sabato 30 giugno 2018

Segnalibro, Mariangela Galatea Vaglio a Fattitaliani: in "Teodora" tutto il mio amore per il mondo antico. L'intervista

Ospite odierno della rubrica "Segnalibro" Mariangela Galatea Vaglio, che con la Sonzogno ha pubblicato il romanzo "Teodora. La figlia del Circo", uscito due giorni fa. L'intervista di Fattitaliani.
Quali libri ci sono attualmente sul suo comodino?
I miei libri sul comodino sono ora un po' strani, perché continuo i miei approfondimenti sul mondo tardo antico e bizantino, per cui c'è la "Storia dei Goti" di Jordanes, un autore goto del VI secolo, e altre fonti antiche. Ma leggo anche libri normali, eh. 
L'ultimo "grande" libro che ha letto?
Ho amato tantissimo Stoner di Williams. Ora sto leggendo il suo Augustus. È uno scrittore affascinante per la sua capacità di descrivere cose apparentemente marginali che però rendono perfettamente la psicologia dei personaggi.
Chi o cosa influenza la sua decisione di leggere un libro? 
Confesso che vado molto ad istinto. Entro in libreria, gironzolo, leggo qualche quarta di copertina, apro e leggo qualche frase. Nella scelta sono piuttosto umorale, lo ammetto.
Quale classico della letteratura ha letto di recente per la prima volta?
Ho letto in ritardo rispetto a quanto avrei potuto Il maestro e Margherita. È un libro molto particolare. Alle volte persino schizofrenico. Non so se mi sia piaciuto tutto, lo ammetto. Ma è sicuramente da leggere. 
Secondo lei, che tipo di scrittura oggi dimostra una particolare vitalità?
Non saprei se c'è un genere o un tipo di letteratura che sia più vitale di altre. Credo che sia una cosa molto personale e soggettiva e dipenda soprattutto dagli autori. Dirò una eresia, ma io allargherei la letteratura anche a certe serie tv. Alcuni dialoghi sono da grande romanzo sociale dell'800, li trovo vitalissimi dal punto di vista letterario.
Personalmente, quale genere di lettura Le procura piacere ultimamente?
Io sono letterariamente anche di bocca buona. Mi piacciono molto romanzi storici e thriller ben scritti.
L'ultimo libro che l'ha fatta sorridere/ridere?
La sovrana lettrice l'ho trovato simpatico. Ma i libri che riescono sempre a farmi ridere sono quelli della saga dei Malaussène di Pennac. Specie La Fata Carabina, che è un capolavoro assoluto.
L'ultimo libro che l'ha fatta commuovere/piangere? 
Non sono facile a sciogliermi in lacrime sui libri, confesso. L'ultima volta che mi sono messa a piangere su un libro avevo forse diciotto anni. Era L'opera al nero della Yourcenaur. Non riuscivo ad accettare che Zenone dovesse morire.
L'ultimo libro che l'ha fatta arrabbiare? 
In genere mi arrabbio quando il libro che sto leggendo si rivela brutto. E per brutto intendo sciatto, tirato via, sia nella forma che nella trama. I libri brutti fanno perdere tempo e questo mi urta i nervi, ne abbiamo così poco.
Quale versione cinematografica di un libro l'ha soddisfatta e quale no?
Ho amato tantissimo Le Relazioni pericolose di Stephen Frears. Un caso quasi unico in cui un libro splendido diventa un film altrettanto bello, che mantiene la profondità psicologica dei personaggi. Invece non riesco assolutamente a farmi piacere le versioni cinematografiche dei libri di Harry Potter. Le trovo noiose, o didascaliche, cioè proprio quello che i libri non sono.
Quale libro sorprenderebbe i suoi amici se lo trovassero nella sua biblioteca?
Non credo che resterebbero sorpresi di nulla, sanno che sono una lettrice praticamente onnivora e che sui miei scaffali ci può essere qualsiasi cosa. 
Qual è il suo protagonista preferito in assoluto? e l'antagonista?
Il mio protagonista preferito in assoluto è Pierre Bezukov di Guerra e pace. Tenero, impacciato, con dei grandi ideali che quasi mai riesce a concretizzare, un uomo che ti lascia un po' perplessa perché non sai se si sottovaluta o se è davvero incapace di portare a termine ciò che si prefigge. Lo trovo incredibilmente umano.
Sull'antagonista non saprei, ma io nominerei Circe nell'Odissea. Una donna che riesce a stare in pari persino ad Ulisse (e che, diciamolo, Ulisse non sconfiggerebbe mai se Hermes non gli desse un aiuto magico). 
Lei organizza una cena: quali scrittori, vivi o defunti, inviterebbe?
Andrea Camilleri perché non so cosa darei per conoscerlo, lo trovo non solo umanamente simpaticissimo ma adoro la sua ironia. Calvino, perché ho adorato i suoi protagonisti e la sua leggerezza. Umberto Eco, perché sono cresciuta leggendo i suoi saggi. Sergio Zavoli, perché ho sempre adorato la sua capacità di essere un grande giornalista e però avere la prosa sorvegliata di un grande scrittore. Tucidide, perché vorrei capire come sia riuscito a scrivere con i mezzi di allora le sue storie, che hanno richiesto una mole di dati tale che oggi non si riuscirebbe a processare nemmeno con un potentissimo computer. E Giulio Cesare perché ha uno stile assolutamente perfetto, asciutto, privo di sbavature.
Ricorda l'ultimo libro che non è riuscita a finire?
Ricordo solo che era un giallo così brutto che dopo venti pagine avevo già scoperto il colpevole, e la prosa era così sciatta da non giustificare la fatica di finirlo.
Quale scrittore vorrebbe come autore della sua biografia? 
Proporrei Williams. Ho una vita abbastanza banale e magari lui saprebbe trarne comunque un capolavoro. 
Che cosa c'è di Mariangela Galatea Vaglio in "Teodora"?
Nel libro, direi tutto, perché quando si scrive l'autore mette nelle pagine tutto di sé. C'è quindi tutto il mio amore per il mondo antico, ma anche per le trame piene di colpi di scena e la curiosità per le vicende umane e i caratteri delle persone. Con la protagonista Teodora, invece, non so se abbiamo molte cose in comune. Di sicuro direi che anche lei come me era una donna piuttosto determinata e testarda. Lei però è riuscita a conquistare un impero, quindi direi che ho ancora molto da imparare... Giovanni Zambito.
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IL LIBRO
Costantinopoli, VI secolo d.C. Nella sfavillante capitale dell’Impero romano d’Oriente, travagliata dagli scontri religiosi e dalla corruzione, i giovani Giustiniano e Teodora sembrano destinati a un’esistenza oscura. Lei è la bellissima figlia di un guardiano del Circo, e di mestiere fa l’attrice, barcamenandosi fra teatri e amanti ricchi e maneschi. Lui è il nipote del generale Giustino, un rozzo militare analfabeta che non riesce ad avere peso a corte. Il destino, però, ha altri piani per loro. Giustiniano, implicato in una serie di rivolte per rovesciare l’imperatore Anastasio, da politico consumato riesce a far salire al trono lo zio Giustino, diventando il più potente ministro dell’Impero. Teodora, invece, sfuggita alla vendetta di un governatore suo ex amante, diventa confidente del patriarca eretico di Alessandria e viene inviata come spia e mediatrice a Costantinopoli, proprio per contattare Giustiniano, alle prese con una complicata e pericolosa trattativa con il papa. Nella capitale di un impero che si estende dalla Persia al Mediterraneo, solo e unico erede di Roma, fra complotti, violenze, intrighi e tradimenti, ha inizio una travolgente storia d’amore e potere sullo sfondo di una delle epoche più complesse e misteriose della storia.
L'AUTRICE
Mariangela Galatea Vaglio (Trieste, 1972) è insegnante e scrittrice di saggi e racconti storici, tra cui Didone, per esempio e Socrate, per esempio, oltre a una guida divulgativa della lingua italiana, L’italiano è bello (Sonzogno 2017). Vive e lavora a Venezia.