lunedì 9 aprile 2018

L'attore Marco Iannitello a Fattitaliani: rubo i personaggi dal mondo che mi circonda e poi li rendo miei. L'intervista

Marco Iannitello, attore, ci racconta la sua professione e la sua arte. Intervista di Andrea Giostra.

Ciao Marco, benvenuto e grazie per la tua disponibilità. Se volessi presentarti quale artista della settima arte ai nostri lettori, cosa diresti di te? Come ti presenteresti per far sapere cosa fai e chi sei nel mondo del cinema e della recitazione?
Ciao Andrea!
Come molti attori sono una personalità particolare, nella vita privata sono molto riservato e tengo tantissimo alla mia famiglia, mentre sul lavoro cambio totalmente.
Ci parli dei tuoi ultimi lavori e dei lavori in corso di realizzazione? 
Tra i miei ultimi lavori, oltre a girare una serie di spot con “CaimanivideoLab” per la catena di cinema Giometti, sto lavorando ad un cortometraggio di Elisa Possenti di prossima realizzazione che verrà girato questa estate in Sicilia e nel quale sarò uno dei 3 protagonisti. Il corto diventerà poi un lungometraggio e con questo progetto inizierò ad addentrarmi anche nel mondo della produzione cinematografica. Inoltre, sono nel cast del film “Prima che la Notte” di Daniele Vicari.
Come definiresti il tuo stile recitativo? C’è qualche attore al quale ti ispiri? 
Mi hanno sempre definito un attore molto malleabile, infatti nella mia carriera ho rappresentato ruoli dal comico al drammatico. Comunque, quest’ultimo è lo stile che prediligo. Non ho un attore a cui mi ispiro, rubo i miei personaggi dal mondo che mi circonda e poi li rendo miei.
Quanto è importante nella tua professione, nella tua arte, lo studio e la disciplina artistica?
Fare l’attore è studio ed impegno. Ma il talento è la cosa che assolutamente non può mancare, diciamo che serve disciplina e tanta forza di volontà.
Chi sono secondo te i più bravi registi nel panorama internazionale? E con chi di loro vorresti lavorare e perché? E quali invece i registi italiani che ammiri di più? 
A livello internazionale amo molto i film di Stanley Kubrick, dato che sono un amante del genere Horror. Tra i registi italiani che preferisco c’è Matteo Vicino perché trovo brillanti le sue commedie e Manetti Bros con cui ho avuto la fortuna di lavorare tre volte, mi piace il loro stile registico. Quindi, se mi chiedi con chi vorrei lavorare direi Vicino, i Manetti e poi ovviamente con Ron Howard (magari!!!). 
Quanto è importante la sceneggiatura in una produzione cinematografica? Chi sono, dal tuo punto di vista, gli sceneggiatori contemporanei più bravi? 
La sceneggiatura è la spina dorsale di un film, se è scritta bene semplifica sia il lavoro del regista che degli attori che la devono interpretare. Tra i miei sceneggiatori preferiti c’è Nicola Guaglianone, presente in una serie televisiva che ho girato, “Anna e i 5”. Tra le sue sceneggiature che amo c’è “Indivisibili”. 
Come è nata la tua passione per la settima arte?
Diciamo che ho iniziato a recitare grazie ai miei genitori, da piccolo ero un bambino iperattivo e i miei non sapevano come tenermi fermo. Così, un giorno mi iscrissero ad un corso di recitazione che poi è diventata la mia passione ed il mio lavoro.
Perché secondo te oggi il cinema, il teatro, sono importanti e vanno promossi e seguiti? 
Il Cinema ed il Teatro sono cultura, andrebbero introdotti anche nelle scuole in maniera più presente. Permettono di crescere ed aprirsi al mondo esterno e credo siano un metodo educativo/terapeutico molto valido. 
Un’ultima domanda Marco, immaginiamo che ti trovi in un teatro, per esempio il Teatro Massimo di Palermo, per assistere ad uno spettacolo che ha a che fare con il mondo del cinema. Il conduttore è in ritardo e gli organizzatori, che tu conosci bene, ti chiedono di intrattenere per dieci minuti la folta platea composta di adolescenti appassionati di cinema. Cosa diresti loro, nei pochi minuti che ti sono stati concessi, per intrattenerli sul mondo della settima arte, per catturare la loro attenzione in attesa che arrivi il vero conduttore e dia il via allo spettacolo? 
Farei un riassunto di tutte le domande precedenti, parlerei della mia storia e di quello che è il cinema adesso, ma mentre davanti ad un pubblico di un teatro o dietro ad uno schermo, sono molto sciolto, fare il presentatore non è proprio il mio mestiere e avrei moltissima ansia (non amo stare al centro dell’attenzione!).
Foto: Flera Project

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Marco Iannitello
marco_iannitello_official (Instagram)

Andrea Giostra