giovedì 2 novembre 2017

Milano, LAMBRATE è VIVA. Credere e investire nel territorio 365 giorni l’anno

La Treccani on-line dice che il “territorio” è “Regione o zona geografica, porzione di terra o di terreno d’una certa estensione”. Dice anche: “l’area che viene occupata da un individuo o gruppo di individui”. A Milano, il QUARTIERE DI LAMBRATE, luogo di nascita della Lambretta, delle auto Innocenti e della Faema, è un grande esempio che coniuga in modo armonico queste due anime.

Da quindici anni il processo di cambiamento che ha interessato questa zona di Milano è stato il risultato graduale e costante di un lavoro collettivo. Tante le persone che hanno contribuito a trasformare in qualcosa di concreto il proprio amore per Lambrate. Ed è proprio da questo punto di partenza che il 15 maggio 2014 nasce l’associazione Made in Lambrate. Scopo di questa associazione l’ intento di creare e alimentare una fitta rete sociale, insieme alla determinazione di realizzare qualcosa di interessante, utile e stimolante, non solo per chi ci abita.

Ecco che nascono appuntamenti ed eventi che piano piano animano e popolano il territorio, attirando persone non solo da altre zone di Milano ma anche d’Italia e da tutto il mondo. La Design Week (ex Fuori Salone del Mobile di Milano) non è che la punta di diamante di questo palinsesto sociale. Citiamo alcuni dei tasselli che oggi contribuiscono a comporre il mosaico della vita lambratese:

Ventura Art Night: il vernissage bimestrale che interessa tutto il circuito delle 9 gallerie d’arte contemporanea appartenenti al distretto Ventura-Lambrate. Una vera e propria finestra internazionale sul mondo dell’arte contemporanea che attira visitatori e curiosi.
Art for Air: Progetto in progress sul territorio Lambratese. Inziato con un Wall Painting dell’artista Fabrizio Modesti, in via Console Flaminio angolo via Saccardo: 88 mq di parete corrispondono ad 88 mq di bosco. A breve , in via Ventura, verrà realizzato un nuovo Wall Painting su progetto di Italo Lupi: 120 mq di parte corrispondono a 120 mq di bosco.
Arte diffusa nel quartiere: le scritte pulsanti “Luna” e “Park” dell’artista Patrick Tuttofuoco installate in via Ventura e il progetto “ Imaginary Country” dell’artista Daniel Golzalez: architettura effimera, installazione temporanea per le vie di Lambrate.
Spazio Ventura XV: sede di mostre temporanee a carattere scientifico divulgativo, di grande successo, che richiamano migliaia di visitatori.
East Market: ispirato ai mercatini londinesi, questo appuntamento mensile ha dedicato sempre più spazio a creativi, stilisti e artigiani. Inizialmente presente solo in via Ventura, l’East Market ora è anche in via Massimiano, raddoppiando la sua estensione.
Sabato di Lambrate: un aggregatore, a cadenza mensile, che offre la possibilità ad artigiani, agricoltori e allevatori di far conoscere l’eccellenza italiana. In questa occasione, una piazza (Rimembranze di Lambrate) e una via (Conte Rosso) si trasformano in una fucina di crea(t)tività per un’intera giornata.

Altre iniziative hanno contribuito a cambiare lo stato di Lambrate, non solo a livello territoriale-“geografico” ma anche territoriale-“sociale”. Un esempio è stato il recente lavoro di ristrutturazione e di riqualificazione della piazza Rimembranze di Lambrate: grazie a questo intervento è stato possibile rivalorizzare un punto nevralgico per il quartiere.

La proliferazione e la crescita di questi appuntamenti sono il risultato di un altro forte cambiamento. Quelli che un tempo erano i punti deboli di Lambrate si sono trasformati in punti di forza: L’identità periferica – periferia non è solo sinonimo di “lontananza”, ma può esserlo di “tranquillità” e “armonia”. una bella presenza di aree verdi – con parchi e zone che rendono Lambrate un piccolo polmone milanese.
I collegamenti – bus, tram, una stazione ferroviaria e la vicinanza all’aeroporto di Linate permettono di raggiungere facilmente il quartiere , anche da chi non è in Italia.

Se il centro di una città – in inglese downtown – è forte della propria centralità, Lambrate può portare alto il vessillo di “out-town”, dove l’“out”, il carattere periferico, ne rappresenta tutta la forza e l’identità. Per questo, da qualsiasi prospettiva si guardi Milano, Lambrate c’è e ci sarà sempre: ghe sem, here we are.