Megatoni e scarafaggi

Il dittatore nordcoreano, di cui la maggior parte della gente non riesce a ricordare il nome (vi do una mano: Kim Jong Un), ha informato il mondo che ha il bottone nucleare sul tavolo. 

Il presidente americano (per il momento, salvo impeachment) Trump ha dichiarato via twitter che “lui ce l’ha molto più grosso e potente”. 
Me li immagino, seduti l’uno in chissà quale bunker sotterraneo e l’altro nello Studio Ovale della Casa Bianca, uno col viso da gioioso bambinone al Plasmon e l’altro col ciuffettone biondo alla Superbone (personaggio del mondo dei fumetti, cercatevelo su internet e ditemi se non gli somiglia): ognuno con il suo bottone arcimegatonico davanti, pronti a giocare la Grande Partita.
La partita per il dominio del mondo. 
Peccato che si tratterebbe di un mondo ridotto in macerie, dove gli esseri umani non morti sull’istante morirebbero poi lentamente e “in differita” di cancro. E dove non nascerebbero più né uomini né animali perché le radiazioni avrebbero sterilizzato tutti gli esseri viventi... tutti, tranne gli scarafaggi: secondo gli scienziati, lo sapete, sono gli esseri più attrezzati a sopravvvere a un conflitto nucleare. 
In capo a qualche milione di anni, le simpatiche blatte diventerebbero sempre più intelligenti, si organizzerebbero socialmente, inventerebbero la ruota... e così via finché arrivati al massimo della tecnologia, e dotatisi di armi capaci di far fuori tutti gli scarafaggi del mondo, uno Scar Af Ong e un Trumblatt qualsiasi si sfiderebbero a chi ce l’ha più grosso e potente (parliamo sempre del bottone sulla scrivania) e “BUM”, si ricomincerebbe da capo.

Ma dico io: sulla Terra siamo 7,5 miliardi di persone. Fra queste, qualche centinaio di migliaia sono certamente buone e brave, e qualche migliaio anche intelligenti e degne di fiducia. 
E allora per quale cavolo di motivo è successo che la vita di 7,5 miliardi di persone è stata affidata a questi due? 
Carlo Barbieri

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Carlo Barbieri è uno scrittore nato a Palermo. Ha vissuto a Palermo, Catania, Teheran, il Cairo e adesso fa la spola fra Roma e la Sicilia. Un “Siciliano d’alto mare” secondo la definizione di Nisticò che piace a Camilleri, ma “con una lunga gomena che lo ha sempre tenuto legato alla sua terra”, come precisa lo stesso Barbieri. Scrive su Fattitaliani, Ultima Voce e Malgrado Tutto, testata a cui hanno collaborato Sciascia, Bufalino e Camilleri. Ha pubblicato fra l’altro le raccolte di racconti “Pilipintò-Racconti da bagno per Siciliani e non” e "Uno sì e Uno no" (D. Flaccovio Editore); i gialli “La pietra al collo” (ripubblicato da IlSole24Ore) e “Il morto con la zebiba” (candidato al premio Scerbanenco 2015), ambedue con Todaro Editore ; "Il marchio sulle labbra" (premiato al Giallo Garda), "Assassinio alla Targa Florio" e "La difesa del bufalo, tutti e tre con D. Flaccovio Editore. Suoi scritti sono stati premiati al Premio Internazionale Città di Cattolica, al Premio di letteratura umoristica Umberto Domina, al Premio Città di Sassari e al Premio Città di Torino. I suoi libri sono reperibili anche online, in cartaceo ed ebook, su LaFeltrinelli.it e altri store.
Fattitaliani

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