mercoledì 18 aprile 2018

Nasce il Comitato Promotore per la piena attuazione dell’articolo 3 della Costituzione


La petizione è stata presentata alla stampa a Roma nella Sala Valdese di Via Marianna Dionigi 59 (piazza Cavour) oggi mercoledì 18 aprile.

Si è costituito il Comitato Promotore per la piena attuazione dell’articolo 3 della Costituzione, primo e secondo comma: nessuna discriminazione nei confronti di nessun cittadino. Tutti i cittadini devono vedere rispettata la propria dignità e i propri diritti, riconosciuti dalla legge ma finora non concretamente esigibili. Le diversità che esistono all’interno della società non devono trasformarsi in motivi di disuguaglianza fra i cittadini. Il Comitato, formato da associazioni del mondo della disabilità e del disagio mentale e da accademici, lancia una raccolta di firme su un testo che chiede la piena attuazione dell’articolo 3 da trasmettere poi direttamente al Presidente della Repubblica, massimo garante della Costituzione. La petizione partirà mercoledì 25 aprile, data altamente simbolica, sul portale change.org.
La petizione è stata presentata alla stampa a Roma nella Sala Valdese di Via Marianna Dionigi 59 (piazza Cavour) oggi mercoledì 18 aprile. Durante l’incontro sono state spiegate le ragioni e le modalità della mobilitazione da: Antonello D’Elia, presidente di Psichiatria Democratica, Antonella Falugiani, presidente del CoorDown, e Virginio Massimo, presidente di Insieme Uguali e Diversi e di Tutti Nessuno Escluso.
“Da troppo tempo - ha introdotto Massimo - le persone con disabilità e con disagio mentale continuano ad essere pesantemente penalizzate. Interventi normativi previsti a loro favore non si sono tradotti in diritti concretamente esigibili. E anche i provvedimenti presi formalmente a loro favore nell’ultima legislatura hanno determinato sostanzialmente un ulteriore peggioramento delle condizioni di vita delle persone più deboli. Questo devastante attacco al Welfare che si accompagna ad una privatizzazione selvaggia dei servizi configura un quadro sconfortante dal quale è necessario partire per cambiare radicalmente le cose. Fino a questo momento le associazioni non sono riuscite ad ottenere dei risultati significativi in grado di rovesciare la situazione. Bisogna ripensare radicalmente la questione e metterci tutti in gioco. Per ottenere la completa esigibilità dei diritti è indispensabile andare alla fonte prima del rispetto dei diritti e della dignità di tutti i cittadini che è l’articolo 3 della Costituzione, comma primo e secondo. È l’articolo sicuramente fondante della Carta Costituzionale. Prevede tutti i diritti, cioè il massimo possibile dei diritti per tutti i cittadini senza differenziazione. Il primo comma fa riferimento ai diritti che vanno garantiti a tutti i cittadini a prescindere dalle differenze individuali, e questa è un’area che si collega all’affermazione dei diritti civili, diritti in difesa dei diversi; mentre il secondo comma fa riferimento ai diritti sociali contro ogni forma di disuguaglianza. Le forze politiche e sindacali non sono state in grado assolutamente di dare una risposta soddisfacente ai bisogni delle persone fragili, categoria questa molto più ampia di quella che unisce solamente quelle con disabilità o disagio mentale. Bisogna basarsi su un’iniziativa che parta dal basso e coinvolga in prima persona tutti coloro che sono penalizzati a vario titolo nella società. È necessario costruire insieme un’iniziativa direttamente partecipata e portata avanti su base volontaria facendo leva sulla responsabilità diretta di ciascuno dei partecipanti, costituendo una realtà autonoma e indipendente da gruppi di interesse e da lobby o da partiti. È una scommessa difficile su cui vale assolutamente la pena di impegnarsi. Quindi, se vogliamo che i diritti per tutti siano concretamente esigibili, è necessario allargare il più possibile l’area dei cittadini potenzialmente disponibili a sostenere questa iniziativa, innanzitutto sostenendo la raccolta delle firme che noi proponiamo sotto il nostro ‘manifesto appello’ e, successivamente, con la partecipazione all’attività nel Comitato nazionale per la piena attuazione dell’articolo 3 della Costituzione”.

“CoorDown in questi anni ha investito molte risorse affinché vi fosse un cambiamento culturale verso la disabilità – ha dichiarato Falugiani -. Molte cose sono cambiate, ma ancora lo stigma sociale e la discriminazione impediscono a tante persone con disabilità la piena partecipazione nella vita della comunità, ed è per questo che abbiamo abbracciato con entusiasmo l’idea della nascita di un Comitato che rivendichi l’applicazione delle leggi, perché si rende sempre più necessaria una concreta esigibilità di uguali diritti per tutti in virtù della comune dignità e cittadinanza”.
“Psichiatria Democratica aderisce al Comitato Promotore per la piena attuazione dell'articolo 3 della Costituzione – ha affermato D'Elia -. La legge 180, che regolamenta i trattamenti sanitari obbligatori e rifonda l'assistenza psichiatrica nel nostro paese, non è un provvedimento legislativo limitato alla salute mentale, ma si riferisce nella sua sostanza alla Costituzione e alla questione dei diritti, in primis quelli relativi alla dignità della persona e all’accesso alle cure. Non solo una prova di civiltà contro la barbarie manicomiale ma un richiamo all'affermazione che i pazienti psichiatrici sono soggetti, cittadini da curare e non da rinchiudere in quanto, per definizione, pericolosi. A quarant'anni da quella legge, e a settanta dalla Costituzione, molte cose sono cambiate ma altre sono rimaste in sospeso ed altre ancora stanno di nuovo cambiando con un inquietante ritorno al passato, ed è questo il motivo per cui Psichiatria Democratica si impegna insieme ad altri in questo Comitato. La crisi del Welfare, la contrazione della spesa, la diffusione di un atteggiamento sbrigativo ed evitante nei confronti dei problemi sociali stanno minando alla base quel tessuto di pratiche e quella cultura che hanno permesso di affermare un modello non solo sanitario ma di società. E se prima i luoghi di sospensione dei diritti sanciti dalla Carta Fondamentale erano le istituzioni totali in cui matti, bambini abbandonati o disabili, vecchi e detenuti venivano sostanzialmente abbandonati, il quadro contemporaneo ha aggiunto a quelle categorie altri soggetti all'esclusione, come i migranti e i rifugiati, ed altri luoghi della segregazione. E questo avviene nel circuito della Salute Mentale, con il moltiplicarsi di posti letto convenzionati e l’impoverimento dei Servizi territoriali, nell’ambito dell’assistenza ai minori e agli anziani, nella delega al privato sociale dell'assistenza ai disabili adulti, nella realtà sempre più inquietante delle carceri e delle REMS, le nuove residenze per i rei folli, che hanno sostituito i vecchi ospedali psichiatrici giudiziari con una rete diffusa di nuovi spazi di separazione dove le cure sono farmacologiche e non c’è spazio per la relazione e per il reinserimento. Per non parlare dei CAS, degli SPRAR e di tutte le nuove forme di concentrazione reclusoria per gli stranieri che arrivano nel nostro paese. È per questo che la battaglia di Psichiatria Democratica non si ferma e trae forza anche affiancandosi ad altre associazioni e sigle che, pur se in ambiti diversi, perseguono le medesime finalità”.

Il Disability manager di Roma Capitale Andrea Venuto ha dichiarato: “Non poteva mancare la presenza dell’amministrazione capitolina su un tema così importante. Spero che tutte le minoranze, non solo le disabilità, siano riconosciute uguali sui diritti da esigere. Auguro la massima condivisione di questa iniziativa che punta a rendere fattivo e operativo l’articolo 3 della Costituzione”.

Il pastore della Chiesa valdese Giuseppe Platone ha sottolineato: “Noi come valdesi sappiamo la fatica di attuare la Costituzione. Ci impegneremo come piccola realtà confessionale italiana. Le persone, ma anche le religioni debbono essere rispettate in egual misura davanti ad uno Stato che sia laico, senza corsie di privilegio. In uguaglianza e trasparenza possiamo ricostruire il nostro Paese. L’attuazione dell’articolo 3 è una sfida giuridica, una sfida parlamentare, una sfida per noi”.

Sandro Paramatti di Tuti Nessuno Escluso ha portato i saluti di Nina Daita, responsabile Cgil nazionale Politiche della disabilità, che è pronta a mettere a disposizione del Comitato promotore per la piena attuazione dell’articolo 3 la Rete nazionale Cgil per allargare la mobilitazione.

La testimonianza di Fabio dalla provincia di Novara in un’email al Comitato promotore: “Poiché sono tra coloro che si sono, ormai da tempo, resi conto che i disabili, in genere, sono trattati diversamente dagli altri cittadini italiani, sento il fortissimo desiderio di apporre alla vostra petizione la mia firma”.

Comitato Promotore: Insieme Uguali e Diversi, Tutti Nessuno Escluso, CoorDown, Ylenia e gli amici speciali, Habitat per l’Autismo, Aresam, Oltre le Barriere, Psichiatria Democratica, C.A. Redi - Università di Pavia, G. Destro Bisol – Università La Sapienza di Roma