martedì 23 gennaio 2018

Mostra a Palermo, Ricordi Futuri 3.0 dal 25 gennaio a Palazzo Sant'Elia

Si inaugura il 25 gennaio 2018, a Palazzo Sant’Elia di Palermo, la mostra “Ricordi Futuri 3.0” che guarda al passato, ma lo coniuga col presente, rintracciando il dolore di ieri tra i migranti di oggi.
Curata da Ermanno Tedeschi e Flavia Alaimo, questa mostra si avvale di molti illustri promotori ed una co-produzione con l’Associazione Acribia, la Fondazione Sant’Elia. Il Patrocinio è della Città Metropolitana di Palermo, del Comune e dell’Università di Palermo, ma anche con l’Associazione francese Amici dell’Università Tel Aviv, l’UCEI – Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e l’Ambasciata di Israele.
Un mostra incentrata sulla memoria della  Shoah, che ripercorre il filo di quanto accaduto, come conoscenza, cultura ed emozioni per generare, attraverso le coscienze, un coniugo con il presente riportandoci con un veloce parallelo, nel dolore dei nostri migranti di oggi, La memoria serve a far progredire l’uomo realizzando un futuro migliore, apprendendo gli insegnamenti e le esperienze della storia.
Nel percorso espositivo oltre alle istallazioni di oggetti simbolici ed opere di arte contemporanea, vi è anche il supporto di proiezioni multimediali.

Questa mostra garantirà al visitatore un’esperienza autentica e coinvolgente, fortemente emozionale nella memoria della Shoah, cardine rievocativo della cultura Ebraica, che perpetua ogni 27 gennaio. Vi sono esposti documenti e materiali storici inediti che coinvolgono il territorio della Trinacria, incluse alcune lettere di espulsione di professori universitari nel periodo del fascismo.
La mostra sarà visitabile fino al prossimo 24 marzo 2018.
Un cenno merita anche la prestigiosa location in cui la mostra è allestita: Palazzo del Marchese di Santa Croce poi Trigona di Sant’Elia. L’edificato fu edificato su una preesistenza struttura cinque-seicentesca, rendendolo uno dei più sfarzosi palazzi di Palermo, ma dopo l’estinzione dei Santa Croce passò a Romualdo Trigona e Gravina, principe di Sant’Elia. Nel tempo fini in disuso in totale stato di incuria, fino a che, dal 1984,  fu acquisito dall'amministrazione provinciale che provvide al suo restauro recuperandone prospetti, cortili, scuderie ed affreschi presenti in tutti i saloni, restituendo così l’antica aristocratica bellezza di questa bella dimora storica.
Attualmente Palazzo Sant’Elia è prestigiosa destinazione museale per mostre d’arte.
Ester Campese