domenica 21 gennaio 2018

Faust, il balletto di Jean-Christophe Maillot seduce Anversa. Danzatori al top: la recensione di Fattitaliani

Standing ovation ieri sera ad Anversa per il debutto di "Faust" nella versione del coreografo francese Jean-Christophe Maillot (musica di Franz Liszt e Bertrand Maillot) creata nel 2007 e caratterizzata prima di tutto dall'aggiunta di un quarto protagonista, La Morte magnificamente interpretata da Drew Jacoby: seducente, sinuosa, leggera.
I movimenti, gli effetti speciali, il gioco delle luci, i corpi: l'amalgama è perfetto nel raccontare la psicologia di ogni personaggio e la relazione triangolare tra il diavolo Mefistofele (grandissimo Matt Foley), Marguerite (Nancy Osbaldeston) -l'immagine ideale della bellezza interiore e esteriore- e Faust (Wim Vanlessen).
I danzatori rivaleggiano in bravura e maestria: livello eccezionale di coreografie, esecuzione, coordinazione, interpretazione. Se è vero che la storia pone al centro il problema del male e del bene, qui emerge anche anche l'intensità dei desideri, intellettuali e sensuali, da cui è dominato il personaggio.
La danza dei corpi raggiunge livelli altissimi così come lo sono le aspirazioni di Faust e fanno vedere allo spettatore in maniera tangibile la disparità tra i desideri e le limitate possibilità di un essere umano.
Faust è la metà di una coppia straordinaria e qui la seconda metà non è Marguerite, bensì il diavolo, Mefistofele: la straordinaria intesa e alchimia fra Vanlessen e Foley rispecchia fedelmente tale aspetto.
Da evidenziare il grande apporto degli altri danzatori (i diavoli, le anime di Faust, gli spiriti di Marguerite), dei costumi di Philippe Guillotel, la direzione musicale del M° Dominic Grier, la scenografia di Rolf Sachs, i video di Gilles Papain.
Da non perdere: in scena fino allo Stadsschouwburg di Anversa fino al prossimo 28 gennaio. Giovanni Zambito.
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