giovedì 12 luglio 2018

Verona, "Carmen" di Hugo de Ana convince. Applausi a orchestra e cast. Bravissima Mariangela Sicilia. La recensione di Fattitaliani

All'Arena di Verona Hugo de Ana è riuscito nella sua impresa: ha reso una "Carmen" completa nei dettagli, nelle trovate, nell'insieme.

Il personaggio dell'opera di Bizet prende vita durante la guerra civile spagnola, nella seconda metà degli anni ’30. Diventa voce della drammatica esperienza delle donne di allora, che partecipando direttamente alla lotta armata, ebbero modo di affermare la propria emancipazione, come gli uomini. Quindi, il senso di libertà, la sensualità di Carmen trova terreno ancora più fertile per esprimersi e muoversi tra carri e auto, cavalli, soldati e uomini e donne che acclamano, gridano, cantano, ballano e osserva, in un vorticoso movimento cui partecipa l'intera comunità.
La regia, le scene e i bellissimi costumi di de Ana - di per sé impeccabili - hanno avuto un ulteriore risalto grazie al magnifico gioco di luci di Paolo Mazzon e le proiezioni a cura di Sergio Metalli.
Grandiosa l'orchestra diretta dal Maestro Francesco Ivan Ciampa: tanti e meritati gli applausi riscossi.
Così anche per il cast. Da Anna Goryachova a Walter Fraccaro e ad Alexander Vinogradov. A noi è piaciuta tantissimo Mariangela Sicilia, una Micaela dolce e delicata, cui fa da contraltare una voce potente e sempre equilibrata. E poi Davide Fersini ed Enrico Casari, brillanti contrabbandieri che hanno dato il massimo nel secondo atto, così come Ruth Iniesta e Arina Alexeeva, nei ruoli di Frasquita e Mercedes.
Complimenti al coro preparato da Vito Lombardi e alle Voci bianche A.LI.VE. dirette da Paolo Facincani. 
Gli effetti speciali forse a volte erano un po' sopra le righe, ma l'opera è anche questa e in una cornice enorme e unica come l'Arena, uno spettacolo del genere ci sta più che bene. Giovanni Zambito.
Foto: ©Foto Ennevi/Fondazione Arena di Verona