giovedì 19 luglio 2018

Danza, a Bolzano "Liederduett" di Roberto Zappalà: fra abbracci e lotta due meditazioni su Caino e Abele. La recensione di Fattitaliani

Un pianoforte e la musica elettronica, una voce, quattro corpi: sono i protagonisti di Liederduett, il nuovissimo spettacolo del coreografo catanese Roberto Zappalà, direttore di uno dei tre Centri di Produzione Nazionali della Danza (Scenario Pubblico) riconosciuti dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. È andato in scena ieri sera, in prima assoluta, al Teatro Comunale di Bolzano, nell'ambito del Bolzano Danza Festival.
Liederduett è spettacolo bipartito composto da due episodi autonomi e complementari rispettivamente intitolati Corpo a Corpo e Come le Ali. Ispirato da una meditazione su Caino e Abele, in Corpo a Corpo Zappalà affronta il tema della prima lotta e del primo delitto; il primo fratricidio e il primo martirio; la prima conseguenza della rottura del rapporto fra gli uomini con Dio. 
Nella seconda parte, Come le ali, indaga una possibilità utopica legata all’aspetto forse più appariscente della danza, la simbiosi tra due corpi, quasi un nuovo organismo biologico. E cosa c’è di più forte e più immediato per evidenziare queste prospettive se non la metafora dell’unisono, del simultaneo, del sincronico che si crea nella danza?

Tutto questo è l'intento prefissosi dal coreografo siciliano e l'insieme della performance risulta davvero notevole soprattutto nell'espressione corporale, nei movimenti dei ballerini, tutti e quattro bravissimi (Adriano Coletta, Filippo Domini, Gaetano Montecasino, Fernando Roldan Ferrer): riescono a dominare la scena con una serie di avvicinamento/allontanamento, attrazione/repulsione, aggrovigliamenti perfetti, naturali, che ben suggeriscono l'idea di un unicum e allo stesso tempo di contrasto proprio come detto sopra nelle diverse situazioni narrate: due cani, due boxer, il confronto verbale...
Va benissimo anche la musica di accompagnamento nei due distinti momenti dello spettacolo. 
Meno convincente quando in maniera aperta si vuole trasmettere al pubblico il concetto che è alla base della coreografia con le frasi sussurrate dai danzatori: io sono stanziale, io sono nomade, tu sei la zecca... noi siamo... cavallo, uccello guardiano, rinoceronte... 
La ripetizione appare un poco forzata e ridondante nel contesto e sembra paradossalmente allontanare il pubblico dalla comprensione più che avvicinarlo.
Da riconoscere la qualità del tutto e il perseguimento della creazione di un inedito linguaggio coreografico che ben s'inquadra nella politica perseguita dalla Compagnia Zappalà Danza considerata - a ragione - una delle più interessanti realtà della danza contemporanea italiana. 

Foto di Serena Nicoletti

Liederduett

(due episodi su Caino e Abele)

Da un’idea di Nello Calabrò e Roberto Zappalà
Coreografia e regia Roberto Zappalà
Interpreti Adriano Coletta, Filippo Domini, Gaetano Montecasino, Fernando Roldan Ferrer
Pianista Luca Ballerini
Controtenore Riccardo Angelo Strano
Musiche Franz Schubert (eseguite dal vivo), Pierpaolo Cimino (musica elettronica originale)
Durata ca. 90 min
Prima assoluta
In coproduzione con Bolzano Danza
In collabarazione con Korzo e Festival MilanOltre