sabato 20 gennaio 2018

Federica Pento a Fattitaliani parla delle sue passioni: il Canto, la Pittura e i Bambini. L'intervista

di Laura Gorini - Federica Pento, 21 anni, vincitrice del XIX° Festival Internazionale di Croazia, del Concorso Internazionale dello Yerevan (Armenia) e del X° Festival Internazionale di canto a Chieti su quasi 800 partecipanti, Finalista Nazionale del Cantagiro 2016 e premio della critica con Presidente di giuria Katia Ricciarelli. In questa intervista l'artista si racconta con la passione per il canto e la sua innata sensibilità.
Partendo dalle esperienze all’estero come è vista la musica Italiana?
La nostra cultura è più apprezzata all’Estero che in Italia. Quando ho vinto il “Festival Internazionale di Canto” in Armenia ho avuto apprezzamenti dal pubblico e dalla critica al di sopra delle mie aspettative. Sono stata la prima cantante italiana a vincere; a differenza degli altri concorsi in Croazia ci tenni a celebrare la serata -che coincideva con la giornata di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne- con il brano “Je Suis Malade”.
La mia esperienza mi porta a pensare quanto lavoro ci sia da fare in Italia per emergere e parallelamente quanta sete di italianità ci sia nel mondo.
Guardando il tuo Videoclip di “Treno a Colori” traspare un legame con la pittura e con i bambini...
Treno a Colori rappresenta il connubio delle mie più grandi passioni: il Canto, la Pittura e i Bambini. Potremmo riassumere “Treno a Colori” in una frase: La magia dell'infanzia è nello stupore di uno sguardo vergine che si apre sul mondo.
Percorrendo i passi della nostra esistenza veniamo rapiti dalla bellezza intorno a noi, respiriamo i colori, le sfumature e purtroppo anche tutte le contraddizioni della vita; veniamo sconvolti dalle ingiustizie di questo tempo e l’unica cosa che ci resta è quella di rifugiarci nella Fantasia. Il brano è scritto e arrangiato dal M° Gianluca Sole e vede la partecipazione al violino di Giulia Di Tomasso.
Al brano e al suo successo ha partecipato una vera squadra, e devo ringraziare davvero tutti per il grande impegno e per tutta la passione che hanno saputo mettere in campo.
Quanto è importante oggi secondo te la “bellezza esteriore”, soprattutto nelle donne in un settore come quello dello spettacolo?
Purtroppo l’estetica oggi viene messa spesso al primo posto nella scala dei valori, specialmente per una ragazza che vuole raggiungere il successo. Considerato che i valori fondamentali per me sono il perdono, l’onestà, la libertà, l’amore, il rispetto per la vita, reputo importante confrontarmi con “esempi” da prendere come riferimento.
Frida Kahlo esplorava i sentimenti e le emozioni attraverso la pittura: trasformava le sofferenze in arte, ed è quello che faccio anch’io quando dipingo o canto. Amo questa donna perché eccentrica, indipendente; nonostante le sue evidenti difficoltà e disabilità, ha sempre avuto un carattere combattivo rimanendo se stessa e opponendosi a ciò che le veniva inflitto; messa alla prova, ha reagito, ha imparato a camminare, ha sfidato la sorte esorcizzando i dolori e trovando nell’arte la sua ancora di salvezza.
Il tuo talento è stato notato da importanti produzioni. Ce ne vorresti parlare?
Una delle soddisfazioni più grandi è stata la proposta di inserimento del videoclip di “Lunincanto”, mio primo singolo, in un DVD degli “Aerosmith” in vendita in tutti i Mediastore e online in Italia e all’estero. Ricordo con affetto l’incontro con Mogol: nel CET ho avuto l’opportunità di confrontarmi con un mostro sacro della musica italiana. Sono stata ospite d’onore in occasione della mostra “Silenti Riflessi” della scultrice di fama mondiale Paola Romano. Sono stata in molti programmi televisivi, da Top of The Tops all’Incontro con l’Autore Stefano Jurgens noto autore Rai dai tempi di Corrado e oggi al fianco di Paolo Bonolis. Non posso non citare la collaborazione con il M° Angelo Valsiglio, produttore di Laura Pausini, Eros Ramazzotti e tanti altri. La cosa che più mi affascina di queste grandi personalità è proprio la loro umanità e senza quella sono certa non sarebbero mai arrivati dove sono ora.
Foto di Fazio Gardini