venerdì 17 novembre 2017

MOSTRA, PERSONALE ENRICO PAMBIANCHI UN PASSO AVANTI A RAUSHENBERG

Le immagini di questo artista ricordano Raushenberg pittore e fotografo statiunitense di cult vicino alla pop art senza entrarci mai definitivamente. Pambianchi è un passo avanti.

Enrico Pambianchi nasce a Ferrara nel 1969. Studia da autodidatta sperimentando le più svariate tecniche e stili.
I suoi inizi sono molto influenzati dal pittore modenese  Vaccari e dal maestro Brindisi.
Nel 2000 Pambianchi  da una sua linea definita. Entra di diritto nella pop art. Inizia con soggetti dei fumetti e iconiche storiche.
Rivisita grandi capolavori da Rembrandt a Velasquez.
Tutto apparentemente dissacrante con l'uso anche di parole forti " FUCK " ma che sono perfettamente contestualizzate nelle sue opere. 

Pambianchi definisce il suo stile "iperrealismo visionario".
Raffigura icone e personaggi inquietanti della storia  o della cultura che cercano la redenzione, la salvezza.

E  di nuovo  arrivo a Vittorio Sgarbi.  Sembra un karma. È il terzo artista in cui istintivamente mi avvicino. 
Alcune opere di Pambianchi sono conservate nella collezione privata di Rina Cavallini madre e artefice del talento di Vittorio Sgarbi. 

La tecnica pittorica di Enrico Pambianchi è particolare. Utilizza resine, olio, colature plastiche, incisioni in pastello.
Parte da un'immagine fotografica la quadretta, da qui rivisita il soggetto con interventi pittorici, applicazioni di ritagli di giornali, note a matita che hanno lo scopo di rendere secondo l'intento dell'artista ironia e sarcasmo  nelle sue creazioni.
Pambianchi con le sue opere è come se facesse un'indagine psicologica dei suoi personaggi. 
Trascorre notturne a lavorare, ispezionare, dissociare, sezionare le immagini al limite tra l'uomo e il paranormale, lo psicotico e il diversamente intelligente. 
La sua straordinaria mostra a cui ho assistito  è scioccante. Immagini  sporchissime.  Una Patty Smith che Pambianchi ricorda di un vecchio Sanremo che prima  di  salire sul  palco sputa. Da David Bowie dove c'è totalmente David versione Ziggy a Papa  Innocenzo X in una sorta di terza reinterpretazione.  La prima risale al 600 di Velasquez.  Poi la seconda nel 900 di Becon arriverà  all'ennesima interpretazione di Innocenzo X con con uno scimmione dietro che lo fa urlare e si capisce perché Becon lo  fa urlare  e lo trasforma in un ipercefalo. 

Pambianchi intraprende ancora un nuovo percorso. Gli arazzi con la  stessa tecnica che veniva utilizzata anticamente, carta e tela.Solo nel 700 si arriverà all'uso  del tessuto e telaio.
Le Immagini sono tutte sporcate, insozzate, imbastardite.
Il linguaggio di Pambianchi  proviene dalla tecnica  " dello strappo dell' immagine".
Immagini  fotocopiate,  messe  su tela,  poi strappate  ottenendo un  fenomeno speculare  opposto  per poi ricostruire  tutto  con carboncino, olio, matita,  gessetto  e  sanguigna.  Ricostruisce  quello che  a lui interessa , in un continuo morboso dettaglio su dettaglio.

Appena entrata ho subito compreso la levatura di questo artista. Entrando noto  subito David Bowie. Non l'opera appesa ma il quadro  appoggiato su un tavolo. Ed il desiderio inizia ad insinuarsi.
Sono stata accolta da Francesco dello staff di Pambianchi come una Diva.
Il direttore della galleria Dott.  Ungaro che ringrazio per i suoi inviti assolutamente da non perdere. E subito mi dirigo verso Enrico Pambianchi.  Dopo cinque minuti di conversazione che verteva dalla pittura alla letteratura figlie della stessa madre, l'arte. Così noi ora siamo solo Sara ed Enrico. Continuiamo io e  Patrizia Crestani, la mia a questo punto eccelsa stylist che mi ha affiancata totalmente  creando un' autentica simbiosi.
Grazie Maurizio (curatore scientifico  di  Pambianchi) per averci accompagnate in questo meraviglioso percorso.
Non chiedo scusa agl'altri invitati per aver assorbito totalmente l'attenzione di Maurizio. Probabilmente la mia passione e preparazione sono  state onorate fino al punto da convogliare la nostra conversazione in veri  confronti, idee, visioni.
E arriviamo a David  Bowie. Lo voglio. Lo compro. Sono entusiasta. La mia prima opera di valore.
Spero che sia l'inizio  della mia collezione privata .
Enrico Pambianchi  grazie per tutte le richieste  a cui mi hai corrisposto. Grazie per il tuo talento che ora è un po' è  mio con David Bowie.

Non perdete questa mostra. Non è ammesso per chi ama l'arte con devozione e  rispetto.

Sara Tacchi