martedì 12 giugno 2018

La webstar Emilia Clementi in ospedale, fra carenza di mezzi ed eccellenza di professionisti

Raccogliamo la testimonianza di Emilia Clementi, vittima nei giorni scorsi di un incidente, ora ricoverata in ospedale.
Come sempre si dice -ed è proprio così- fin quando non ti capita personalmente, non si può immaginare.
Dopo una nottata infernale tra dolori e conseguenze dell’ anestesia eccomi qui, è strano a dirsi ma il mio pensiero va subito a “urlare ancora”, a lanciare di nuovo il grido del popolo, e non solo per me ma per tutti quelli che sono costretti a vivere gli Ospedali e la Sanità Italiana, NON PER SCELTA, ... e la subiscono!

Durante il mio intervento ci sono state molte complicazioni, un’operazione difficile, resa ancor più complessa dalla mancanza di strumentazioni, materiali chirurgici idonei, e quant’ altro. Come spesso avviene il buon esito finale si deve ai GRANDI PROFESSIONISTI che l’Italia crea, ai nostri Eminenti Medici, allo staff preparato.
Ma anche BASTA.
Non è giusto.
Passiamo una vita a pagare, a studiare, a lavorare e a correre per pagare tutto; ci dicono di pagare perché i nostri soldi servono a tutelarci, con le pensioni, con la sanità pubblica... MA DOVE? MA QUANDO?
Sono stata investita, sono da giorni in ospedale, ho subito un intervento di cui porterò per tutta la vita delle conseguenze, eppure sono sana e salva grazie alle PERSONE che mi hanno aiutato, che hanno dovuto tentare di sopperire alla mancanza di strumenti anche banali, persino durante l’intervento.
In questa mia stanza tre donne molto anziane sono qui a patire, senza aria condizionata con piu di 30 gradi fuori e fanno fatica anche a respirare! Mancano letti, mancano strumentazioni base... ma cosa significa tutto questo???
Io dovrò essere risarcita dalle Assicurazioni, perché il mio lavoro è fermo e perché purtroppo il percorso riabilitativo sarà lungo, ma IO STESSA utilizzerò una porzione del mio risarcimento per l’ acquisto di ciò che manca.
Nei momenti di dolore, fragilità e debolezza, l’approfittarsi della delicatezza dell’essere umano è INDEGNO SPREGEVOLE ed INCIVILE.
Facciamo qualcosa,
E grazie ancora a tutti voi,
Primi tra tutti:
Dott.ressa DI MILLE
Tutto lo staff che mi ha operata
Il mio angelo custode Giuseppe Poce
L'infermiera che mi ha accudita stanotte mentre urlavo dai dolori 
Gli ausiliari 
I miei amici e la mia famiglia che non mi hanno lasciata da sola un attimo , tutti gli amici che sono corsi qui a trovarmi per darmi conforto. La mia famiglia sempre presente. È tutti voi che mi avete dato tanta forza.
Grazie