sabato 20 gennaio 2018

Divine Creature, mostra fotografica ai Musei Vaticani dal 22 gennaio

"Divine Creature” è una mostra fotografica che presenta la riproduzione di dieci opere di arte sacra, nel periodo che va dal Rinascimento all’inizio del Novecento (dal 1400 al 1900) realizzando un percorso iconografico relativo alle principali tappe della vita di Gesù, dall’Annunciazione fino alla Resurrezione.

Il progetto fotografico “Divine Creature”, ideato dalla Adamo Antonacci-Stranemani International, a cura di Micol Forti, e realizzato con Silvia Garutti, vuole portare alla luce il tema della disabilità, osservato però da un punto di vista alternativo ovvero attraverso la lente dell’arte pittorica e porre in prima linea l’attenzione verso i più deboli, svegliando le coscienze. Si è affiancato al progetto il fotografo professionista Leonardo Baldini, da sempre impegnato nel mondo della disabilità e, proprio per questo motivo, scelto come fotografo della mostra.
Sono state quindi riprodotte 10 opere pittoriche, attraverso la fotografia, per ricreare quadri famosi raffiguranti capitoli della nostra vita religiosa. Oltre 45 gli “attori” coinvolti che hanno formato un cast fatto di uomini, donne, ragazzi e bambini portatori di disabilità, insieme ai loro familiari. Questi sono stati affiancati da venti tecnici fra truccatori, costumisti, scenografi, direttori delle luci e della fotografia.
Queste i dieci capolavori scelti per questo progetto e che sono stati riprodotti in fotografia: l’Annunciata di Palermo di Antonello da Messina (1476), l’Annunciazione di Caravaggio (1609), l’Adorazione del Bambino di Gherardo delle Notti (1620), l’Angiolino musicante di Rosso Fiorentino (1521), Il bacio di Giuda di Giuseppe Montanari (1918), l’Ecce Homo di Lodovico Cardi detto ‘il Cigoli’ (1607), Cristo e il Cireneo di Tiziano (1560 circa), il Lamento sul Cristo morto di Mantegna (1475-80), il Trasporto di Cristo al Sepolcro di Antono Ciseri (1870) e la Cena di Emmaus di Caravaggio (1606).
In mostra anche oggetti del backstage per far conoscere sia la qualità che la complessità del progetto e tutte le persone e specialisti che hanno posto in campo la loro attività per la realizzazione dei set e del processo di post-produzione.
Ester Campese