venerdì 1 giugno 2018

CENSURATA DA FACEBOOK UNA MOSTRA DI VITTORIO SGARBI A GUALDO TADINO 'Luciano Ventrone. Meraviglia ed estasi'

Ancora una volta a Gualdo Tadino (Perugia) la censura di Facebook si abbatte sulla nuova mostra evento a cura di Vittorio Sgarbi e Cesare Biasini Selvaggi “Luciano Ventrone. Meraviglia ed estasi” inaugurata lo scorso 15 aprile nella Chiesa Monumentale di San Francesco.

Quale il post vietato “in quanto contiene un’immagine che mostra eccessivamente il corpo o presenta contenuti allusivi”? Due bellissimi fondoschiena: il percorso espositivo, oltre alle celebri nature morte del Maestro, comprende anche due rari nudi, Il filo di perle e Intimi momenti, un momento di riflessione fisico sulla bellezza spirituale del corpo femminile, sulla sua splendida plasticità.
Ma, come afferma provocatoriamente Vittorio Sgarbi, “il culo è pura forma. Il culo è musica. Il culo è potere. Non per caso, la formula che indica la fortuna è legata al culo e alla sua dimensione. Si dice di chi vince, di chi ha successo, di chi ha buona sorte: ‘ha avuto culo’; ‘ha un gran culo’. E, ovviamente, il culo è il più universale obiettivo erotico. Lo documentano tutti i film di Tinto Brass. La ragione è semplice: il culo è maschile e femminile, in natura è il doppio dei singoli organi sessuali, ha il pubblico più vasto di amatori.”
Il popolare social network già aveva fatto aggiudicare alla precedente mostra  “Seduzione e Potere. La donna nell’arte tra Guido Cagnacci e Tiepolo”, a cura di Vittorio Sgarbi e Antonio D’Amico, ospitata nella medesima sede fino al 3 dicembre 2017, il ‘bollino rosso’ indicando come “non appropriate ad un pubblico non adulto” le meravigliose opere d’arte che raccontavano la bellezza femminile tra Cinquecento e Settecento.
Incriminate le scollature ardite, i seni procaci, le spalle scoperte. 
Questa volta, dopo lo scandalo di Cambridge Analitiyca, che ha riguardato il furto di oltre 50 milioni di profili Facebook, è incredibile che il più famoso social network censuri un nudo artistico, metafisico, quasi trascendente nella sua universalità, come quello del Maestro Luciano Ventrone. Questa non è pornografia ma arte, bellezza pura. Non è pelle nuda bensì dipinta in una fusione di luce, forma, colore che rapisce i sensi dello spettatore. Dove è lo scandalo? Un
sedere?
Vittorio Sgarbi in risposta esclama che “anche la Venere Callipigia del Museo Nazionale di Napoli punta tutto sulla ostentazione della sua parte posteriore, con tale convinzione da voltare la testa essa stessa per guardarsela in una irresistibile attrazione. Non diversamente fa l’Ermafrodito del Louvre, celeberrima scultura concepita, nella originale posa dormiente, per mostrare le forme del culo, nella evidente ambiguità del sesso”.

La mostra, visitabile fino al 28 ottobre 2018 e promossa dal Polo Museale città di Gualdo Tadino, con il patrocinio del Comune di Gualdo Tadino, è organizzata dall’Associazione Archivi Ventrone.