mercoledì 5 settembre 2018

Denis J Axl, artista a 360°, a Fattitaliani: per fare carriera occorrono umiltà, impegno, cretività. costanza e sapienza. L'intervista


di Laura Gorini - Ha pubblicato moltissime foto e videoclip, collabora con aziende dove crea strategie efficaci per aumentare il loro business tanto da diventare creative director di Italy Media 1.

Realizzatore e creative director delle riviste Best Magazine e Best Star Magazine che totalizzano alla data odierna oltre 90 pubblicazioni.
Spesso lo si trova dietro le quinte di molti eventi: fashion, arte e musica dove collabora e coordina lo staf, i social media e realizza siti web…
Una persona molto impegnata, ma siamo riusciti comunque ad incontrarlo per voi...
Denis, a che età e in che modo ti sei avvicinato al mondo dell’audiovisivo?
Circa sei anni fa.
Credi anche tu, come mi è stato detto in più occasioni, che un bravo regista debba in primis essere un buon fotografo?
Assolutamente sì.
Il video si sa, può essere considerato una sorta di “evoluzione” della fotografia, tuttavia c’è gente che è appassionata solo di una o dell’altra e non per forza di entrambe, secondo te le due passioni sono come dire per forza di cose “propedeutiche” o possono benissimo essere scisse l’una dall’altra?
Per essere un buon videomaker sono essenziali entrambe, e se poi come me ti occupi di pubblicità sono necessari studi di Strategy Communication.
Qual è un buon modo secondo te per poter diventare un buon videomaker?
Osservare, amare la natura ed ogni piccolo dettaglio.
Può anche capitare che qualcuno che parte con la passione per le riprese e le fotografie poi invece scopra di sentirsi maggiormente attratto dal montaggio?
A volte succede.
E quali caratteristiche pensi che debba avere invece un buon “montatore”?
Dovrebbe conoscere ogni aspetto dello storyboard, esaltare al massimo le riprese del video operatore, fare suo il progetto ed avere basi in campo musicale.
In riferimento sempre a ciò, esistono molti corsi specializzati per imparare a fare montaggi diciamo “elaborati”, ad esempio di sigle animate dove si vanno a mescolare riprese o fotografie di persone e situazioni reali con elementi invece puramente “grafici”?
Certo! E ti dirò di più: e proprio lo scorso anno sommerso dal lavoro e in ritardo con alcune scadenze, decisi di affidarmi ad uno degli studi più preparati ed esperti nel montaggio video. Mi consegnarono un lavoro estremamente tecnico e curato. Soddisfatto inviai subito il video al cliente. Dopo poche ore venni contattato dallo stesso e ricordo bene la sua telefonata. Mi chiese subito: “Cosa sarebbe sta roba? Una bozza?”. Mi venne il dubbio di aver inviato un allegato sbagliato. Per prendere tempo finsi di far cadere la linea; dopo aver verificato che il video era quello esatto richiamai il cliente. Al telefono mi disse che il video non lo avevo montato io e che non attraeva e non emozionava. E poi disse: “Ti abbiamo scelto tra molti perché i tuoi sono dei video strutturati, belli, ma soprattutto emozionali. Mandaci il video montato da te altrimenti non saldiamo la fattura.” Ovviamente passai la notte a rifare il lavoro e l’indomani il cliente fu soddisfatto. Proprio in questi giorni ho preso in carico un nuovo progetto che a breve consegnerò.
Al giorno d’oggi, secondo te, sono ancora molte le possibilità di costruirsi una carriera primaria come videomaker, o non siamo in una situazione dove può garantire sicurezza e perciò rimanere una seconda opzione oppure un hobby?
Purtroppo devo scegliere la seconda opzione. Non è semplice ed i lavori sono spesso saltuari e richiedono grossi investimenti.
È necessario seguire un proprio percorso autonomo o pensi che sia sempre e comunque di buon auspicio cercare di confrontarsi, e perché no, collaborare anche con altri videomaker?
Confrontarsi sempre ed ogni tanto collaborare con colleghi.
Ci sono tuoi progetti nuovi che vedremo nel breve termine?
Certo. Stiamo lavorando ad un grosso progetto, ma per scaramanzia preferisco non dire ancora nulla.
Qualche consiglio mirato che ti senti di dare a tutti giovani che oggigiorno si avvicinano al mondo dell’audiovisivo nella speranza di costruirsi una carriera?
Umiltà, impegno, creatività, costanza, pazienza sono elementi fondamentali per poter ottenere dei buoni risultati. Ho visto giovani molto talentuosi mollare tutto alle prime difficoltà o delusioni. Che peccato!