sabato 3 marzo 2018

MANUEL AGNELLI, “ROBERTO BAGGIO ERA IL MIO IDOLO. OGGI MI APPASSIONA MESSI, RONALDO UN ROBOCOP"

L’intervento dell’artista leader degli Afterhours e tifoso nerazzurro a RMC Sport: “Sono un tifoso acceso ma come tutti gli interisti quando giochiamo male non ho problemi a riconoscerlo”

"Com’è nata la mia passione nerazzurra? Mi sono disinteressato del calcio per un sacco di anni proprio per eccesso di tifo". Così Manuel Agnelli, leader degli Afterhours, nel suo intervento a RMC Sport. “Quando ero ragazzino a scuola, verso la fine degli anni Settanta e primi anni Ottanta, non si parlava di altro e lo si faceva in maniera abbastanza accesa e questa cosa mi aveva disgustato. Poi, mi sono riavvicinato al calcio quasi per gioco seguendo Roberto Baggio, che era diventato un po' il mio idolo. Ho abitato a Bologna per 3 anni a 50 metri dallo stadio dove lui giocava in quel periodo – ha spiegato Agnelli - e quando Baggio è arrivato all'Inter io mi sono fermato perché ho conosciuto dei personaggi che tifavano Inter, tra i quali il padre della mia attuale compagna, che avevano un modo di vivere il calcio meraviglioso, senza pressione: un tifo sano e divertente. Anche se l’Inter in quel periodo – ricorda - non stava ancora ottenendo dei risultati io mi sono riappassionato e mi sono fermato lì”.

“Un calciatore che oggi mi appassiona? Sicuramente a me ha fatto molto piacere l'avvento dei calciatori “piccolini”, tipo Lionel Messi, rispetto a un Cristiano Ronaldo che da un certo punto di vista è una sorta di Robocop" - ha confidato Agnelli a RMC Sport. "Questo perché hanno riportato un certo tipo di umanità, hanno riaperto un po' le possibilità anche ai ragazzini che non sono dotati di un fisico mostruoso di sognare e di sperare di poter diventare un giorno qualcosa. La poesia nel calcio vuol dire tantissimo ed è anche una delle ragioni del successo di questo sport, per cui il fatto di non dovere essere Robocop per ottenere certi risultati è stato un messaggio molto forte, per cui dico Messi tutta la vita".

Quando a Manuel Agnelli, durante il suo intervento a RMC Sport, viene chiesto se l'identità sia un valore che rischia di essere annacquato in un calcio che è diventato sempre più simile all'industria, vedi il passaggio dell'Inter dalla famiglia Moratti fino all'attuale proprietà cinese, il frontman degli Afterhours risponde così: "Si c’è un grosso rischio, però sappiamo tutti che nel calcio moderno senza capitali non vai da nessuna parte, quindi se lo scopo è quello di far vincere la squadra e di fargli fare grandi risultati, ed il lavoro è ancora molto lungo, questi capitali ci vogliono e sembrava impossibile averli quà".

"Che tifoso sono? Posso essere un tifoso anche molto acceso perché il tifo è tifo ed è anche una parte divertente. Però di solito tendo a essere anche abbastanza oggettivo, un po' come tutti i tifosi interisti: quando giochiamo male non ho problemi a riconoscerlo”. E tornando al tema dell’identità, aggiunge: “Fino a quando ci sono i tifosi interisti non rischiamo di perdere l’identità perché abbiamo un comportamento secondo me abbastanza unico all'interno della tifoseria".

Alla domanda se crede che lo sport debba veicolare importanti messaggi politici, culturali e sociali, l’artista a RMC Sport ha risposto: "Sarebbe bello se lo sport, e il calcio in particolare, dessero dei messaggi sociali e civili perché rappresentano un super cannone mediatico, per cui i messaggi che passano attraverso di loro possono arrivare veramente a milioni di persone. È quindi un crimine non usarli per scopi alti. Oggi è molto difficile controllare l'informazione attraverso internet e il web, quindi è comunque un discorso molto delicato, ma quando si parla di sociale e civile non rischiamo più di tanto. I messaggi politici invece preferirei di non venissero veicolati attraverso il calcio perché è una cosa un po’ troppo delicata da trattare in questo modo”.

E in merito al derby di domenica prossima Manuel Agnelli commenta sportivamente: "Faccio un grande in bocca al lupo ai cugini milanisti, sono sicuro che faranno una grande partita e avranno un grande risultato”.

In chiusura l’artista a RMC Sport ha dato qualche anticipazione sui temi che tratterà nelle prossime puntate del suo programma "Ossigeno", in onda giovedì su Rai3: “Nella terza puntata parlerò tanto di band e del perché forma una band. Lo chiederò sia agli Editors, un gruppo inglese, che ai Maneskin. Poi nella quarta puntata andremo a parlare del ricordo, ci saranno Stewart Copeland e i Gizmo, e suonerò con loro quindi sarà il coronamento di un sogno per me”.