giovedì 26 aprile 2018

Carlo Susara, Letteratura, storia e musica nel cuore dello scrittore lonatese. L'intervista di Fattitaliani



di Laura GoriniAma la scrittura, la storia, la musica e la letteratura Carlo Susara. Lonatese doc, ha iniziato a scrivere perchè farlo ha rappresentato per lui un' urgenza. Speaker radiofonico e scrittore molto apprezzato anche  al dì fuori del territorio del Garda, ha unito nei suoi libri le sue più grandi passioni alla sana curiosità che lo porta a studiare con attenzione la storia.

Carlo, come si diventa scrittori?
Il tutto nasce dall' urgenza di farlo e da una grande curiosità di fondo su uno o più argomenti. Ma in primis lo si fa per se stessi perchè -per l' appunto- se ne sente il bisogno. Poi, una volta che a livello quantitativo ci si trova ad avere tra le mani qualcosa di sostanzioso, si inizia a rileggerlo con attenzione e  a sistemare tale materiale in maniera logica e ordinata.
Ma in che situazioni sono nati i tuoi primi tre libri?
Il mio primo libro dedicato a Volterra l' ho realizzato con il contributo di alcuni amici in loco che mi hanno incuriosito raccontandomi storie legate a questa importante città. Il secondo libro, sto parlando di "Storie Ramblers", è nato in seguito alla mia esperienza radiofonica presso Radio Onda D'urto con la quale collaboro tuttora. Grazie ad essa ho avuto modo di ascoltare con attenzione la musica dei Modena City Ramblers e di seguirli meglio anche per la rivista musicale "La civetta" che oggi non esiste più. E così è nato questo libro che non è un libro sul gruppo, bensì sui loro testi. 
Dunque, tu dai molta importanza ai testi quando ascolta un brano?
Credo che un musicista dovrebbe essere anche un autore se vuole essere considerato un artista con la "A" maiuscola e un musicista con la" M" musicista.
In tal modo può anche far crescere anche dal punto di vista culturale il suo pubblico. 
Chi consideri tali?
Due su tutti: Fabrizio De Andrè e Francesco Guccini. 
Abbiamo parlato dei tuoi  primi due libri ma non del terzo...
Il terzo l'ho scritto insieme ai miei cari amici Morando Perini e Damiano Scalvini e si intitola "Poi scese la notte". Dal mio personale punto di vista, posso affermare che ho sentito il bisogno di scrivere con loro questo testo perchè non volevo dimenticare alcune persone alle quali sono anche dedicate alcune vie a Lonato ma delle quali molti concittadini ignorano la loro storia e quindi anche la motivazione che ha portato a dedicare loro una via. E poi il periodo della seconda guerra mondiale che noi abbiamo analizzato intervistando persone anziane di Lonato in veste di testimoni di quel periodo, non è molto studiato sui banchi di scuola. Chiaramente a queste testimonianze, alcune delle quali veramente toccanti, abbiamo unito delle accurate ricerche storiche dei più importanti archivi dell' epoca. Il tutto mettendo al centro  il  diario narrativo dell' allora segretario regionale Giovanni Rovida.

credito foto: Damiano Conchieri