirsi dal vivo e purtroppo questi non sono tempi facili da questo punto di vista.
Ci stiamo organizzando per la stagione autunnale, promuoveremo il nuovo disco dal vivo, vi invitiamo sulla nostra pagina Facebook e sugli altri socials, da li potrete avere tutte le notizie del caso.