sabato 11 agosto 2018

Le fratture di Palermo e i barconi del Mediterraneo

Il caso orribile della gente che a Palermo era disposta a farsi fratturare un braccio o una gamba per incassare qualche soldo dalle assicurazioni sposta tragicamente le frontiere della disperazione che abbiamo in casa.
Per arrivare a una cosa del genere bisogna essere oppressi da una realtà incredibilmente brutta, vero, ignorata da chi dovrebbe prendersene cura.

Ci vedo un paio di cose in comune con i disperati che attraversano mezza Africa fra terribili sofferenze, schiavizzati e stuprati, e affrontano il rischio di una probabile morte per affogamento in mare per conquistarsi il "paradiso" della raccolta di pomodori a un euro e mezzo l'ora. Anche nel loro caso, ci troviamo di fronte a un abisso di disperazione che non riusciamo, o preferiamo non immaginare, e alla responsabilità di una società – stavolta quella dell'intero consesso dei paesi ricchi che li hanno sfruttati e li sfruttano ancora – che invece di curare il problema alle radici, aiutando i paesi da cui partono i migranti a conquistarsi finalmente l'autosufficienza che gli è stata impedita per secoli, fa del problema oggetto di sfruttamento politico.

Forse le migrazioni sono la mossa della natura per mandare in pensione una civiltà – la nostra – che è diventata marcia senza essere mai stata matura. 
Carlo Barbieri

Carlo Barbieri è uno scrittore nato a Palermo. Ha vissuto a Palermo, Catania, Teheran, il Cairo e adesso fa la spola fra Roma e la Sicilia. Un “Siciliano d’alto mare” secondo la definizione di Nisticò che piace a Camilleri, ma “con una lunga gomena che lo ha sempre tenuto legato alla sua terra”, come precisa lo stesso Barbieri. Scrive su Fattitaliani, Ultima Voce e Malgrado Tutto, testata a cui hanno collaborato Sciascia, Bufalino e Camilleri. Ha pubblicato fra l’altro le raccolte di racconti “Pilipintò-Racconti da bagno per Siciliani e non” e "Uno sì e Uno no" (D. Flaccovio Editore); i gialli “La pietra al collo” (ripubblicato da IlSole24Ore) e “Il morto con la zebiba” (candidato al premio Scerbanenco 2015), ambedue con Todaro Editore ; "Il marchio sulle labbra" (premiato al Giallo Garda), "Assassinio alla Targa Florio" e "La difesa del bufalo, tutti e tre con D. Flaccovio Editore. Suoi scritti sono stati premiati al Premio Internazionale Città di Cattolica, al Premio di letteratura umoristica Umberto Domina, al Premio Città di Sassari e al Premio Città di Torino. I suoi libri sono reperibili anche online, in cartaceo ed ebook, su LaFeltrinelli.it e altri store.