martedì 19 dicembre 2017

Che sia Natale nei nostri cuori!

di Caterina Guttadauro La BrascaÈ tornato, come tutti gli anni, il NATALE festa per eccellenza.

Ne viviamo tutti il fascino, da quando, bambini l’associavamo al regalo che più desideravamo, ad adesso che ne capiamo il vero valore. Tutto ciò che ci circonda è dipinto con i colori simbolo: il rosso, e bianco e l’oro. Luci addobbano le strade e le vetrine di ogni negozio. Le tavole si imbandiscono con più cura e le pietanze sono quelle tipiche di ogni regione. Si respira un’aria di festa, ci si saluta più volentieri, ci si ferma a comprare il cartoccino pieno di caldarroste che fumando, profumano l’aria. In ogni famiglia si discute su come, dove e con chi trascorrere la vigilia e la giornata del 25 Dicembre. La sera si va alla Messa di Natale, dove si rinnova una nascita avvenuta 2000 anni fa. Questo vale per le famiglie, per i genitori, ma anche per chi è solo, perché nella notte di Natale, volenti o nolenti, ci si sente coinvolti in un evento che abbraccia tutti, perché parla in maniera misteriosa a tutta l’umanità. Solitamente si sceglie di stare in famiglia per essere fedeli alla tradizione, lo scambio dei regali, portare nel pomeriggio i bambini al circo. Oggi il mio Natale e quello della mia famiglia viene vissuto attraverso gli occhi “puliti” di mia nipote Elizabeth. Con lei ritrovo la gioia dell’attesa, l’addobbo della casa con i festoni dorati, l’albero, la magia delle sue luci e poi…..la mia favola. Quella che sentirà è dettata da ciò che per me rappresenta il Natale, la gioia, la condivisione e la magia di potere anche solo con l’immaginario, tornare bambini per quel giorno dell’anno.”In un paese lontano, in una casa grande, circondata da un immenso giardino, viveva un gigante, conosciuto da tutti come il gigante egoista. Era solo, non voleva la compagnia di nessuno. Il suo giardino era sempre spoglio, pieno di sterpi e rovi; la sua casa al buio. Forse la sua vita era stata amara e ogni giorno che arrivava era sempre uguale all’altro. Non esistevano giorni di festa, la solitudine era la sua unica compagnia. Anche il giorno di Natale non faceva eccezione per lui che non conosceva la felicità. Tante volte i bimbi si erano avvicinati al suo cancello e li aveva fatti scappare con il suo rimprovero urlato e cattivo. Proprio la notte di Natale, mentre era seduto dinanzi al camino, sentì un forte rumore. Si alzò e si avvicinò al vetro della finestra per guardare il viale del suo giardino. Dapprima non vide nulla, poi aguzzando lo sguardo, notò un fagotto per terra, tra la neve e gli sterpi. Già arrabbiato, prese il giaccone e si precipitò giù per sgridare chiunque avesse trovato. Suo malgrado, dovette contenersi perché vide un bambino avvolto in fasce con due ferite sul palmo delle mani, deposto sulla neve. Gli chiese burbero: “Cosa fai qui, è freddo, sei poco vestito. Chi ti ha ferito”? Il bambino rispose: “Tu mi hai ferito, tutte le volte che hai negato a un bambino di farlo giocare nel tuo giardino, tutte le volte che hai lanciato sassi contro coloro che ti volevano tendere una mano per non vederti solo”. Qualcosa si mosse dentro il gigante che non trovò le parole per rispondere. Chiese solo: “Cosa posso fare”? “Quello che faresti a me in questo momento” gli rispose il Bimbo. Cercò di prenderlo, ma strinse al suo petto solo le mani vuote. Rientrò a casa con il conforto di sapere cosa avrebbe fatto, perché aveva capito chi era quel Bambino. Il giorno dopo aprì i cancelli del suo giardino, miracolosamente addobbato di luci e alberi colorati. Fece entrare tutti i bambini che riempirono di vita con i loro giochi quel posto, da sempre freddo, e buio e diede un dono ad ognuno di loro. Ricevette in cambio un sorriso di gioia. Il Gigante capì il valore del dono. Con l’animo leggero si sedette sulla sua poltrona accanto al camino, felice dii avere incontrato Gesù che gli aveva regalato il Natale più bello della sua vita. Anche la strenna fa parte del Natale, ma, non deve esserne la protagonista perché se così è, un momento che in origine era mistico, oggi diventerebbe semplicemente consumistico. Ma non si possono non fare delle riflessioni: perché questa bontà emerge solo quel giorno? Perché la condivisione del pasto con la famiglia diventa una necessità, perché ci si ferma a dare un soldino al povero che conosciamo, sempre accovacciato lungo le strade che percorriamo ogni giorno? L’esempio e il valore di ogni gesto viene più filtrato e si sente il bisogno di guardare attorno a noi con gli occhi del cuore. Il nostro pensiero, con una ritrovata sensatezza, va ai paesi, teatri di guerra, ai giovani partiti e mai tornati, ai bimbi soli, a chi della vita conosce solo la durezza, ai violentati nel corpo e nell’anima. Alcune domande rimangono senza un perché, ad altre si trova il coraggio di dare una risposta che ci coinvolge tutti. E’ la nostra umanità che è contorta e insensibile, è la sete di potere che allontana gli uomini, al punto di vedere nell’altro un nemico. Senza considerare poi che questo particolare periodo dell’anno ci mette di fronte ad aspetti irrisolti delle nostre relazioni con familiari, parenti ed amici, che potrebbero generare ansia e tensioni. Il Natale sarebbe come una caramella: si assapora, si succhia, si scioglie e, qualche istante dopo, non rimane più niente. Il senso del Natale è esattamente l’opposto di tutto questo. Tante volte ci si domanda: “come posso prendere oggi parte alla nascita avvenuta più di 2000 anni fa”. In tutte le celebrazioni natalizie si canta “Oggi è nato per noi il Salvatore”. Questo “oggi” nella liturgia passa il limite dello spazio e del tempo, il suo effetto perdura pur nello scorrere degli anni e dei secoli. La nascita investe e permea tutta la storia, rimane una realtà alla quale possiamo arrivare attraverso la ricorrenza liturgica Se queste feste passeranno e ci lasceranno come ci hanno trovato, vorrà dire che il nostro cuore è distante da Dio. Pertanto viviamo con gioia il Natale che si avvicina, come un evento meraviglioso, il Figlio di Dio nasce ancora oggi. Dio è veramente vicino a ciascuno di noi e vuole portarci alla vera luce. Viviamo l’attesa contemplando il cammino dell’amore immenso di Dio che ci ha innalzati a sé attraverso l’Incarnazione, la morte e Risurrezione del Figlio. Buon Natale a tutti voi che
leggete i miei articoli, alla redazione tutta e al Direttore, che mi concede
il piacere di scambiare con voi idee, informazioni, pareri
su argomenti rientranti, a vario titolo, nell’ambito

culturale. AUGURI , BUON NATALE A TUTTI!!