mercoledì 1 novembre 2017

Opera, Lucio Silla a Bruxelles: musica, regia, voci e scenografia raccontano il potere sordo ed egocentrico. La recensione di Fattitaliani

Le intenzioni del regista TOBIAS KRATZER si evidenziano sin dal video introduttivo che mette insieme nomi di potere del passato e del presente, da Nerone a Trump, passando per Kennedy e Pyongyang.

La rappresentazione di "Lucio Silla" di Mozart (il tenore JEREMY OVENDEN), alla Monnaie di Bruxelles fino al 15 novembre, va oltre l'epoca romana in cui è ambientata l'opera. Trascende la natura dei personaggi che si spogliano della loro dimensione temporale e circoscritta per poter essere emblematici ancora oggi.
È di scena il potere in una declinazione caratterizzata da un esasperato narcisimo che usa e maltratta le persone come marionette.
La scenografia di RAINER SELLMAIER - azzeccata ed efficace - è un bellissimo loft rialzato che ruota sui quattro lati, sfumature di un individuo e dell'esercitazione del potere sordo ai richiami e alle esigenze altrui: il rifiuto di Giunia (LENNEKE RUITEN), i tentativi della sorella Celia (ILSE EERENS), l'amicizia fra Cecilio (ANNA BONITATIBUS) e Lucio Cinna (SIMONA ŠATUROVÁ). 
Limpida, potente la voce dei soprani la cui tenuta e bravura emergono soprattutto nei diversi momenti in cui la musica s'interrompe: davvero una bella trovata che testimonia un lavoro sinergico fra regia e direzione musicale. Tutto concorre a intensificare il dramma e a eliminare ogni contorno e riferimento esplicito della situazione storica dell'opera. 
Il Maestro, l'impeccabile Antonello Manacorda, partecipa - confermando le sue dichiarazioni - alla messa in scena evidenziando il forte rapporto fra testo, musica e scena. 
Particolarmente riuscita la caratterizzazione di Celia: un'adulta/bambina nell'abbigliamento e nell'atteggiamento che gioca sempre con la casa di bambole, simbolo del potere che gestisce tutto e tutti. La donna subisce le manipolazioni del fratello, ma in fondo sa che sono sbagliate e che da parte sua sarebbe più che giusto reagire. Cosa che avviene alla fine, forte dell'amore di Lucio Cinna. 
Evocative e ben dirette la presenza del cane e le apparizioni delle anime dei defunti. Così come il ravvedimento di Lucio preceduto dalla visione dei nastri registrati che lo fanno riflettere sugli sbagli commessi. 
Uno spettacolo lungo (tre ore e mezzo con due intervalli), che però scorre piacevolmente lungo il filo della narrazione. 

Lucio Silla
Direction musicale ANTONELLO MANACORDA
Mise en scène TOBIAS KRATZER
Décors et costumes RAINER SELLMAIER
Éclairages REINHARD TRAUB
Vidéo MANUEL BRAUN
Dramaturgie KRYSTIAN LADA
Chef des chœurs MARTINO FAGGIANI
Lucio Silla JEREMY OVENDEN
Giunia LENNEKE RUITEN
Cecilio ANNA BONITATIBUS
Lucio Cinna SIMONA ŠATUROVÁ
Celia ILSE EERENS
Aufidio CARLO ALLEMANO
Orchestre symphonique et chœurs de la Monnaie
Production LA MONNAIE / DE MUNT
Coproduction BADISCHES STAATSTHEATER KARLSRUHE, THEATER ST. GALLEN
Avec le soutien de LOTERIE NATIONALE