domenica 7 gennaio 2018

Intervista a Riccardo Lago, imprenditore, broker appassionato d’arte: il mercato italiano è ricchissimo di eccellenze minacciato dalla politica

Incontriamo oggi per la nostra intervista Riccardo Lago imprenditore e broker nel campo dei cereali,  appassionato di arte moderna ed architettura. Riccardo possiamo descriverlo utilizzando tre parole chiave: “Imprenditore”, “Sportivo”, “Amante del Bello”. 
Classe 1968 nativo di Padova è sempre stato attirato sin dalla giovane età da tutto ciò che fosse disciplina e essenzialità; seguendo la passione per lo Sport e quella per l’Imprenditoria è tutt’oggi presidente di un'Associazione Sportiva  e Amministratore Unico dell’azienda di famiglia che da anni opera nel campo dei cereali in Italia e all’estero. Austria, Francia e Svizzera diventano scenari essenziali da cui poter accrescere la propria esperienza nel campo finanziario e imprenditoriale. Difatti ad oggi l’interesse per il Mercato Finanziario ne è diventato un vero e proprio lavoro parallelo gestendo con successo Trading su scala internazionale nelle Borse di Milano, New York, Parigi e Francoforte.  Da non tralasciare l’ultima parola chiave “Amante del Bello”  espressione pur sempre affiancata dalla predilezione per il “Minimal” ma che è riuscita a trovare una forma nel Design di Prestigio e nell’Arte Moderna. Il vetro, il legno e l’acciaio sono materiali emblematici per la linearità del Modernismo che catturano senza ombra di dubbio l’animo di coloro che si definiscono “Essenziali” come Riccardo Lago.
Ti ringrazio per la disponibilità a questa intervista e ti chiedo subito chi è Riccardo Lago imprenditore. Diventare imprenditore è stata una scelta precisa, ci racconti come è accaduto?
Sono un imprenditore molto fortunato, infatti ancora prima di iniziare gli studi ho avuto la possibilità di valutare il futuro insieme a mio padre, il quale con grande maestria e passione mi ha presentato l’attività dell’azienda che prima di lui fu del nonno, mettendo sul tavolo di gioco la possibilità di imparare questa professione tanto antica; il Broker o “mediatore”, nello specifico nel campo dei cereali, è stato infatti una figura molto importante sin dal secolo scorso, necessaria per la conclusione di affari di compra-vendita di partite di grano, mais, soia, orzo, e tanti altri cereali minori che vengono scambiati all’interno di mercati regolamentati dalle borse merci in Italia e all’estero. Non potevo essere più fortunato ad avere un mentore come mio babbo Francesco, così accettai e iniziai a intraprendere questa sentiero, studiando con dedizione e impegno. Appresi il mestiere passo dopo passo, con gli insuccessi naturali della giovane età per poi arrivare alla consapevolezza negli anni che per essere brillanti e distinguersi dalla massa bisogna prendere coscienza del fatto che nonostante si possa avere 50 anni non si ha mai finito di apprendere e di accrescere il proprio bagaglio di esperienza.
Riccardo, tu sei un affermato imprenditore da molti anni: ti chiedo, oggi nella nostra società, qual è secondo te il valore più importante nell’etica del lavoro per poter avere un successo, diciamo “permanente” e non essere una meteora di passaggio?
La conoscenza, profonda, impeccabile, a tutto tondo del mestiere che si sceglie di praticare, perché solo in questo modo si apparirà competenti senza indugio, e si darà maggior sicurezza ai propri clienti; inoltre come ho detto poc’anzi l’umiltà d’animo nel non sentirsi mai arrivati ma tenere invece ben in considerazione la possibilità di accrescere sempre le proprie vedute e la propria conoscenza culturale e spirituale.
Sei anche un imprenditore che si muove su scenari internazionali: come vedi oggi il mercato Italiano?
Il mercato italiano è ricchissimo di eccellenze, in tantissimi settori; parliamo del “Bel Paese” dove siamo conosciuti in tutti il mondo per unicità e maestria, uno stivale di ricchezze minacciato a volte da un pericolo che non dev’essere mai trascurato: “La politica”. Un organigramma dove burocrati ottusi esercitano spesso e volentieri regolamentazioni troppo vincolanti e difficoltose che finiscono per complicare all’inverosimile le fatiche ed i rischi imprenditoriali, annullando, a volte completamente, la vita stessa delle aziende, costrette a chiudere, oppure a trasferire le attività produttive in paesi più poveri o semplici dove la manodopera a basso costo è logicamente un’attrattiva.
Ci sono diversi imprenditori/industriali che spesso si sostituiscono nel salvaguardare i beni pubblici e architettonici rispetto alle strutture pubbliche sempre più in difficoltà di fondi da destinare al campo artistico/culturale. Tu che ne pensi: investire in arte secondo te ha valore oggi?
Ha un valore enorme, e coloro che hanno le possibilità di farlo vanno visti come benefattori; l’arte vive in eterno, è cultura, ci insegna chi siamo, da dove veniamo, ci fa comprendere l’intelligenza di chi ha vissuto prima di noi, spiegando la bellezza della vita e l’evoluzione dello spirito umano nel corso dei secoli. È parte di noi, è comunicazione ed espressione pertanto ammiro gli imprenditori o chiunque sia così virtuoso che ha la capacità di ridare splendore al nostro passato…..essenziale da preservare per comprendere meglio il futuro.
Sei particolarmente legato ad un qualche tuo progetto che hai realizzato a cui tieni di più perché ti ha dato maggior soddisfazione?
Sono molto contento e orgoglioso di aver fatto parte di un gruppo di aziende private che hanno finanziato la costruzione del nuovo reparto di oncoematologia pediatrica dell’ospedale universitario di Padova, dove i bambini ricevono le cure per combattere le leucemie infantili.
C’è invece qualcosa che non hai ancora realizzato e che, diciamo così, è il tuo sogno nel cassetto, un tuo progetto futuro?
Il mio sogno nel cassetto sarebbe quello di fondare una struttura per bambini senza genitori, da poter garantir loro la speranza di una famiglia piena di amore e protezione, valori essenziali per la crescita di un giovane uomo.
Riccardo Lago in privato come è, ci vuoi raccontare di più delle tue passioni nel tempo libero?
Mi ritengo molto semplice, pratico, mi piace ascoltare gli altri perché non si è mai finito di imparare nella vita, ma sono altrettanto risoluto nell’allontanare i falsi moralisti; credo nell’amore, senza alcuna distinzione di religione, sesso, e sono fortunato ad avere avuto la possibilità di vivere due vite, una prima dove ho rispettato ed amato le donne, ed una seconda che mi ha fatto capire quanto intenso e ugualmente forte sia dire “amo Te” a Mattia, il ragazzo a cui desidero restare accanto ogni giorno. Nel tempo libero pratico attività fisica nel centro fitness cui sono presidente, e osservo rigorosamente l’educazione ad una vita sana ed ecosolidale. Amo inoltre viaggiare e rimango affascinato sempre dal nostro “Bel Paese” specialmente quando architettura e cultura si materializzano dando luogo a posti incantevoli e unici. Avendo con me la mia dolce metà è per me ancor più semplice ammirare e apprezzare l’Arte non solo come semplice ammiratore e ma tentando di carpirne il suo significato più profondo. Probabilmente per carattere sono affascinato in particolar modo dall’arte contemporanea, nella fattispecie nel settore dell’arredamento e del design mi ritengo un modestissimo intenditore  delle più famose creazioni di Maestri come Le Corbusier, Scarpa, Fontana, Venini, Gae Aulenti, Philippe Starck; alcune delle opere di questi grandi artisti trovano dunque spazio tra le pareti della mia dimora, magistralmente progettata nel 1996 dall’architetto Antonio Zambusi (noto Modernista)  ancora oggi attualissimo e contemporaneo. Mi incanta sentire parlare di Arte, e come aprire le pagine di un nuovo libro, chiudo gli occhi e lascio che le informazioni arricchiscano il mio sapere rendendomi sempre più conto di quanto sia preziosa ed unica la nostra vita.
Grazie carissimo Riccardo per questa gradevolissima chiacchierata e un grande in bocca al lupo per tutti i tuoi progetti futuri ed in corso.
Ester Campese