lunedì 18 dicembre 2017

Film, "Seguimi" di Claudio Sestieri: un delirio psicotico più reale del reale

di Emanuela Del Zompo - È un film sul mistero dice il regista Claudio Sestieri: "i sogni sono reali, i ricordi sono reali... la deformazione e la ricostruzione di ciò che è accaduto è una metafora della realtà.

Tutto viene proiettato fuori ma all'interno di ognuno dei protagonisti tutto ciò che accade è reale.
Il paesaggio di Matera colloca la storia in un eccesso di contraddizioni: è frutto dell'immaginazione della protagonista della storia che è un caso clinico. Lo spettatore a questo punto può decidere di vedere il film sia con occhio immaginario sia con occhio razionale e scegliere la sua versione e la propria lettura.
In fondo è un racconto fantastico (che viene dalla tradizione giapponese Manga), ed è la rappresentazione di un delirio psicotico ma nello stesso tempo è più reale del reale. E' un delirio che distrugge il soggetto che lo vive, Marta incrocia la sua anima con quella del padre morto e nella cultura giapponese i fantasmi sono reali. E' un film che sottolinea la fascinazione per la schizofrenia e contrappone la cultura orientale a quella occidentale."
Il fim sarà presente al festival di Caprihollywood e in Italia uscirà ad aprile.
Nelle foto di Mauro Pontecorvo il regista Claudio Sestieri, le protagoniste Angelique Cavallari e Maya Murofushi ed il produttore CPTV Rai Mauro Massimiliano Calandra ed Emanuela Del Zompo.

SINOSSI
Un villaggio medievale perso in una natura selvaggia, un pittore che confonde vita e arte, una modella giapponese abituata a giocare con il proprio corpo, una tuffatrice che non ha ancora fatto i conti con il suo passato. Tre vite in gioco, una passione che si trasforma in ossessione, l'assurdo che irrompe nella realtà...
Marta Strinati, una tuffatrice olimpionica, dopo essersi seriamente infortunata in piscina, si ritrova sola e disorientata. Lascia Barcellona e si trasferisce in un’antica città italiana, affacciata su una natura selvaggia. Marta riapre la casa-studio di suo padre, un pittore morto poco tempo prima, e incontra Sebastian, uno dei tanti artisti del borgo, uomo e pittore dal carisma indiscutibile, dal carattere magnetico, ombroso. Durante una mostra scopre i suoi dipinti, tutti ispirati dalla stessa Musa, una ragazza giapponese perturbante che subito le ispira un forte senso di dejà vu. All’improvviso, la modella dei quadri è al suo fianco, ed è chiaro da subito come questa misteriosa ragazza orientale avrà un impatto decisivo sulla sua vita… L’incontro con Haru, la modella di tutte le tele iperrealistiche della mostra, si trasforma infatti per Marta in una relazione di cui non può fare a meno, una sconvolgente ossessione fisica e mentale. Un caso estremo di Sindrome di Stendhal, o solo un amore forte come la morte..?
Nella vita, a volte, ci troviamo di fronte a momenti che avvolgono ogni cosa in una luce nuova e ci costringono improvvisamente a rimettere in discussione i nostri stessi desideri. E’ quello che accade alle protagoniste del nostro film. Due giovani donne in una fase di particolare fragilità che iniziano insieme un percorso, tanto affascinante quanto ignoto, in direzione di una sempre più totale e rischiosa identità incrociata. Un viaggio interiore, dunque, nel quale vorrei riprendere e sviluppare due temi del mio cinema: il ruolo dell’Assenza nella ridefinizione dei sentimenti e le relazioni tra Arte e Vita. Questa volta però, il discorso sull’identità non è solo personale ma anche culturale (si incrociano qui i destini di una donna occidentale con quelli di una orientale) e il linguaggio non è più quello del racconto esistenziale quanto piuttosto quello di un itinerario ipnotico e audace in cui il reale slitta sempre più verso l’assurdo, in bilico fino alla fine tra la soluzione fantastica e quella analitica. Con il desiderio, almeno ad un primo livello, di raccontare soltanto una storia, e di coinvolgere gli spettatori in una esperienza insolita ed inquietante, all’interno della quale le curiosità razionali possono sempre confrontarsi con le emozioni. Credo che questa sia realmente la chiave della nostra proposta: eliminare qualunque traccia di contenuti didattici e assicurarci che questi si esprimano solo in termini emozionali, garantendo così una storia in cui senso e fascino del racconto siano come due differenti facce della stessa medaglia.

Seguimi è un thriller psicologico che per le sue tematiche, il suo cast artistico e tecnico e per il suo impianto produttivo, si prefigge l’obbiettivo di imporsi come un prodotto internazionale. Propone una storia di emozioni e misteri capace di trasformarsi in una evidente metafora dell’incrocio tra la cultura occidentale e quella orientale e intreccia un cast di attori europei di caratura internazionale. Il film è un tentativo di uscire dai canoni più sperimentati del cinema  italiano ed accettare la sfida di temi e linguaggi in grado di catturare un pubblico non di massa, ma comunque universale.