mercoledì 15 novembre 2017

Play Hamlet, il regista Alessandro Sena a Fattitaliani: gli attori prima di essere artisti sono persone. L'intervista

È un Amleto contemporaneo quello portato in scena da Alessandro Sena che firma adattamento e regia di "Play Hamlet"  in cui il testo di William Shakespeare è stato riadattato in chiave moderna, senza alterarne la poesia e i dialoghi originali.
Al Teatro Cometa Off dal 21 al 26 novembre 2017 undici attori sul palco si muovono in una scena mai statica, inondata da immagini e musica, riflesso dei sentimenti spesso mutevoli e contrastanti che abitano i personaggi dello spettacolo. Il “gioco” di Amleto è sempre chiaro e dirompente: si muove con estrema disinvoltura fra i complessi rapporti che lo circondano, siano essi di potere, vendetta, amore o tradimento, e lo fa con la consapevolezza di chi, deluso da tutti,  non ha più nulla da perdere. In questa moderna trasposizione dove trova posto sia la commedia che il dramma, i protagonisti si muovono a loro agio fra dinamiche legate al potere che, seppur scritte secoli fa da Shakespeare, oggi continuano ad affermarsi attraverso una incredibile attualità. L'intervista di Fattitaliani al regista.
È stato facile adattare un testo di Shakespeare senza tradirne lo spirito?
Adattare un testo come quello di Amleto è stata forse la cosa più difficile. Questo perché per alcuni può apparire presuntuoso interagire con una prosa straordinaria, seppur scritta secoli fa da colui che viene considerato il più grande drammaturgo della storia inglese. Per non cadere in questo tranello, il mio adattamento non ha snaturato il testo iniziale ma ha cercato di dargli una connotazione contemporanea, attraverso un linguaggio odierno facilmente riconoscibile e quindi identificabile.
Come si fa a coordinare insieme undici attori sulla scena? 
Avere undici attori in scena può essere una forma di suicidio oppure una esperienza molto bella. Dal mio punto di vista parto dal presupposto che gli attori con i quali lavoro, prima di essere artisti, sono persone e quindi vanno considerate come tali, sia nelle loro aspettative che nelle loro esigenze. Per coordinare il tutto, nelle prove cerco di non essere mai troppo autoritario in quanto essendo anche attore comprendo precisamente cosa significhi essere diretto. Mi interessa sinceramente conoscere l’opinione degli attori con i quali lavoro, così come il confronto sul testo e sui loro personaggi. A questo concetto democratico, a volte si antepone quello da “tiranno” in quanto sono molto esigente: ad esempio, durante le prove faccio sempre spegnere i cellulari e non trovo mai il tempo per fare delle pause. Malgrado ciò, certi elementi  come la fiducia regista - attore, l’armonia o l’aggregazione all’interno della compagnia,  sono dal mio punto di vista fondamentali in quanto contribuiscono in modo diretto al risultato finale.
Quale elemento un regista deve subito trasmettere agli attori affinché il cast sia coeso e in armonia?
È importante riuscire a creare un buon clima sia durante le prove che sul palco e quando ciò si avvera il primo ad accorgersene è proprio il pubblico. Non ho particolari segreti per far accadere tutto ciò, se non cercare di trasmettere ogni giorno agli attori con i quali lavoro la passione e la dedizione  per questo lavoro,  ricordando loro il privilegio che abbiamo nel poterci esprimere attraverso il teatro, laddove questa opportunità  è negata a molti e non solo per condizioni sociali.
Amleto è un personaggio sempre moderno e attuale: personalmente oggi quali aspetti della sua personalità La attraggono?
Ho sempre pensato ad Amleto come ad un personaggio fuori dalle righe anche se i suoi forti sentimenti legati a delusione, rabbia e amore, sono sentimenti molto noti all’uomo e quindi universali. Se oggi dovessi collocarlo in un tipo di profilo psicologico,  lo definirei sicuramente come un “disadattato” - non perché “folle”-  ma in quanto immensamente puro e quindi distante dai valori che imperano nella società nella quale viviamo. Ed è questo aspetto del personaggio che mi affascina in particolare.
Che reazione si aspetti dal pubblico e che cosa Le piacerebbe che percepisse in modo particolare della sua messa in scena?
Credo che ai puristi di Shakespeare proporre un adattamento moderno e provocatorio possa suscitare in loro uno sguardo critico ma al contempo credo molto anche nell’opportunità di raccontare una storia straordinaria in modo diverso attraverso un punto di vista innovativo. Inoltre sarei felice se il pubblico apprezzasse la sensibilità della messa in scena, il contributo degli attori che sono davvero straordinari e la scelta delle musiche. Avete mai visto Ofelia ballare il tango? Giovanni Zambito.


I GIARDINI DI ANTARES 
presenta 
PLAY 
HAMLET 
traduzione, adattamento e regia di Alessandro Sena 

                                      con (in ordine alfabetico) 

Niccolò Albanese, Stefano Antonucci, Giorgio Carosi, Marine Galstyan, Sargis Galstyan, Cristiano Leopardi, Raffaele La Pegna, Jacopo Pelliccia, Vittoria Rossi, Fatima Scialdone e Francesco Sgro.

Aiuto regia: Simonetta Di Coste 
Ufficio Stampa e Organizzazione: Studio Antares Produzioni 339 8784860

dal 21 novembre al 26 novembre 2017
TEATRO COMETA OFF
Via Luca della Robbia 47 (Testaccio)
Infoline e prenotazioni 0657284637
Tutte le sere ore 21:00 - domenica ore 18:00
Biglietto ridotto: 12.50 € - intero 16 €