martedì 24 aprile 2018

Cortometraggi, “Una Vita da Sogno” di Nando Morra. La recensione di Fattitaliani

“Una Vita da Sogno” (2018), di Nando Morra. Recensione di Andrea Giostra
Il Corto “Una Vita da Sogno”, scritto e diretto dal regista e attore napoletano Nando Morra, tratta il problema dell’eutanasia da una prospettiva che non è quella consueta del dolore o della sofferenza insopportabili, e neanche quella del cosiddetto accanimento terapeutico quando la coscienza e le forze dell’essere umano sono venute meno da tanto tempo per la malattia persistente. La prospettiva narrativa è quella della impossibilità di esercitare la propria volontà, ovvero, come fa Morra citando nei titoli di coda Jean-Jacques Rousseau, «La libertà non consiste tanto nel fare la propria volontà quanto nel non essere sottomessi a quella altrui».
L’eutanasia, o come scrivevano gli antichi filosofi greci e romani, “la morte bella, tranquilla e naturale, accettata con spirito naturale, e vista come il perfetto compimento della vita”, nella storia occidentale non ha mai avuto un’accezione negativa come dal ventesimo e Ventunesimo e secolo. Basti pensare che solo qualche anno fa, nel 2009, la bravissima scrittrice Michela Murgia, con il suo romanzo “Accabadora”, pubblicato da Einaudi e vincitrice del Campiello 2010, affrontò questa questione da una consolidata e accettata prospettiva culturale popolare sarda, dove la morte dolce, concepita come liberazione dalla sofferenza famigliare, è gestita da coraggiose e rispettate donne della Sardegna, chiamate appunto Accabadora, che non trovava nulla di moralmente o eticamente scandaloso in una cultura millenaria quale quella dell’isola italiana.
La prospettiva narrativa di Morra, nel corto del quale stiamo scrivendo, pone al centro dell’attenzione la libertà, e in un certo qual modo l’impossibilità di esercitare in pieno il libero arbitrio cristiano. Gli spunti di riflessione che il film innesca nello spettatore, sono molteplici e dipendono certamente dai pregiudizi, dai preconcetti, dalla cultura, dall’esperienza di ognuno di loro. Anche la prospettiva medico-sanitaria, che non necessariamente deve significare sostituirsi a Dio, assume a questo punto una dimensione diversa, almeno se vogliamo prendere spunto dalle parole del Giuramento di Ippocrate, quelle nelle quali il medico giura di «…Regolare il tenore di vita per il bene dei malati secondo le sue forze e il suo giudizio…».
Le riflessioni, le valutazioni e i giudizi, li lasciamo allo spettatore che avrà modo di guardare “Una Vita da Sogno”.

Il corto racconta la vita di Pietro, un uomo vitale e sportivo, vittima di un incidente che gli provoca danni permanenti che lo costringono all’immobilità e a gravi limitazioni comunicative. Pietro chiede alla moglie di essere liberato per sempre da quello stato.

Scheda:
Titolo originale: “Una Vita da Sogno”
Regia di Nando Morra
Produzione Nando Morra
Distribuzione RAMPA FILM a.p.s.
Sceneggiatura Nando Morra
Musiche di Adriano Martorana
Con Nando Morra (Pietro), Thayla Orefice (Giulia), Gregorio Del Prete (Eduardo), Ilenia Zanfardino (Chiara)

Nando Morra

Andrea Giostra