mercoledì 14 marzo 2018

Sanremo Young, il Maestro Diego Basso a Fattitaliani: attraverso la musica si fa squadra. L'intervista

Alle battute finali Sanremo Young il teen talent di Rai 1, condotto da Antonella Clerici. La finale sarà il 16 marzo. 

Tutte le performance sono accompagnate dalla Sanremo Young Orchestra composta da ragazzi che hanno tra i 18 e i 25 anni, diretta dal Maestro Diego Basso.

Per saperne di più abbiamo intervistato il Maestro Diego Basso che ha selezionato i partecipanti di questa prima edizione di Sanremo Young.
Music, Ferrara Christmas Pop e Sanremo Young, un anno di soddisfazioni. Vogliamo iniziare da Sanremo Young? 
C’è la bellezza dell’orchestra composta da ragazzi che hanno tra i 18 ed i 25 anni e per loro è la prima esperienza di lavoro. Fare un’esperienza in diretta e sul palco di Sanremo è meravigliosa sia per loro che per me e per tutti noi.  I ragazzi selezionati sono travolgenti e hanno una vitalità pazzesca ed una personalità importante. Giovani talenti che arrivano da tutta Italia ma hanno anche una grande incoscienza ad affrontare un palco così importante e la prima serata Rai. Secondo me è un mix entusiasmante. Arrivano il mercoledì e in due giorni mettono in piedi delle prove importanti. È senz’altro una bella esperienza per me ma molto forte per loro, sia per i musicisti che per gli artisti. 

La loro incoscienza è dovuta alla giovane età o alla voglia di emergere visto che il palcoscenico della Rai potrebbe essere un trampolino di lancio? 
È sicuramente un punto di partenza e credo che la loro incoscienza sia dettata un po’ dal fatto di mettersi in gioco e un po’ dalla loro giovane età. È abbastanza normale. Non hanno sulle spalle una vita vissuta. Il palco di Sanremo è importante ma qualcuno di loro ha detto che neanche lo conosceva. Il fatto di essere giovani dà loro la possibilità di essere incoscienti.
La musica abbatte steccati e crea relazioni tra mondi diversi. Quanto è vero? 
La musica è un modo per comunicare. Noi comunichiamo con i ragazzi attraverso il dire e lo spiegare ma il contatto si stabilisce anche attraverso i pezzi che preferiscono, che scelgono e quelli che noi consigliamo. La musica serve a comunicare tra persone che lavorano insieme. Serve non solo a comunicare emozioni ma anche a creare un contatto tra di loro. Attraverso le note e la musica che suoniamo, condividiamo con loro delle cose, si crea un modo di fare squadra. 
La musica è passione, è professione. Qual è la differenza? 
Puoi fare la musica per passione ma devi farla bene, con rispetto. Non si può fare musica tanto per fare. Poi diventa una professione come nel mio caso che ho cominciato per passione, ho fatto qualcosa in Parrocchia e poi è diventata la mia professione. Va sempre affrontata con professionalità che da sola non basta, bisogna aggiungere la passione. Se sei appassionato a quello che fai, il risultato è eccellente. Se si ha un solo componente tra i due, non va perché le due cose devono andare insieme. 
Sul palcoscenico di Music per ben due volte, ci sarà anche la terza? 
Attualmente non è all’orizzonte, chissà! 
Com’è andata con Ferrara Christmas Pop?   
È diventato una tradizione. L’ultima volta lo abbiamo fatto sul palco del Teatro Comunale ed è stato molto bello. Lo si deve a due imprenditori, Olivio Vassalli e Giuseppe Cattani che guardano avanti e che attraverso la musica e la cultura fanno anche del bene perché si raccolgono fondi in un connubio tra impresa e sociale. 
Non può fare nomi ma ha già individuato qualche talento di Sanremo Young che andrà avanti? 
Secondo me ognuno di loro ha delle peculiarità. Sono dodici ragazzi che avranno un futuro roseo, chi più e chi meno. Sono convinto che tutti hanno talento. Li abbiamo scelti tra tantissimi ragazzi ma emergeranno senz’altro. Ricordiamo che Vasco Rossi è arrivato ultimo a Sanremo e lo porto sempre come esempio ai ragazzi. Sono ragazzi che hanno molto da dire e non ci resta che aspettare.

Elisabetta Ruffolo
Leggi qui gli articoli di Elisabetta Ruffolo