domenica 21 gennaio 2018

Libri, "Noi, oltre i confini del tempo" di Tania Dejoannon. La recensione di Fattitaliani

Buongiorno e bentrovati oggi vi propongo "Noi, oltre i confini del tempo" di Tania Dejoannon.

Sinossi:
"Affrontare la vita non è una cosa semplice, soprattutto quando dalla vita non si ha avuto molto. Giulia ha un solo obiettivo: aiutare gli altri nelle difficoltà di tutti i giorni, proprio perché lei quell’aiuto non l’ha mai ricevuto mentre saltellava da una famiglia affidataria a un’altra. Un giorno un evento però la mette a dura prova. Una donna le lascia suo figlio. Per Giulia sarà l’inizio di una serie di perdite, che la metteranno alla prova in un mondo in cui l’altruismo è cosa passata, in cui lei vorrebbe avere il controllo su tutto. L’unica cosa su cui potrà contare sarà il tempo e un ragazzo che, nonostante i suoi difetti, non l’abbandonerà mai."
Pronti? andiamo a noi...
Tania, parte dal presupposto che la vita è dura e che non ci regala nulla ( come negarlo), che tutto ciò che ci succede, non accada per caso, io per conto mio, sostengo la bellezza dell'attesa e della speranza ;)
gente allegra Dio l'amò, no?! Detto questo fa bene all'anima, leggere un romanzo che ci rallegri l'animo, che ci faccia riflettere ma soprattutto prendere azione ;) Le cose belle infatti, accadono iù spesso di quanto immaginiamo, se solo ci fermassimo un secondo a pensarci...
Premesso questo...
Il suo romanzo, raccoglie e accoglie la bellezza delle cose, la voglia di rimediare ai torti subiti o almeno di provarci, il desiderio di fare qualcosa non solo per se stessi ma soprattutto per gli altri, senza aspettarsi nulla in cambio.
Giulia e Rudy sono due di noi, due che combattono ogni giorno per ciò in cui credono, due persone che si attraggono e respingono, un po’ per paura di amare un po’ per timore di ferirsi. Entrambi infatti ne hanno passate fin troppe e sono state le loro esperienze di vita a renderli ciò che sono, tra passi falsi, difficoltà e successi.
Accomunati da un passato tormentato ma uniti dal destino, loro due riescono a creare insieme qualcosa di speciale, che va oltre la quotidianità e le convenzioni sociali.
Rudy ed il suo essere comprensivo, si scontra con il muro di paure eretto da Giulia.
Noi, Oltre i confini del tempo, è una storia intensa, ricca di sentimenti, che narra dell'animo umano e delle sue mille sfaccettature.
Innamorarsi, diventare madre, il rapporto con i figli, l'amicizia, il sostenersi vicendevolmente, è una storia che parla di fallimenti che si trasformano in successi, ma anche di altri temi forti a sfondo sociale, senza morbosità ma con lucidità e convinzione.
Vi lascio con alcuni brevi passaggi che mi hanno emozionato un botto:
“Rientro. Il caffè si sarà raffreddato, ma non importa. Il cameriere è tornato al suo posto dietro al bancone. Sono combattuta tra il ridere e il piangere, non so se rivedere J.J. può essere un’arma a doppio taglio. Probabilmente rivederlo mi farà soffrire, ma allo stesso tempo non posso rifiutare a me stessa di incontrarlo.”
” «Vieni fuori. Andiamo a prendere un po’ d’aria.» Le labbra carnose di Rudy si muovono dolci, ma per me sono veleno. Mi stringe la mano più forte, forse questa volta si farà come dice lui, sembra determinato. «Forza, giusto una boccata e rientriamo.» Non aspetta il mio consenso, si alza e mi trascina fuori. L’aria è pungente, siamo in riva al mare e di sera di solito la temperatura si abbassa. «Passeggiata sulla spiaggia?» Anche ora non aspetta una mia replica. Attraversiamo la strada e siamo già sulla sabbia, lui si toglie le scarpe e inizia a camminare, come sempre trascinando i piedi. «Allora, qual è il problema?» Attende con pazienza una risposta che mi si strozza in gola. «Non hai voglia di rispondermi? Non fa niente, io posso passare anche tutta la notte qui, posso inseguirti fino a casa e aspettare che si faccia giorno per poi rifarti la domanda, e avanti così fino a quando non mi risponderai…»”.
“Spesso decidere da soli, non confrontarsi con nessuno, non accettare consigli, può mandarci in rovina. Abbiamo la presunzione poi di credere che il nostro pensiero sia giusto e universale, negando a chiunque ne abbia un altro, di entrare a far parte della nostra esistenza. Ci convinciamo che siano gli altri a essere nel torto e che siano stupidi nel non comportarsi come noi, li etichettiamo poi come non indispensabili. In realtà stiamo diventando solo più soli, più tristi, odiati, stressati, depressi. Malinconici esseri che camminano senza sapere che cosa vuol dire sorridere, intenti solo a controllare che ogni gesto sia perfetto e che venga eseguito nell’esatto modo in cui lo eseguiamo noi. È in questo modo che si va alla deriva… … sempre se non riusciamo in qualche modo ad accorgercene prima di morire annegati”.
Buona lettura.
Cristina Pace
Sull'autrice: