giovedì 28 giugno 2018

Libri, Franco Grasso presenta il suo ultimo romanzo “Il Nuovo Arjuna”. L'intervista


di Andrea Giostra - Ciao Franco, benvenuto e grazie per la tua disponibilità. Ai nostri lettori che volessero conoscere qualcosa di più di te quale scrittore, cosa racconteresti? 

Mi è veramente difficile rispondere al quesito richiesto, potrei dire a grandi linee che è mia consuetudine liberare la mia fantasia nello scrivere racconti in un certo senso fantastici ma, allo stesso tempo, aderenti ad una certa realtà collegata alle velate esigenze esistenziali degli esseri umani. Sono inoltre molto condizionato dalla Storia e dagli studi filosofici orientali intrapresi in gioventù.
Ci parli del tuo ultimo romanzo, “Il Nuovo Arjuna”, appena pubblicato da La Macina Onlus editore? Qual è il tema dominante e quale il messaggio che vuoi lanciare ai tuoi lettori con questo scritto?
Il tema dominante descritto in questa storia è senza dubbio alcuno la ‘Compassione’ che prova il personaggio principale verso il nemico. Il messaggio espresso ai miei lettori è quello relativo al rifiuto ad offendere con gli atti e parole il prossimo seppure molesto, ovvero il saper rinunciare a qualsiasi ostilità verso tutti quelli che sono maldisposti nei propri riguardi. 
Come nasce questa storia? A cosa hai pensato quando hai cominciato a scriverlo?
Ho studiato all’Università la Bhagavadgīta e mi ha attiratola figura di Arjuna che, alla vigilia di una grande ed epica battaglia contro i nemici della sua nazione, scopre di avere nel fronte avverso i propri parenti. Questa drammatica situazione porta il nostro eroe ad un terribile sconforto, a tal punto da voler rinunciare a combattere. Il Dio Kṛṣṇa, sotto le mentite spoglie del suo auriga, lo incita alla guerra e uccidere gli avversari. La giustificazione della Divinità è quella che bisogna riconoscere e seguire quella legge universale, il Dharma, da cui non ci si può e non ci si deve sottrarre. Alla fine Arjuna, convinto dalla discorsività del proprio cocchiere, accetta il combattimento. Nel mio romanzo, ambientato ai giorni nostri, seppure in un luogo immaginario, ho voluto offrire una valenza diversa da quella dell’opera classica, fondamento del culto induista e avvicinarmi, invece, al concetto di ‘Compassione’ espresso sia dal Cristianesimo ma anche dal Buddhismo. 
Quando hai pubblicato il tuo primo libro e di cosa parlava?
Il mio primo libro è stato pubblicato in luglio del 2015 ed il titolo è “Il Nuovo Faust”. Questo romanzo parla di un maturo e insignificante professore di Storia e Filosofia, giunto ormai al termine della sua carriera scolastica, che vede accendersi nel proprio animo un dramma interiore sulla emblematica figura di Margherita citata da Goethe in una postilla alla sua opera più famosa, il Faust. Questo dramma viene reso ancora più cocente dalla presenza di una sua giovane e disinibita alunna grazie alla quale egli procede tormentosamente alla ricerca della verità mettendo in discussione la sua scialba esperienza di vita. Dopo un lacerante percorso riesce a conquistare il senso ed il gusto di una gioventù mai vissuta. 
Secondo te, quanto è importante vincere un premio letterario per la carriera di uno scrittore? Perché secondo te occorre partecipare ai premi letterari?
Vincere un premio in un concorso letterario è senz’altro di un’importanza oserei dire vitale per la carriera di uno scrittore. Si tratta di un riconoscimento del quale chiunque può ritenersi fiero, anche perché è pronunciato da una giuria composta in genere da persone esperte del settore. Bisogna partecipare ai premi letterari in primo luogo per farsi conoscere al pubblico, poi per mettersi continuamente in discussione attraverso una attenta e severa critica fatta da esaminatori competenti. 
Quali concorsi letterari consiglieresti a giovani scrittori? 
Per cominciare, conviene partecipare a concorsi alla portata di tutti, ovvero di importanza minore rispetto a quelli decisamente più rilevanti. Tutto ciò allo scopo di misurarsi con calibri di eguali livelli. 
Quanto sono importanti le fiere del libro invece? A quali hai partecipato e perché proprio quelle? Che benefici letterari portano secondo te? 
Le fiere librarie sono abbastanza importanti, in special modo per gli scrittori esordienti, la loro influenza contribuisce ad un arricchimento culturale personale nonché ad un fertile scambio di opinioni. Ho partecipato in qualità di scrittore ospite alla Fiera Internazionale del Libro di Francoforte nell’ottobre del 2016 organizzata dalla Regione Lazio e svoltosi per quasi una settimana. Il tema della rassegna era la celebrazione del viaggio di Johann Wolfgang von Goethe in Italia ed in tale occasione ho presentato il mio libro Il nuovo Faust. La Regione Lazio anche per l’annualità 2018 ha riaperto la “Call” alla quale partecipo con 3 opere: “Seraphitus-Seraphita”, “La Porta” con la quale ho vinto il Premio Speciale al Concorso L’Arte della Parola 2017 e questa nuova opera “Il Nuovo Arjuna”. Alcuni capitoli di queste opere saranno tradotti in inglese dalla Regione Lazio grazie al ben più ampio progetto di internazionalizzazione regionale. L’esperienza vissuta a Francoforte mi ha arricchito in termini di sano, anche se estremamente selettivo, confronto con una realtà di scrittori, editori, critici letterari di eccellente livello qualitativo e ciò induce a migliorare sempre più l’analisi del proprio lavoro. Sono tornato a Roma molto soddisfatto dell’esperienza vissuta e più pronto a “giudicare” la mia scrittura.
Come definiresti il tuo stile letterario? C’è qualche scrittore, italiano o straniero, al quale ti ispiri?
Non ho un particolare stile letterario, né tantomeno mi ispiro ad uno scrittore. È vero che tre romanzi sono influenzati da altrettante opere letterarie ma la trama segue altri percorsi completamente diversi da quelli originari. 
Quali sono secondo te le caratteristiche, le qualità se vogliamo, il talento, che deve possedere chi scrive per essere definito un vero scrittore? E perché proprio quelle? 
Ci sono delle regole di base, che si potrebbero definire come un “abbecedario” per chi si accinge a scrivere un romanzo, quali l’esordio, la trasformazione o punto di svolta, l’apice della tensione narrativa e la conclusione. Ritengo però che un autore, mosso dal suo animo, dal suo cuore, che instaura un intimo rapporto con i propri personaggi e con i futuri lettori, non scrive avendo a fianco il foglio delle regole da seguire. Le cosiddette regole le applica d’istinto, nella propria mente già vede l’orizzonte del racconto. 
Come è nata la tua passione per lo scrivere, e qual è il tuo proposito, il tuo scopo nello scrivere i tuoi libri, i tuoi romanzi?
La passione della scrittura, anticipata dal mero racconto di storie e realizzato decisamente in modo dilettantistico tramite fumetti e fotoromanzi, si è sviluppata nel tempo sin dal periodo scolastico presso il Cine Tv “R. Rossellini” e nella facoltà di Filosofia dell’Università “la Sapienza” di Roma. Questa ‘passione’ si concretizzava sperimentalmente nella realizzazione di soggetti cinematografici quali esercitazioni pratiche nella materia di ‘Linguaggio Cinematografico’ presso la scuola di Cinematografia nonché la stesura di tesine attraverso fantastici racconti a soggetto all’Università. Fra l’altro, questo insolito modo di trasporre argomenti specifici di alcune materie universitarie piacque ad alcuni docenti di Filosofia Orientale. Nacque quindi in maniera del tutto naturale e consequenziale l’idea di scrivere un romanzo su alcune tematiche studiate ed approfondite all’Università.
Perché secondo te oggi è importante scrivere, raccontare con la scrittura? 
Proprio oggi, la moltitudine delle persone usa in modo spasmodico i vari telefonini e gli smarthphone, condizionando la propria esistenza in una penosa solitudine mascherata da una sedicente ‘comunicazione’. Lo scrivere, il raccontare qualsiasi cosa con la scrittura favorisce, fortunatamente, quel rapporto decisamente importante, oserei dire vitale per gli esseri umani. 
Cosa consiglieresti ad un giovane che volesse cimentarsi come scrittore, narratore? Quali i tre consigli più importanti che daresti?
Il consiglio basilare è quello di scrivere, anche di getto, tutto ciò che si ha dentro, senza pensare a successi, glorie ed onori; scrivere, come dipingere o comporre musica, sono forme artistiche della nostra personalità, quello che importa è uscire dall’ordinario.
Quali sono i tuoi prossimi progetti e i tuoi prossimi appuntamenti? A cosa stai lavorando? Dove potranno seguirti i tuoi lettori e i tuoi fan?
Attualmente sono impegnato nella stesura di un nuovo romanzo, ma questa volta l’idea è inedita. Un giovane professore di Storia e Filosofia ha un incarico presso un Liceo Ginnasio di una provincia di Messina. L’impatto con la scolaresca è alquanto singolare, in quanto due allieve sono pervase dal dono della reminiscenza di un lontano passato. Si ricordano infatti di essere state due guerriere avversarie, una Cristiana e l’altra Saracena, ma nello stesso tempo coalizzate; la storia si dipana nella Palestina al tempo delle Crociate. Le due studentesse hanno inoltre il potere di condizionare i sogni notturni del professore allo scopo di servirsene per fornire, nel finale, una spiegazione misteriosa.
Un’ultima domanda Franco. Immaginiamo che sei stato inviato in una scuola media superiore a tenere una conferenza sulla scrittura e sulla narrativa in generale, alla quale partecipano tutti gli alunni di quella scuola. Lo scopo è quello di interessare questi adolescenti alla lettura e alla scrittura. Cosa diresti loro per appassionarli all’arte della scrittura e catturare la loro attenzione? E quali le tre cose più importanti che secondo te andrebbero dette? 
Già da diversi anni la scuola secondaria superiore è diventata una fucina di iniziative sulle competizioni a livello nazionale di varie materie scolastiche fra le quali la filosofia, le scienze, la matematica, la lingua straniera e quella italiana. Queste gare appartenendo alle famose ‘Olimpiadi’ sono ormai conosciute dagli studenti. Inoltre, numerose conferenze, relative a diversi progetti culturali, sono all’ordine del giorno nelle discussioni tenute in aula magna. Come si potrebbe affrontare una conferenza sulla scrittura e sulla narrativa in generale? Gli studenti, come ho detto in precedenza, sono abituati a partecipare ai vari simposi ma, nel contempo, sono pigri e sospettosi. Non so se sarei in grado di creare un interessamento verso la lettura e la scrittura, forse potrei focalizzare la loro attenzione sullo sviluppo della creatività, di dare libero sfogo alla fantasia, ma chissà se il mio intervento così specifico ed abbastanza distante dalla quotidiana banalità che offrono i Media, gli opinionisti, gli spettacoli cine TV, possano interessare ed incidere l’attenzione non solo momentanea dei giovani. Mi tornano in mente, tuttavia, alcune esperienze di reading letterario svolto in 2 istituti superiori di Roma e promossi dal Sistema Biblioteche di Roma – Roma che legge. Ho notato una alta concentrazione ed attenzione degli studenti verso alcuni temi sviluppati dalla lettura di alcuni brani delle mie opere; dalla prima semplice considerazione su quanto letto si è poi passati ad una articolata valutazione non solo letteraria ma anche sociale, filosofica, ponendo in relazione lo scritto con la quotidianità. Confesso che sono stato facilitato nel mio dialogo con i ragazzi partecipanti al reading vivendo io, quotidianamente, nel mio Istituto Scolastico a contatto con i giovani.

Franco Salvatore Grasso

Andrea Giostra
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