sabato 25 agosto 2018

Il caro, vecchio giornalismo di servizio

di Caterina Guttadauro La Brasca - È sera, ma il tempo non è mai stato un problema per Simona. Per anni lo ha combattuto,

rincorso per essere nel posto giusto al momento giusto. Finalmente la sera la quiete, la raggiungono gli altri, che le chiedono di mettere al loro servizio la sua esperienza di vita.
Questo le dà il calore di una famiglia allargata. La sera il suo lavoro si veste d’intimismo, tocca le sue corde più profonde e la giornalista si affianca alla donna: si siede sulla sua poltrona, vecchia per i tanti pernottamenti non previsti, sulle gambe il calore di un plaid, sbiadito dal tempo, accanto sul tavola la tisana e mentre si raffredda, prende in mano la sua vecchia e fedele stilo, amica di tanti articoli scritti a mano. Ecco dinanzi a lei le lettere di tanti colori: ognuna è una voce amica che si affida alla sua umanità e competenza. Quelle buste sono campioni di varia umanità, le sceglie ad occhi chiusi per non farsi influenzare dal colore, da un disegno, dalla città da cui provengono. Poi lo squarcio sempre con lo stesso tagliacarte e quindi l’immediata conoscenza con il cuore di un problema che la potrà interessare, divertire, in rari casi anche violentarla. Inizia a leggere e c’è un’anima sfocata dinanzi ai suoi occhi, prende confidenza con le parole e ciò che c’è dinanzi ai suoi occhi comincia a delinearsi, arriva al nocciolo del problema e le sembra di vedere una mano che si tende verso la sua.
Potrebbe essere quella di un anziano, di una madre, poco importa chi ma perché l’ha cercata. Si è inceppato un cuore perché schiavo di un altro, una nonna rimasta sola non riesce a far quadrare i suoi anni con la voglia di vivere. Magari hanno chiesto già aiuto sui Social newtork, ricevendo in cambio una risposta di quelle fatte in serie, spersonalizzate che danno sicurezza ed autostima fittizie.
Simona sa bene cosa è cambiato in questo nostro vecchio mondo e, constatarlo, la addolora. Il mouse si è sostituito alla penna, l’e-mail alla lettera. Dobbiamo fare un augurio? Mandiamo un sms, serve un gesto per rincuorare un amico? Ed ecco il Pok. Ci si semplifica la vita ma manca la comunicazione ad personam, quella fatta di parole, ma anche di sguardi, di gesti, di emozioni. Perchè si creano abissi di solitudine nei nostri ragazzi? Perchè gli eroi di oggi sono i responsabili di efferati crimini? La risposta è sotto i nostri occhi. Perché oggi conta meno il valore e la veridicità di ciò che si dice, l’importante è essere i primi a dirlo, offrire l’esclusività della notizia a chi la paga di più e poco importa se le coscienze sono raggiunte da queste pseudo verità. La mente non viene stimolata, si creano vere e proprie dipendenze, si accorciano i tempi,si annullano le distanze ma con le emozioni come la mettiamo?
Il mondo non si può fermare ma si può cambiare e nello stesso tempo tutelare l’uomo, non fare sparire la diversità, concedergli ancora la possibilità di sognare conservando la sua umanità. L’aiuto serve a tutti, soprattutto nelle difficoltà. Questo è il motivo per cui Simona ora dedica il suo tempo migliore alla Rubrica del cuore, perché è convinta che  un giornalismo di servizio sia un giornalismo di pregio.
Simona sa che quando si è alla fine dei propri giorni, non si guarda mai quanti soldi abbiamo, quanti libri hai scritto, ma solo quante persone hai amato perché questo ti fa sentire meno la fragilità dei pochi anni che restano da vivere. 
Simona si rivede giovane, dinanzi ad un saggio e vissuto Direttore di una famosa testata che, unico e solo, si sentì di scommettere su di una giovane ed inesperta giornalista, ma con tanta voglia di fare. Le sue parole sono state il titolo più importante del giornale della sua vita, non le ha mai dimenticate, nemmeno quando ciò che vedevano i suoi occhi le potevano permettere di essere più superficiale e non farsi coinvolgere più di tanto.
C’era sempre dentro di Lei una voce che le diceva "Come comportarti te lo dice la notizia stessa ma ricorda che una mano si tende a tutti, perché l’amicizia è una carezza di cui nessuno può fare a meno”.