giovedì 12 aprile 2018

Teatro, Nadia Bengala a Fattitaliani: recitare rende eterni. L'intervista

Buona la prima della “La Famiglia nel pallone”, commedia brillante scritta da Antonio Covatta e Alessandro Bonanni al Teatro Cyrano di Roma con Antonio Covatta, Nadia Bengala, Edoardo Busterna, Raffaella Alterio. Regia Fabrizio Perrone.
Un'ora e mezza da ridere con una famiglia strampalata e apparentemente felice, Doriana cassiera all’Ikea e Walter ex comico direttore artistico di un club privé, con due figli, una blogger di nome Diana, (per i suoi followers Dyana) continuamente online e un calciatore di serie A, Marco un ragazzo circondato da una grande quantità di belle donne e catapultato nella fama delle celebrità.
Un quadretto che vive una realtà parallela nelle trasmissioni tv, ma che non sa aprire gli occhi alla bellezza dell’incontro con l’altro, una routine nei nostri tempi. Frizioni, fratture e incomprensioni emergeranno tra tutti i componenti del quadretto familiare apparentemente felice, in particolar modo tra marito e moglie, che saranno costretti a prendere una decisione importante, che a differenza di come ci si aspetterebbe, in questo caso renderà tutti felici.
L'intervista di Emanuela Del Zompo a Nadia Bengala.
Ciao Nadia, parlaci dello spettacolo appena terminato, che messaggio dà al pubblico secondo la tua opinione?
Lo spettacolo è uno spaccato di alcune realtà della "famiglia moderna" se vogliamo così definirla: rappresenta i ragazzi di oggi troppo presenti sui social e sottolinea la differenza generazionale dei genitori, il matrimonio in crisi, quindi piuttosto che litigare meglio separarsi, e i compromessi che ne derivano e che a volte bisogna accettare per quieto vivere. Doriana viene definita una Milf, perché ha una relazione con il figlio di un amico di famiglia. Suo marito fa un lavoro particolare, gestisce un club privè quindi il messaggio o i messaggi che ne derivano da questa commedia esilarante sono diversi... e vissero felici e contenti da separati! Io penso che quando le cose non vanno bene fra moglie e marito, meglio prendere strade diverse... Ci sono coppie che hanno rapporti migliori dopo che si separano ed anche i figli non risentono di quel malessere che si crea quando una coppia non va più d'accordo. Una frase che ho fatto mia è meglio vivere senza ipocrisia e con la realtà di quello che si è piuttosto che vivere nella menzogna. Ritengo che le cose quando non vanno non si possono forzare a mantenere nel loro stato. La vita deve essere fatta di equilibrio ed armonia.
Ti rispecchia il personaggio che interpreti?
In un certo senso sì, voglio dire che io sono una molto precisa in casa (anche se questo può sembrare un aspetto banale), ad esempio quando faccio la spesa compro sempre quello che dico io! Non critico mai i miei personaggi, cerco per lo più di capirli. Ad esempio Doriana sceglie di avere una relazione con un compagno più giovane, io non starei mai con un toyboy: non rientra nelle mia personalità.
Hai un sogno nel cassetto?
Sì, realizzare un film che ho scritto e che reputo mi rappresenti sia come attrice che come regista. Mi sento portata per la regia e vorrei affrontare questa prova.
Come si definisce Nadia Bengala? Cosa volevi fare da piccola?
Mi sento ancora un po' bambina: ho dedicato molto tempo alla famiglia e tutte le cose che ho fatto nell'ambito del mio lavoro sono capitate, ossia non ho mai dedicato tempo alla ricerca di provini o di parti da recitare... Sin da piccola volevo fare l'attrice. Molte volte mi mettevo davanti allo specchio e parlavo a me stessa per condividere delle emozioni che potevano essere una gioia, un dolore. Amo molto aiutare gli altri e questo mi permette di capire le emozioni delle persone e di comunicare con loro. Infatti un altro mestiere che avrei voluto fare è la psicologa.
Cosa significa per te fare l'attrice?
Vivere per non morire: quando avevo 5-6 anni ho visto Totò in tv e lui era già scomparso. Questo grande attore mi piaceva in modo esagerato e non sopportavo l'idea che fosse morto. Chiedevo a mia madre chi fosse e quando lei mi disse che era morto mi sono rattristata e sono andata in crisi piangendo. Da qui è nata l'idea di voler fare questo lavoro perché attraverso la recitazione le persone possono vivere oltre la morte. Un modo per rendere la vita eterna!

foto di Giancarlo Fiori