sabato 26 maggio 2018

Castrocielo, strage di pini secolari

È motivo, e non solo per chi scrive, non di sorpresa ma di terrore assistere a tale tristissimo  spettacolo di almeno venti pini secolari abbattuti lungo la Casilina, a destra e a sinistra della strada, in comune di Castrocielo.
Sorpresa è poco, sbigottimento è il termine corretto: gli unici che avrebbero potuto  impedire tali fatti criminali sarebbero stati  i cittadini stessi principalmente  oppure le Forze dell’ordine e la Magistratura.  Lo spettacolo di almeno venti maestose creature ridotte a pezzi e ancora nei posti dove  si levavano nobili e innocue, dimostra che i cittadini non esistono a Castrocielo, che le forze dell’ordine rincorrono ubriachi e ladri ma non assassini di alberi e la Magistratura non vede o, il che è lo stesso, non è stata informata del massacro.
È da chiedersi come può essere accettabile e ammissibile che piante della circonferenza di almeno tre metri, quindi della età di ottanta-cento anni si possano abbattere così impunemente e facilmente, ignorando, tra il tantissimo altro, il contributo vitale  che danno, gratuitamente!, alla esistenza  dell’essere umano, senza contare lo spettacolo impagabile, e gratuito!, della loro immagine e  della loro presenza e dell’ospitalità che offrono agli uccelli e ad altre creature.  Le piante abbattute erano in perfetta salute, solo visibilmente  trascurate e probabilmente mai potate e accudite, come è costume delle società barbariche e quartomondiste e perciò pericolose. Inoltre, per quanto comprensibile, nessunissimo visibile ‘rischio cedimento’ ma soprattutto nessun visibile cenno di ‘sradicamenti’ o di ‘sconnessioni del manto stradale’. Quindi, gratuita e vile violenza ai danni di innocue e indifese  creature. Tutti rei: il Comune per primo, la Provincia pesce in barile come sempre, l’Astral il boia.  
Il Comune di Castrocielo stando ai fatti ha una particolare  predilezione per  ‘la salute pubblica’, per ‘la incolumità dei cittadini’ , per ‘il manto stradale’, ecco le sue parole: “urgente necessità”, “una vera fonte di pericolo incombente per il transito dei veicoli. Infatti sono visibilmente pericolanti. Inoltre, le loro radici hanno sconnesso il manto stradale, con grave pericolo per la incolumità pubblica". Sono le medesime  parole che nella loro perentorietà e nel loro tono imperioso e categorico, può aver  espresso qualche anno addietro il sindaco di Aquino in merito alle piante, ormai in ragione di poche unità, che si levano  sulla Casilina nel suo comune, anche lui tutto afflato lirico e altruismo e solidarietà e che ordinò di abbattere: per fortuna sia le associazioni di Fare Verde e la Consulta dell’ambiente nonché anche alcuni ‘cittadini’ si levarono contro tale criminale provvedimento e la cosa finì. Ma a Castrocielo come detto, tutti morti: le autorità che hanno assistito ignave allo scempio, le associazioni  -ed è incomprensibile-,  soprattutto gli inesistenti cittadini.  Il Comune di Castrocielo è già dal 2014 che ha iniziato a scrivere a provincia ed ASTRAL per l’abbattimento!  A proposito di questo afflato lirico del Comune di Castrocielo per i suoi ‘cittadini’ e soprattutto per gli automobilisti, c’è da ricordare che quando usci la legge degli autovelox, se non ricordo male fu tra i primi a impiantarne addirittura due, sulla Casilina, sempre per ‘ la incolumità’ e la ‘solidarietà’ e ‘l’altruismo’ verso gli automobilisti, non per  i soldi che si potevano incassare !!!  
Quel Grande Uomo vissuto venti secoli fa che ben conosceva il mondo, definì  ‘sepolcri imbiancati’ una certa miserevole, pertanto pericolosa, umanità.    
E’ una maledizione che ancora si  abbattano alberi maestosi per le più varie e sovente insulse se non mafionesche motivazioni: la gloriosa Casilina, la strada più antica della Regione se non d’Italia, era tutta fiancheggiata in prevalenza da nobili querce: si immagini quale spettacolo e quale ristoro  e quale sinfonia di suoni e canti  e quale beneficio  esistenziale. A poco a poco sono state annientate  in cambio  dello spettacolo che si ammira guardandosi attorno. Parrebbe che i ciociari abbiano  un particolare odio o indifferenza per le piante, come gli incendiari e i piromani e i  bracconieri: si è mai visto che si abbattano vecchie e pericolanti case abbandonate oppure scheletri di cemento armato che abbruttiscono l’ambiente magari da venti anni? Si è mai visto un sindaco che fa abbattere la casa abusiva o altro abuso? Si è mai visto punire chi butta cartacce o altro per la strada? E invece gli alberi sì. Non solo non vedi mai che vengano curati o potati, non  solo non vedi mai piantarne uno, ma soprattutto non si ha nessuna idea di come trattarli e curarli  e le rare volte che li potano, in realtà li capitozzano: vadano in  Germania o in Francia per imparare o in Israele  per capirne significato e messaggio:  le piante qui non rovinano il ‘manto stradale’, non sono un ‘pericolo per gli automobilisti’ anzi  semmai è proprio il contrario: tutti gli immensi viali di Parigi ma anche altrove in Europa, sono fiancheggiati da piante di alto fusto anche esse secolari ma non vedi manti stradali rovinati: perché? Si vada a vedere e ad imparare! I ciociari invece hanno grande cura e rispetto per i loro ‘fioriti’, ma ignorano che cosa sia ‘manutenzione, ‘ ’cura’, ‘la gestione intelligente’: infatti la politica è: distruggere, mandare in rovina così poi si ricomincia daccapo e la moneta circola! E quindi sempre lampioni nuovi,  fogne nuove, marciapiedi rifatti dopo cinque anni, bitumazione stradale dopo sei mesi ecc. 
Michele Santulli