martedì 17 aprile 2018

GALERIE MAISON NAIM, "ICONIC PUZZLE" LA MOSTRA DI ANCILOTTO E PACANOWSKI: dal 18 aprile

Arte come indagine sul soggetto umano in tutte le sue molteplici identità, nelle sue trasformazioni d’apparenza e sostanza, nel suo immergersi dentro i codici del tempo attuale.

La curatrice d’arte Miliza Rodic descrive così la mostra d’arte contemporanea intitolata Iconic Puzzle, che inaugura Mercoledì 18 Aprile 2018 - alle ore 18.00 alle ore 23.00 - presso i nuovi spazi espositivi della Galerie Maison Naim in Via Mario de Fiori 5, nel cuore della Capitale.
“Ho voluto mettere a confronto” - spiega Rodic - “gli immaginari di due artisti italiani - Camilla Ancilotto e Andrea Pacanowski - che, seppur assai distanti per linguaggio e risultati, si ritrovano vicini nella coscienza del frammento, della stratificazione, della densità estetica. Due visioni complesse che nascondono e svelano, coinvolgendo lo spettatore nel gioco ottico della rivelazione lenta, come una morbida messa a fuoco che cattura il cuore nascosto delle cose”. 
La Galerie Maison Naim apre, dunque, le porte ad iniziative culturali per promuovere le arti visive attraverso la fusione trasversale di più artisti.  Qui, pochi passi da Piazza di Spagna – all’interno di un contesto originale ed insolito -  l’imprenditore Massimo Naim, ha deciso di dar vita a un nuovo progetto molto ambizioso: realizzare una galleria d’arte con stile e sapore internazionale, posta un piano sotto alla sua boutique hotel di lusso, Spagna Royal Suite e inserita nel circuito Le Rêve de Naim. L’apertura della mostra è anche l’occasione di presentare Chez Moi, il nuovo ristorante incastonato all’interno della Galerie Maison Naim, dove l’arte si fonde con l’alta cucina internazionale.
L’obbiettivo di Massimo Naim è quello di creare un luogo insolito per una città come Roma dove poter ritrovare, nel medesimo contesto, arte contemporanea, piatti gourmet d’autore ispirati alla tradizione fusion e un hotel di lusso.
“E’ un progetto” – spiega Naim – “dedicato a un pubblico internazionale che apprezza l’arte contemporanea italiana e non, ama la buona cucina e l’estro. I piatti del bistrot interno Chez Moi sono il risultato di una attenta ricerca e intreccio tra gusto e presentazione. Il cibo è cultura, bellezza, eccellenza ed è in continua evoluzione, specchio delle più raffinate contaminazioni”.  
Chez Moi propone una cucina fusion e sushi di altissimo livello; può ospitare un massimo di dodici persone. Non esiste un vero e proprio menù poiché lo chef prepara, di volta in volta, dodici portate ispirate alle opere d'arte esposte nella galleria.
La mostra Iconic Puzzle si può visitare dal 19 Aprile al 1 Giugno 2018; per appuntamenti info@galeriemaisonnaim.com e +39 347/7744495.

Press Office – Emilio Sturla Furnò +39 340 4050400 - info@emiliosturlafurno.it
CAMILLA ANCILOTTO 
Le sue opere sono puzzle pittorici dalle molteplici chiavi compositive. In pratica, girando i singoli parallelepipedi (o altre forme geometriche) su una griglia chiusa, si completa una singola immagine o si mescolano assieme immagini diverse. Viene a crearsi un’interazione in cui il fruitore potrà cambiare l’ordine sequenziale e, soprattutto, entrare nel principio del pensiero originario, completando un’opera che chiede azioni manuali e libertà inventiva. Le immagini di riferimento sono prelievi da pittori storici (Bronzino, Michelangelo, Pontormo, Rubens…) o da antiche sculture (le teste marmoree al British Museum) che vengono plasmati attraverso metamorfosi e fusioni. In particolare emergono diversi animali dalle vite letterarie e dal valore metaforico (pappagalli, giraffe, calamari, piovre, iguane…) che catturano l’atmosfera coi loro pattern esplosivi, intriganti, tattilmente vivi. Un mondo d’energia in azione, di frangenti letterari insinuanti, di sinestesia e nuovi confini. Umano, animale e vegetale che s’incrociano in un flessuoso rito armonico, animando l’eden di un luogo immaginario eppure immaginabile, vicino ai nostri sensi, mentalmente reale. 
www.camillancilotto.com

ANDREA PACANOWSKI
Le sue opere sono puzzle fotografici che rompono diverse certezze su usi e abusi del digitale. Per Pacanowski ogni scatto è un viaggio unico dal ritmo analogico, un’immersione lenta che richiede conoscenza tecnica, invenzione, ribaltamento di regole in apparenza immobili. L’immagine finale è il risultato di riprese, combinazioni, luci di scena e altri trucchi che l’autore ha affinato nel contesto della Moda, il suo luogo d’origine professionale, spazio ambiguo di erotismi lussuosi e perfezionismi ormai robotici. L’artista sentiva il limite della postproduzione, del digitale come dittatura fashion: ed eccolo sfidare la messinscena elettronica, preferendo i codici lenti di un habitus interiore, dove la pelle fotografata diventa geografia complessa, dove colori e tonalità definiscono l’invisibile, dove graffiature e segni amplificano l’energia iconografica. Le sue azioni sono scie sonore che mappano le armonie sinuose, localizzano dettagli, ampliano i segnali emotivi dietro un corpo. La fotografia prende qui il ritmo lento della pittura, rivelando una qualità metafisica che ci conduce in un rituale misterioso, ascetico, fatalmente spirituale. 
www.andreapacanowski.it