giovedì 5 aprile 2018

Segnalibro, Rosa Teruzzi a Fattitaliani: i libri sono amici che mi tengono compagnia. L'intervista

Rosa Teruzzi è tornata in libreria con "Non si uccide per amore" e con lei una nuova avventura delle tre detective del casello ferroviario di Milano. Il libro, edito da Sonzogno, è uscito il 29 marzo scorso. Fattitaliani l'ha intervistata per la rubrica "Segnalibro".

Quali libri ci sono attualmente sul suo comodino?
“La musa” di Jessie Burton, di cui ho amato molto il primo romanzo, “Il miniaturista”. “Agatha Raisin e una cucchiaiata di veleno” di Mc Beaton, l’ultima (o è la penultima?) avventura di una delle mie detective letterarie preferite. E infine “Cedi la strada agli alberi” di Franco Arminio, perché amo la poesia anche se non la capisco.
L'ultimo "grande" libro che ha letto?
È “grande” perché è curioso e affascinante, un libro d’avventura come i feuilletton che hanno reso felice la mia infanzia. Cacciatori di piante” di Mary e John Gribbin racconta la storia di dieci uomini e una donna, eccentrici e coraggiosi, che tra il Settecento e l’Ottocento si sono spinti fino ai territori  più inesplorati, in Africa, in Estremo Oriente e nella giungla amazzonica, a caccia di nuove varietà botaniche (semi e fiori) da importare in Patria, a rischio della propria vita.
Chi o cosa influenza la sua decisione di leggere un libro? 
I consigli, le recensioni, il titolo, la casa editrice (ce ne sono alcune che sono una garanzia, per me), ma soprattutto quella particolare magia che sprigiona un libro, quando lo “incontri” tra gli scaffali. Di solito, non scelgo un romanzo, ma ne vengo scelta.
Quale classico della letteratura ha letto di recente per la prima volta?
“Esercizi di stile” di Raymond Queneau. Straordinario.
Secondo lei, che tipo di scrittura oggi dimostra una particolare vitalità? 
Sinceramente non saprei rispondere. Non sono una teorica. Amo scrivere e ancora di più leggere. Tutto qui.
Personalmente, quale genere di lettura Le procura piacere ultimamente? 
Amo leggere romanzi, ma anche saggi di botanica e di neuroscienze. Alterno libri gialli, soprattutto italiani, a volumi di divulgazione scientifica. E rileggo spesso i classici, in particolare i grandi romanzieri inglesi e francesi. Quando sono triste, qualche pagina di Jane Austen o di Stevenson funzionano da antidepressivo naturale, per me.
L'ultimo libro che l'ha fatta sorridere/ridere? 
“Salone di bellezza per piccoli ritocchi” di Alexander McCall Smith. Perché, ogni volta, vengo catturata dalla bonaria saggezza della sua protagonista, Precious Ramotswe, la prima detective donna del Botswana. I libri che mi piacciono sono questo, per me: amici che mi tengono compagnia, di cui conosco i pregi e i difetti. E la voce.
L'ultimo libro che l'ha fatta commuovere/piangere? 
“Ogni cosa è illuminata” di Jonathan Safran Foer. Letto con colpevolissimo ritardo..
L'ultimo libro che l'ha fatta arrabbiare? 
Nessuno. Da molto tempo, applico il terzo dei 10 diritti del lettore secondo Daniel Pennac: il diritto di non finire un libro. Sono così numerosi quelli che desidero leggere e così poco il tempo per farlo che quando qualcuno non mi convince, non esito ad abbandonarlo.
Quale versione cinematografica di un libro l'ha soddisfatta e quale no?
Di solito non guardo film tratti da romanzi, per non rimanere delusa, ma qualche volta ci casco. Mi è successo nel caso di “Storia di una ladra di libri”, una classica pellicola hollywoodiana tratta da “La bambina che salvava i libri”.  Un romanzo toccante, un film glaciale.
Quale libro sorprenderebbe i suoi amici se lo trovassero nella sua biblioteca?
Un manuale di ricette di carne. O “le cinquanta sfumature” di qualunque colore
Qual è il suo protagonista preferito in assoluto? e l'antagonista?
Il Dottor Jekyll, il protagonista del mio libro cult, letto a 16 anni e riletto più volte. L’antagonista, ovviamente, è mister Hyde. Se penso a una protagonista donna, me ne vengono in mente moltissime, dalla Jo di “Piccole donne”, alla “Violetta la timida” di Giana Anguissola, alla grande, inimitabile, Miss Marple.
Lei organizza una cena: quali scrittori, vivi o defunti, inviterebbe?
Dumas e Stevenson. Sono sicura che avrebbero moltissime storie da raccontare.
Jane Austen a cui chiedere sagaci commenti sulla società e sulla politica. Giorgio Scerbanenco, perché Cecilia,  la figlia, mi ha fatto leggere i suoi appunti sul quarto libro (mai scritto) della saga di Duca Lamberti e vorrei saperne di più. Tra i contemporanei, Camilleri, Tracy Chevalier e Stefano Mancuso, per interrogarlo sui segreti della neurofisiologia delle piante.
Ricorda l'ultimo libro che non è riuscito a finire?
Come ho detto, applico il terzo diritto del lettore. L’ultimo romanzo che ho abbandonato era stato evidentemente scritto da un autore talentuoso seguendo alla lettera le indicazioni del marketing. Non leggo libri “furbi”, non mi interessano.
Quale scrittore vorrebbe come autore della sua biografia?
Sinceramente non è il tipo di libro che leggerei, a meno che a firmarlo non fosse Emilio Salgari o uno come lui, uno scrittore in grado di regalare alle mie giornate così ordinarie il brivido dell’avventura.
Che cosa c'è di Rosa Teruzzi in "Non si uccide per amore"?
“Non si uccide per amore” è una commedia gialla, con tre donne legate da vincoli familiari come protagoniste e un vecchio caso di cronaca da risolvere. Di mio c’è, sicuramente, la passione per i libri e per i fiori di Libera - la fioraia detective - e la convinzione che non si possa vivere in pace senza aver alzato il coperchio sui segreti del proprio passato. C’è la ricerca della poesia e del bello nelle piccole cose. E c’è l’amore incondizionato per Milano, la mia città. Giovanni Zambito.
©Riproduzione riservata
Ritrova qui le altre puntate di Segnalibro 
IL LIBRO "Non si uccide per amore" Casa editrice: Sonzogno Editori -  Pagine: 160, € 14.00
Un foglietto, ormai ingiallito, trovato in una vecchia giacca nel fondo di un armadio, riporta la memoria di Libera, la fioraia del Giambellino, all’episodio più doloroso della propria vita. Quella giacca è di suo marito, ucciso vent’anni prima senza che sia mai stato trovato il colpevole, e quel biglietto sembra scritto da una donna. Dopo essersi improvvisata detective, nei romanzi precedenti, per risolvere i casi degli altri, questa volta Libera trova il coraggio per rivangare le vicende del suo passato.
Con l’aiuto della madre bizzarra e di una giovane cronista di nera, e nonostante la vana opposizione della figlia poliziotta, si spingerà fino in Calabria per guardare in faccia l’amara verità.
L'AUTRICE
Rosa Teruzzi vive e lavora a Milano. Ha pubblicato per Sonzogno La sposa scomparsa (2016) e La fioraia del Giambellino (2017). Dopo aver lavorato per molti anni come cronista di nera, è ora caporedattore del programma tv Quarto Grado (Retequattro).