giovedì 9 novembre 2017

Segnalibro, Giuseppe Gabrielli a Fattitaliani: occorre sempre avere fiducia nel futuro e nei giovani. L'intervista

Oggi incontriamo il dr. Giuseppe Gabrielli in cui si identifica un Concorso Letterario, CITTÀ DI GROTTAMMARE, tra i più conosciuti sul panorama nazionale. Lo incontriamo perché rappresenta un esempio di come si possano raggiungere grandi risultati usando l’impegno a fronte di un obiettivo in cui si crede davvero. La Cultura, come sappiamo, è un campo poco finanziato, soprattutto le formule associative faticano tanto a trovare sostegno economico. Ecco perché è un grande risultato raggiungere ed ottenere l’appoggio degli Organi Istituzionali. Citiamo, quindi, il patrocinio dato alla manifestazione oltre che dallo stesso Comune di Grottammare anche dalla Regione Marche. Per il settimo anno consecutivo aderisce all’iniziativa anche il prestigioso Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati. Siamo alla 9° Edizione ed il Bando scade il 31 gennaio come tutti gli anni. Alla 8° edizione hanno preso parte 571 autori provenienti da tutte le regioni italiane, nessuna esclusa, con oltre 900 opere in concorso fra poesie in lingua, poesie in dialetto, racconti brevi e libri editi.

Quattro sono infatti le sezioni in cui è suddiviso: poesia inedita in lingua italiana, poesia in dialetto, racconto breve e libro edito; ad esse si aggiunge un premio speciale, oltre quello alla metrica presente fin dalla prima edizione, per una poesia o racconto breve a contenuto umoristico e/o erotico intitolato a Giuseppe Gioachino Belli.
Altri Premi speciali: un premio dedicato ad un racconto o libro giallo, thriller, noir e un premio speciale per un’opera con tema l’autismo in collaborazione con l’associazione Omphalos.

Ci spiega perché un Autore dovrebbe partecipare al vostro Concorso?
Per 2 motivi principalmente, il primo: per incontrare i suoi “simili” in una città aperta alla cultura, sul mare, con un primo cittadino poeta, per scoprire la nostra amicizia.
La seconda: per confrontarsi e lasciarsi giudicare serenamente da una giuria qualificata, imparziale e onesta al di fuori dei giudizi riscontrati spesso sul web, di “amici”, familiari, conoscenti, presunti esperti.

La Cultura di oggi può sperare in un cambio generazionale di qualità?
Occorre sempre avere fiducia nel futuro e nei giovani, lasciarli crescere e dar loro la possibilità di esprimersi. Credo ci siano molti giovani che abbiano qualità e buone idee.

In questo momento ci sono più Concorsi con Bando aperto. Oltre al suo si sente di consigliarne qualcuno e perché?
Certamente mi sento di consigliare il concorso L’Anfora di Calliope che si tiene ad Erice in Sicilia. Una terra meravigliosa e un concorso di straordinaria qualità portato avanti con competenza e passione.

Lei che ama molto i giovani, quali letture consiglierebbe per il loro valore formativo?
Non credo di avere la stoffa del maestro, consiglio loro di leggere molto e di tutto. Letture particolari no, ognuno deve scoprire la propria strada e le proprie passioni ma occorre leggere, leggere, leggere. Ultimamente ho rivisitato per l’ennesima volta la biblioteca leopardiana: il grande Poeta leggeva di tutto: dai classici alla medicina, dalla filosofia ai cosiddetti libri un tempo proibiti dalla Chiesa. Leggere è fondamentale.

Quali libri ci sono attualmente sul suo comodino? 
Attualmente ho sul comodino una ventina di libri. Essendo appassionato di noir e thriller ne cito solo alcuni: Non spegnere la luce di Bernard Minier, Io sono Dio di Faletti, Dove sei stanotte di Robecchi, Spiccioli per il latte di Klupfel & Kobr, L’orlo dell’abisso di Dorph & Pasternak e poi un paio di libri di Filippo La Porta: Uno sguardo sulla città e Maestri irregolari, e ancora libri di Massimo Lugli, uno dei miei autori preferiti. Di poesia: Aria della memoria di Franco Loi (Presidente onorario del nostro concorso) e Soli di Giovanni D’Alessandro forse, attualmente, il più grande scrittore abruzzese, da quest’anno inserito nella nostra giuria. Dimenticavo, oltre ai libri, 5 o 6 fumetti: sono un collezionista di fumetti della Bonelli Editore.

L'ultimo "grande" libro che ha letto?
Le Lettere 1981-1985 di Franco Loi e Biagio Marin. Uno scambio epistolare fra due grandi poeti, l’uno più giovane, l’altro al tramonto della vita, che riflettono sul senso della stessa, sulla poesia, la cultura, la fede.

Chi o cosa influenza la sua decisione di leggere un libro? (passaparola, copertina, le recensioni, il consiglio di una persona fidata)
Un po’ tutto questo. Mi piacciono i libri di cui ho già magari sperimentato l’autore oppure al contrario di quelli sconosciuti e non arrivati alla grande notorietà.

Quale classico della letteratura ha letto di recente per la prima volta?
Ragazzi di vita di Pasolini.

Secondo lei, che tipo di scrittura oggi dimostra una particolare vitalità? (narrativa, giornalismo, fumetti, saggistica...) 
Mi sembra che il giallo, il noir, il thriller spesso nella sua declinazione storica dimostri una discreta vitalità e tenga su il cosiddetto mercato. Vedo che molti autori impostano il proprio romanzo sotto tale veste e sono nate discrete scuole europee sulle tracce delle ormai classiche anglosassoni.

Personalmente, quale genere di lettura le procura piacere ultimamente? 
Ho già sottolineato la mia passione per il thriller ed anche per le nuvole parlanti: i fumetti. Naturalmente mi appassiona sempre un buon libro di poesia.

L'ultimo libro che l'ha fatta sorridere/ridere? 
Sono un grande appassionato di Jerome e ogni due anni circa rileggo sempre Tre uomini in barca: insuperabile. Ma anche Dizionario erotico: Manuale contro la donna e a favore della femmina di Massimo Fini (altro grande ex presidente onorario del nostro concorso) non è male.

L'ultimo libro che l'ha fatta commuovere/piangere? 
Riprendendo in mano Il diario di Anna Frank.

L'ultimo libro che l'ha fatta arrabbiare? 
La tana dell’odio sempre di Giovanni D’Alessandro. Un romanzo sulla guerra serbobosniaca, su come la guerra e l’odio che genera possono a distanza di tempo cambiare progetti ed esistenze. Terribile e luminoso al tempo stesso, mi ha fatto riflettere sulla pazzia umana.

Quale versione cinematografica di un libro l'ha soddisfatta e quale no?
Sicuramente: Quel che resta del giorno di James Ivory del recente premio Nobel Kazuo Ishiguro. Anche Gomorra dall’opera omonima di Saviano. O se vogliamo andare indietro: Arancia meccanica dal romanzo di Anthony Burgess.
Non mi ha soddisfatto Il falò delle vanità che pur vantando alla regia Brian De Palma e attori come Tom Hanks e Melanie Griffith non aveva nulla da spartire con l’opera di Tom Wolfe.

Quale libro sorprenderebbe i suoi amici se lo trovassero nella sua biblioteca? 
Non si sorprenderebbero di nulla, sanno che sono un onnivoro in materia libraria e passo facilmente dal Giornalino di Gianburrasca di Vamba alla Filosofia nel boudoir del Marchese de Sade.
Qual è il suo protagonista preferito in assoluto? E l'antagonista?
Il mio protagonista preferito è James Bond. Sono un grande appassionato di Ian Fleming che secondo me è stato spesso sottovalutato come scrittore. Sono un collezionista dei suoi romanzi e naturalmente 007 incarna l’eroe da me preferito. L’antagonista spietato del mio agente segreto è la Spectre, l’organizzazione segreta dedita al crimine su scala planetaria, e il suo capo Ernst Stavro Blofeld.

Organizza una cena: quali scrittori, vivi o defunti, inviterebbe?
Dei passati a miglior vita: Dante, Tasso, Foscolo, Leopardi, D’Annunzio, Pasolini, Wislawa Szymborska, Jerome, i primi che mi vengono in mente.
Dei viventi: Franco Loi, Massimo Fini, CamiRingrailleri, Manzini, Lugli, ecc. ecc.

Ricorda l'ultimo libro che non è riuscito a finire? Perché?
Diversi. Nel genere thriller sono molto esigente e libri ad esempio osannati come Ninfee nere di Michel Bussi, astro nascente del noir francese, l’ho abbandonato dopo una cinquantina di pagine. Perché? Non è nato il necessario feeling con i personaggi creati dalla penna dello scrittore transalpino.

Ringraziamo il dr. Gabrielli per la sua attenzione dedicata sempre ai giovani e questo si evidenzia dalla tipologia di libri che lo hanno formato culturalmente. La Cultura è un patrimonio frutto di nozioni scolastiche, ma anche di frequentazioni culturali coltivate in proprio e nei vari contesti di vita. Ricordiamo a chi desidera partecipare al Concorso il Sito, per prenderne visione e scaricare il Bando.  www.pelasgo968.it

Caterina Guttadauro La Brasca