giovedì 22 marzo 2018

Turner. Opere della Tate, 92 lavori del pittore inglese in mostra da oggi al Chiostro del Bramante

Dopo cinquanta anni dalla ultima monografica a Roma in una galleria di Piazza Mignanelli chiusasi, per la verità, senza grande successo, si inaugura il 22 marzo, al Chiostro del Bramante la mostra “Turner. Opere della Tate”, una raccolta di  92 lavori del pittore inglese Joseph Mallord William Turner (1775 – 1851); si tratta di studi, schizzi, acquerelli e dipinti ad olio facenti parte della sua enorme produzione artistica, oltre 30.000 lavori, raccolti e conservati per la maggior parte presso la Tate (complesso di quattro musei di cui due, i più importanti, a Londra, uno a Liverpool e uno a St. Ives in Cornovaglia) e conosciuti oggi sotto il nome di “Turner Bequest”.

Artista precoce ed estremamente prolifico, Turner elabora nei suoi lavori un linguaggio sorprendentemente moderno, libero e controcorrente. Importante esponente del Romanticismo pittorico inglese, cercò soprattutto nella luce e nei colori la sua realizzazione tanto da meritare, ancora in vita, l’appellativo di “pittore della luce” e di “primo tra i contemporanei”. In particolare i paesaggi diventano per la prima volta protagonisti assoluti delle sue opere in cui le forme sembrano dissolversi e scomparire per lasciare posto all’abbagliante energia dei colori che egli stesso impastava sulla tavolozza utilizzando non solo i classici colori giallo cromo, ocra, blu cobalto, rosso scarlatto ma mischiando con essi acqua di tabacco delle Indie, fuliggine e saliva, quasi a voler aggiungere una parte di sè alla composizione.
Soprattutto negli acquerelli presentati nella mostra si trova una perfetta fusione tra natura e romanticismo con effetti luministici e cromatici rarefatti ed evanescenti che creano vortici, spirali, nebbie e piogge, rompendo così con la tradizione classica della paesaggistica inglese per prefigurare già una qualche forma di impressionismo.
Appassionato viaggiatore, Turner venne anche in Italia, a Venezia, a Roma e in altre città di cui descrisse nei suoi quadri gli aspetti più intimi e segreti cogliendone il fascino che emanavano. Questa caratteristica ben risalta nelle opere esposte che, facendo parte di quelle realizzate non per la vendita ma per il suo esclusivo piacere, gli consentirono di esprimere al massimo grado il suo senso di libertà ed il suo estro creativo. Lo stesso curatore della mostra, David Blayney Brown, ne mette in evidenza questo aspetto quando afferma: “Sono opere che si distinguono per le loro caratteristiche più vicine ai momenti intimi del maestro rispetto a quelle eseguite per il pubblico o su commissione. Sono opere senza tempo, che potrebbero essere state realizzate ieri, oggi o domani”.
La mostra sarà aperta al pubblico sino al 26 agosto.
Articolo di Riccardo Bramante