venerdì 24 novembre 2017

Segnalibro, Luca Garrò a Fattitaliani: il giornalismo, svilito dal web e dalla voglia di non pagare chi scrive. L'intervista

Il giornalista storico della musica e critico musicale Luca Garrò ha pubblicato il libro “DAVID BOWIE” (Hoepli), una raccolta dei momenti essenziali della vita e della carriera del Duca Bianco. Fattitaliani lo ha intervistato per la rubrica "Segnalibro".

Quali libri ci sono attualmente sul suo comodino?
Hemingway- Festa Mobile, Bukowski - L'Amore è un cane che viene dall'inferno, Jimmy Page - Light & Shade.
L'ultimo "grande" libro che ha letto?
Ennio Flaiano, Diario degli errori.
Chi o cosa influenza la sua decisione di leggere un libro?
Mi fido di pochissime persone in ambito letterario e ascolto i loro consigli. Oppure cerco autori amati da altri autori che leggo. 
Quale classico della letteratura ha letto di recente per la prima volta?
Moby Dick, versione tradotta da Pavese.
Secondo lei, che tipo di scrittura oggi dimostra una particolare vitalità? 
Probabilmente i fumetti stanno regalando le cose migliori, un po' come avviene con le serie tv, se messe in relazione con il cinema. Per quanto mi riguarda, trovo che sia un periodo molto buono per la saggistica, meno per il giornalismo, svilito dal web e dalla voglia di non pagare chi scrive.
Personalmente, quale genere di lettura Le procura piacere ultimamente?
Amo le biografie, in ogni ambito, ma specialmente musicale, cinematografico e relative a personaggi della Secinda Guerra Mondiale.
L'ultimo libro che l'ha fatta sorridere/ridere? 
Umberto Eco - Diario Minimo. Fenomenologia di Mike Bongiorno mi fa sempre impazzire.
L'ultimo libro che l'ha fatta commuovere/piangere? 
Jack London - Il Vagabondo Delle Stelle. Mi capita spesso di riconoscermi nei libri di Jack London. E poi Andrea Roncato e il suo splendido "Ti Avrei Voluto" (commovente la poesia dedicata al cane, che in vita trattò come una pezza da piedi, pentendosi amaramente dopo la morte dell'animale. Sorride, ndr).
L'ultimo libro che l'ha fatta arrabbiare? 
I nazisti della porta accanto: Come l'America divenne un porto sicuro per gli uomini di Hitler. Storia nota, ma mai approfondita come in questo testo. Ne esce un'immagine terrificante dell'America del dopoguerra.
Quale versione cinematografica di un libro l'ha soddisfatta e quale no?
Shining, anche se non fedele al libro e odiato apertamente da King. Follia, l'ho trovato noioso.
Quale libro sorprenderebbe i suoi amici se lo trovassero nella sua biblioteca?
Probabilmente la biografia di Ibrahimovic. O forse no.
Qual è il suo protagonista preferito in assoluto? e l'antagonista?
Il protagonista sicuramente Zeno. L'antagonista, forse It.
Lei organizza una cena: quali scrittori, vivi o defunti, inviterebbe?
Burroughs, Bukowski, Fante, Hemingway, Celine, Wallace, London, Pivano. Più Dylan, Morrison, Lou Reed e Jeffrey Lee Pierce, grandi scrittori prestati alla musica. Avrei un paio di cose da chiedere a tutti.
Ricorda l'ultimo libro che non è riuscito a finire?
Li porto tutti a termine, anche quelli terrificanti. A volte, li riprendo dopo anni.
Quale scrittore vorrebbe come autore della sua biografia? 
Domanda che presuppone quel filo di supponenza che mi manca. Ad ogni modo, direi Fernanda Pivano.
Cosa ritroviamo di Luca Garrò nel libro "David Bowie"?
Moltissimo, anche se solo per chi mi conosce davvero. Giovanni Zambito.
©Riproduzione riservata
IL LIBRO
Parlare oggi di David Bowie è come parlare di Pablo Picasso, Andy Warhol, Bob Dylan o di uno qualunque dei personaggi più importanti del ventesimo secolo, al di là dell'ambito in cui costoro si sono espressi.
Ma chi è stato davvero David Bowie? Un messaggero degli alieni, un essere proveniente da un'altra galassia, come ha cercato di farci credere con l'epopea di Ziggy Stardust o quando si è calato nei panni di Thomas Jerome Newton de L'uomo che cadde sulla Terra; un abile catalizzatore di idee altrui rimescolate e fatte furbescamente proprie o ancora l'artista più influente della seconda parte del '900, come invece in molti credono? Un individuo condizionato dalle proprie ossessioni o una figura messianica in grado di dare messaggi universali all'umanità? Forse tutto o, più probabilmente, niente di tutto ciò, dato che il soggetto Bowie resta quanto di più difficile da indagare anche per chi l'ha conosciuto personalmente.
"Ogni uomo e ogni donna è una stella", diceva Aleister Crowley, di cui Bowie era un conoscitore: ecco, a cinquant'anni dal debutto, e considerando la drammatica conclusione del suo viaggio attraverso la pubblicazione di Blackstar, forse quella astrale resta la metafora che ancora più gli si addice. Una cosa è certa: esiste un David Bowie per ognuno di noi o, meglio, uno per ogni periodo della nostra vita.
L'AUTORE
Giornalista con esperienza più che decennale e storico della musica, ancor prima che critico musicale, Luca Garrò scrive o ha scritto per alcune delle riviste musicali più note del nostro paese, da "Rolling Stone" a "Jam", passando per "Rockstar", "Rocksound", "Onstage" e "Classic Rock", oltre ad essere uno dei fondatori del magazine online Outune.net. Appassionato di rock classico fin dall'infanzia, ha scritto centinaia di articoli sugli argomenti più disparati, molti dei quali legati al rock inglese, forse il principale motore della sua passione. Già autore di Freddie Mercury (Hoepli, 2016) ha contribuito alla Storia Del Rock (Hoepli, 2014) di Ezio Guaitamacchi e ai volumi Jimi Hendrix (Hoepli, 2015) e Jim Morrison (Hoepli, 2016). Per cinque anni è stato inoltre tra i curatori del Dizionario del Pop Rock edito da Zanichelli.