venerdì 16 marzo 2018

La Monnaie 2018/19: le opere italiane riscalderanno l'inverno

Dopo mesi di riflessione appassionata, pianificazione attenta e implementazione efficace, l'Opera di Monnaie di Bruxelles è orgogliosa di presentare la sua nuova stagione 2018-19, che sembra riunire tutti gli ingredienti di un "meglio di": 
i registi, i cantanti e gli artisti che hanno portato colore e sollievo negli anni precedenti tornano con alcuni veri capolavori, così come le produzioni che testimoniano la concezione della creazione e della (ri) scoperta tipica dell'opera di Bruxelles. A volte fiabesca, a volte divertente, sempre impegnativa, la stagione riflette soprattutto la gioia di poter semplicemente giocare.
"I capolavori rivelano nuovi significati quando vengono poste nuove domande", ha scritto Starobinsky. Questo vale certamente per "Il flauto magico", produzione interna che aprirà la prossima stagione. Dopo la sua messa in scena di Parsifal e Orfeo ed Euridice, Romeo Castellucci, visionario artista completo, ci sfida a sondare più a fondo l'ultima opera di Mozart. Si unirà al direttore d'orchestra Antonello Manacorda (intervista di Fattitaliani) per l'occasione, che torna a La Monnaie dopo il suo fiammeggiante Lucio Silla. 
Nel marzo 2019 l'attesissima anteprima mondiale di Frankenstein, una commissione dalla Monnaie al compositore americano Mark Gray, che per la sua prima opera, Gray si basa sul romanzo originale di Mary Shelley,  leggenda di un Prometeo moderno, riflessione filosofica sui mezzi tecnologici che permettono all'uomo di disporre della vita e della morte. La Fura dels Baus trasporterà questo tema in scena, utilizzando dispositivi audio e video avanzati. Alla direzione musicale il giovane leader libanese-polacco Bassem Akiki.
Leoš Janáček in persona ha redatto il libretto per la sua ultima opera, Z mrtvého domu (Da una casa di morti), tratto dal romanzo semi-autobiografico in cui Fëdor Dostoevskij descrive la sua permanenza in un carcere in Siberia. Nel novembre 2018, il regista Krzysztof Warlikowski affronterà la sfida di uguagliare le sue precedenti produzioni a La Monnaie (Medea, Macbeth, Lulu, Don Giovanni); la giovane lituana Mirga Gražinytė-Tyla guiderà questo mondo maschile.
Due opere italiane riscalderanno l'inverno. Fin dalla sua creazione esattamente 175 anni fa, Don Pasquale è stata una delle commedie più popolari dell'opera. In questo malizioso lavoro, Gaetano Donizetti riuscì ad andare oltre i semplici scherzi con la musica con un fascino senza tempo e personaggi la cui umanità (e mediocrità) sono ancora riconoscibili oggi. Sfida perfettamente adatta al regista Laurent Pelly che, insieme ad Alain Altinoglu e ad un cast di specialisti del belcanto, chiuderà felicemente l'anno 2018.
Nel 2018, si celebra il 100° anniversario della morte di Arrigo Boito, egli stesso un compositore, ma noto soprattutto per essere la forza letteraria al lavoro dietro le ultime opere di Verdi. È anche l'autore del libretto di La Gioconda di Amilcare Ponchielli, di cui è soprattutto nota la musica da ballo "La danza delle ore". Al regista Olivier Py il compito di far rivivere a fine gennaio e inizio febbraio tutta la pompa e l'intrigo della Venezia del XVII secolo, e Paolo Carignani di dirigere la musica di questa grande opera all'italiana.
Da Venezia a Richard Wagner, c'è solo un ponte da attraversare. Il suo Tristan und Isolde è probabilmente il più grande monumento mai eretto per la gloria di un amore impossibile. A tradurre in immagini durature il flusso di monologhi e dialoghi (che ricordano, raccontare e desiderare soprattutto l'aldilà), è stato chiamato il regista Ralf Pleger e l'universo visivo dell'artista Alexander Polzin. Questo offre ad Alain Altinoglu tutta la latitudine di immergersi in questa alleanza cosmica di testo e musica.
La stagione si chiuderà in modo magico, con Il racconto dello zar Saltan. Il compositore russo Nikolai Rimsky-Korsakov, particolarmente ispirato dalla leggenda popolare che aveva trovato a Puskin, forniva una colonna sonora dai colori vivaci che includeva il famoso "Volo del calabrone".
Come nel Gallo d'oro, Alain Altinoglu si dimostrerà vero mago alla guida dell'orchestra, con la regia di Dmitry Chernyakov, che ha già firmato Il Trovatore.
Il maestro Altinoglu dirigerà anche una buona parte dei concerti, quest’anno dedicati principalmente a Beethoven con la particolarità che per ogni spettacolo a due sinfonie del compositore tedesco sarà affiancata una creazione contemporanea. Previsti anche otto recital, tra cui uno di Anna Caterina Antonacci, e diversi appuntamenti di danza con Anne Teresa De Keersmaekerche che presenterà il suo nuovo spettacolo sui Concerti brandeburghesi di Bach, Sidi Larbi Cherkaoui riproporrà la sua coreografia d’ispirazione tibetana “Sutra”, e un altro coreografo belga, Damien Jalet, farà il suo debutto alla Monnaie con “Vessel” d’ispirazione giapponese.
La nuova stagione contiene anche una “community” opera, con la partecipazione di professionisti e appassionati insieme: è “Push” di Howard Moody,  ispirata alla storia vera di un bambino belga ebreo, Simon Gronowski, salvatosi solo perché la madre lo ha lanciato fuori dal vagone che li stava portanto allo sterminio, approfittando del fatto che la Resistenza era riuscita temporaneamente a bloccare il convoglio. 
Il bambino, oggi 85enne, era presente alla conferenza stampa di presentazione della stagione della Monnaie,: ha commosso tutti i presenti e ha sottolineato come purtroppo storie come la sua non appartengono solo al passato ma è la storia di tutti i bambini ancora oggi vittime della guerra.