venerdì 15 giugno 2018

Giuseppe Imbornone, medico chirurgo e la prevenzione primaria, secondaria e terziaria. L'intervista


Giuseppe Imbornone, medico chirurgo, la cultura delle prevenzione sanitaria al femminile.
Intervista di Andrea Giostra.

Ciao Giuseppe, benvenuto e grazie per la tua disponibilità. Vuoi presentarti ai nostri lettori? Chi sei nella tua professione e di cosa ti occupi?

Grazie, Andrea. Sono un chirurgo, dirigente medico dell’ARNAS (Azienda di Rilievo e di Alta Specializzazione) Civico e Benfratelli di Palermo. Lavoro presso il Nuovo Oncologico, Edificio 24, in Chirurgia Toracica. Sono specialista in Chirurgia Generale D’Urgenza ma mi interesso in particolare di Senologia. Sono il presidente o meglio il rappresentante legale de IL QUADRIFOGLIO ROSA. 
Cos’è l’associazione “IL QUADRIFOGLIO ROSA”? Di cosa si occupa principalmente? 
Si tratta di un’associazione no profit, di volontariato che è nata nel 2016 ed è stata di recente riconosciuta una ONLUS. Si occupa di prevenzione sanitaria, prevenzione delle patologie neoplastiche in particolare, della prevenzione senologica, nello speciale. Il nome stesso, quadrifoglio rosa, è stato coniato proprio per indicare che essa è dedicata principalmente alle Donne ed alla prevenzione delle principali problematiche sanitarie femminili: Il quadrifoglio vuole essere un augurio per le Donne e si è tinto di rosa per loro!
Perché oggi è importante le prevenzione? Come state lavorando con la vostra organizzazione? 
Anche se, oggi, le terapie, in particolare per le problematiche neoplastiche, sono fondamentali ed i progressi portano a risultati che un tempo neanche si speravano, la prevenzione rimane sempre l’arma fondamentale: cercare di evitare la malattia riferendosi al famoso detto: “prevenire è meglio di curare”, rimane ancora più importante delle terapie; di certo non è facile ed in assoluto possibile far ciò con la sola prevenzione primaria. Importante è la prevenzione secondaria che pur non evitando l’insorgere della malattia, può anticiparla riducendone i danni e facilitando la terapia.
Cosa significa prevenzione primaria, secondaria e terziaria? Qual è la differenza tra queste tre forme di prevenzione? 
La prevenzione primaria cerca di evitare l’insorgere della malattia. I sani stili di vita: sana alimentazione; attività fisica regolare ed adeguata; niente fumo, eccesso di alcool e niente stress, sono elementi fondamentali assieme alla ricerca di ambienti salubri e lontani da fonti di inquinamenti vari ; “Siamo quello che mangiamo ma anche quello in cui viviamo ed il risultato di quello che facciamo o meno…”; i fattori ambientali riescono a mutare , accentuare in senso positivo o negativo le nostre predisposizioni genetiche e comunque influenzano, non poco, il nostro “destino” genetico. Una branca della genetica chiamata epigenetica ha rivalutato notevolmente quello che poteva essere considerato il nostro desino genetico. Chiaramente l’espressività di alcuni geni dipendono da stimoli esterni e già da anni si conosce ciò. Se parliamo di carcinoma della mammella, considerate che, comunque, la genetica influisce come fattore di rischio per la sua insorgenza, solo per il 5-10%. La prevenzione secondaria consiste nel cercare di anticipare la malattia, prevenendola e facendo diagnosi preclinica, cosiddetta diagnosi precoce. Prendendo in considerazione i vari fattori di rischio per sesso, età, condizioni familiari ed ambientali, si cerca di consigliare i controlli clinici e strumentali più idonei, quando farli e quando ripeterli periodicamente. I controlli, per la prevenzione, vanno fatti in apparente stato di buona salute ed in quella fascia di età più a rischio (esempio: dopo i quarant’anni la prima mammografia; dopo i cinquanta il controllo del PSA per prevenire nell’uomo il carcinoma della prostata e così via). La prevenzione terziaria cerca di anticipare nei cosiddetti follow-up le recidive della malattia ma anche di ridurre i danni e le complicanze di altre. 
Perché è importante che tutti i cittadini, anche quelli che stanno bene fisicamente, abbiano un bagaglio culturale sulla prevenzione? 
Di informazione sanitaria, fortunatamente, ce n’è tanta; bisogna però che sia conosciuta prima che ci sia la necessità di avere tali informazioni, per se stessi , per un parente o per un amico… per questo, almeno per le problematiche più importanti o più frequenti, IL QUADRIFOGLIO ROSA, avvalendosi di un gruppo di professionisti di varie branche specialistiche, cerca di informare raggiungendo direttamente e prima la gente; molto si scrive sul social che viene considerato un mezzo molto importante per la diffusione dell’informazione. L’associazione predilige incontri informativi ed educativi nelle scuole. I giovani, non solo i giovani, naturalmente, devono conoscere ma soprattutto educarsi ai sani stili di vita e ai controlli clinici e strumentali periodici. Avere una cultura della prevenzione. Si sa bene che il fumo di sigaretta fa male, ma la mancanza della giusta cultura sanitaria, porta ancora a voler fumare, privilegiando altri finti benesseri e modi sociali. Non è facile seguire i migliori consigli sanitari ma se si ha questa cultura ed educazione diventa più facile. 
Perché nell’azione di cura e presa in carico, oggi è importante intervenire oltre che sul paziente, anche sulla sua famiglia sulla sua rete sociale di riferimento? 
L’aspetto psicologico e la volontà di guarigione è molto importante nel paziente con una grave malattia, neoplastica o meno. L’ambiente familiare diventa fondamentale nell’aiutare il paziente a curarsi, seguendo i consigli degli specialisti, terapeutici, alimentari e comportamentali; in alcuni casi non è facile raggiungere la guarigione ma si cerca sempre di dare delle aspettative di vita migliori possibili. L’ammalato neoplastico, ad esempio, va accompagnato, dandogli tutta la serenità possibile, oltre che affetto ma anche aiutato in tutti quegli aspetti apparentemente superflui ed inutili per l’evoluzione a volte comunque infausta. L’attività fisica, la sana alimentazione, l’aiuto psicologico non vanno trascurati assolutamente. 
Perché tutti quanti dovremmo conoscere e saper gestire le tecniche e gli strumenti della prevenzione? 
Conoscere i mezzi a nostra disposizione significa proteggere se stessi e gli altri. Nella nostra associazione un elemento fondamentale è il passa parola: non solo gli operatori sanitari ma chiunque sia ben informato può e deve dare l’informazione, invitare l’amica, la conoscente a smettere di fumare o sottoporsi ad un esame… probabilmente, tale invito può essere anche più efficace di quello fatto da un professionista della sanità che potrebbe sembrare, per certi aspetti, estraneo. 
Dove lavorate principalmente con la vostra associazione? Quali le città principali dove i vostri volontari operano per diffondere la cultura della prevenzione? 
L’associazione è nata a Palermo, dove c’è la sede legale; si tratta di un’associazione a carattere regionale, ma il nostro progetto, prevede una diffusione nazionale, ritenendo che la nascita di vari gruppi, interconnessi facilmente con i social, in varie città d’Italia, porti il coinvolgimento diretto di varie persone, professionisti o meno della sanità. I nostri volontari rappresentano il nucleo di questi gruppi, più o meno numerosi che organizzano incontri educativi nelle scuole, circoli culturali, in salette comunali, ovunque si possano creare dei veri e propri convegni con l’aiuto di relatori vari, facenti parte o meno dell’associazione. A seconda del tipo di pubblico, si cerca di adattare l’argomento. Se ci si rivolge ad un pubblico giovane e misto, come nelle scuole, naturalmente vengono trattati argomenti che possano interessare questa fascia di età: malattie infettive sessualmente trasmesse; i danni del fumo e delle droghe e così via. Si cerca di farsi ospitare anche nelle radio e studi televisivi, partecipando a trasmissioni sul tema della salute. 
Su cosa state lavorando in questi mesi? Quali i vostri prossimi obiettivi?
L’idea di sensibilizzare, informare e educare in forma simpatica, alla prevenzione sanitaria, in particolare su problematiche neoplastiche più frequenti per la Donna, ci ha fatto produrre degli eventi di portata ed organizzazione diversa, adattandola al pubblico e ambiente diverso. Ripeteremo seguendo un programma ben definito gli incontri nelle scuole, nelle aule comunali dei paesi in cui ci ospiteranno, cercando di esporre l’importanza della prevenzione ma soprattutto di dialogare con la gente e spiegare il significato e l’importanza di tali principi o di un esame strumentale. Il perché ci si debba sottoporre ad un determinato esame e perché ripeterlo periodicamente o per quale motivo associarlo o meno ad un altro (esempio tipico la mammografia e l’ecografia al seno). Essendo rodata ormai la programmazione ci sarà chi organizzerà tra novembre e dicembre, gli incontri con gli studenti; convegni in varie località cittadine; eventi che sensibilizzino e mettano in luce anche la nostra associazione (spettacoli ed eventi sportivi, in particolare nel periodo estivo). A circolo virtuoso, l’associazione necessita di visibilità, per crescere ed avere l’attenzione della gente. Più si cresce e più possibilità si ha di aiutare, sia per il dignitoso riconoscimento di quello che facciamo, ma anche per ricevere gli aiuti economici che sono sempre utili nell’organizzare tali incontri. In programma la crescita e la diffusione della nostra rubrica radiofonica, Petali di Medicina, ma anche la pubblicazione su periodici cartacei da distribuire gratuitamente in ospedali, scuole, biblioteche etc. 
Cosa consiglieresti a giovani donne e uomini che volessero cimentarsi nella tua professione? 
La nostra associazione ha una sezione del quadrifoglio rosa che si chiama Il Quadrifoglio Rosa Young. Aderiscono i più giovani ed in particolari studenti di Medicina e di Scienza Infermieristiche, ma non solo. Si interessano principalmente dei problemi giovanili e degli incontri nelle scuole, cercando a loro volta di coinvolgere i giovani nelle nostre attività. Vengono coinvolti in nostri corsi di formazione ed anche nei nostri veri e propri convegni medici. Quello che ritengo sia fondamentale è crescere con umiltà e desiderio di aiutare gli altri. Un medico può essere un bravissimo professionista ma senza umanità, umiltà e pazienza non sarà mai veramente utile alla gente. L’essenza del Quadrifoglio Rosa è proprio data dall’umiltà dei nostri operatori sanitari che con tanta pazienza devono convivere in questa che io definisco Grande Famiglia, sempre più numerosa. 
Un’ultima domanda Giuseppe, se dovessi tenere un seminario sulla prevenzione che vede quale platea un folto gruppo di giovani liceali, quindi degli adolescenti, come introdurresti il tuo intervento, e quali sono le tre cose più importanti che diresti loro e perché?
Essendo stato giovane anch’io, comprendo benissimo che le problematiche di salute sono sentite lontane e non è facile prestare attenzione ad argomenti che comunque bisogna conoscere. Nella vita ci si imbatte in fatti piacevoli ma a volte anche spiacevoli e bisogna affrontarli nel modo migliore per poter cercare di risolverli al meglio. Si è più grandi se si seguono le regole di civiltà e di umanità, piuttosto che seguire mode ed atteggiamenti che portano a mettersi in mostra con la forza, la prepotenza, la stupidità. Le nostre relazioni, seppur con qualche sfumatura, sono uguali a prescindere dall’età media del pubblico; perché i giovani sono in grado di comprendere, da veri adulti, l’importanza delle nostre argomentazioni. Saranno loro a riportare nelle loro famiglie tutte le importanti informazioni a loro regalate da persone che impiegano il loro tempo libero per cercare di guidare soprattutto loro, giovani o giovanissimi, verso una giusta via che sarà anche quella dei loro figli. La prevenzione è importante per evitare dei veri e propri drammi che sembrano lontani e non appartenerci, ma, pensandoci bene, sono già successi nelle nostre famiglie. Le tre cose più importanti sono il rispetto delle regole e l’educazione nei confronti del prossimo; l’umiltà nell’aiutare chi ne ha bisogno; l’onestà.

Giuseppe Imbornone
https://www.facebook.com/giuseppe.imbornone.90

Andrea Giostra